Esercito: convegno “La valutazione del rischio Stress-lavoro correlato in ambito militare”

 

di Francesca Cannataro

Roma. (dalla nostra inviata). Si è svolto presso l’aula magna della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università “SAPIENZA” di Roma  il convegno “La valutazione del rischio stress lavoro correlato in ambito militare” frutto di una proficua organizzazione attuata tra Esercito, Università “SAPIENZA” e il COCER Interforze. Una giornata di importante incontro/confronto per mettere al centro l’uomo e dunque valorizzare la risorsa umana e il livello di benessere della stessa, voluta per discutere attorno a un tema attuale e cruciale nella gestione del personale e delle organizzazioni: lo stress-lavoro correlato.

L’Aula Magna della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università “SAPIENZA” di Roma gremita dai partecipanti al convegno

Alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Claudio Mora, presidente del convegno, del vice preside di facoltà professor Fabio Lucidi e di numerose autorità civili e militari, si sono susseguite le preziose esegesi di illustri relatori cui hanno assistito circa 300 iscritti. Ricco di interventi di elevato spessore tecnico e culturale, tenuti da docenti universitari, militari e civili, il convegno si è articolato ponendo l’accento su diverse tematiche che hanno saputo coinvolgere i numerosi intervenuti particolarmente interessati alla sinergia tra il punto di vista scientifico e quello operativo.

Il tavolo dei relatori

Dai principali riferimenti normativi, che in maniera cospicua regolamentano il delicatissimo settore, ad argomenti come la rilevanza del fattore morale, lo stress lavorativo, di-stress e stress positivo, la “perceived self-efficacy” e il “moral disengagement”, tanto nel mondo civile che in quello militare. Il tutto per giungere a delle importanti conclusioni perché la promozione e la tutela della salute e della sicurezza dell’uomo/soldato sono tra i più importanti obiettivi da perseguire.

Del resto come è stato sottolineato in alcuni interventi “la salute comportamentale è parte integrante della prontezza e della capacità di recupero del combattente per affrontare lo stress; gestire lo stress significa determinare la prontezza operativa del soldato”.

Il convegno ha inoltre suggellato la partnership con prestigiose compagini quali Unversità “Sapienza” e l’INAIL. Eccellenze Istituzionali che si occupano dello studio delle variabili che determinano e condizionano la performance lavorativa del personale, attraverso l’analisi, l’individuazione e la gestione dei fattori di rischio che possono depotenziare il rendimento del singolo e delle Unità, inficiando il benessere psicofisico e sociale dei militari.

L’intervento del Generale Farina

“Lo sforzo principale della compagine psicologica dell’Esercito – ha detto il Generale Farina – è volta a tutto ciò. I nostri psicologi, numerosi, vengono sempre più spesso chiamati ad offrire la loro peculiare quanto fondamentale prospettiva nei processi decisionali e organizzativi del vertice di Forza Armata. Ciò sempre al fine di valorizzare la risorsa umana e incrementare il livello di benessere percepito dal singolo, dalle famiglie e dalle intere Unità. Noi non ci fermiamo – ha concluso il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito – i comandanti e ogni singolo soldato possono e devono fare sempre di più in questa direzione”.

A evidenziare questi aspetti, sempre maggiore importanza assumono concetti quali il morale, il clima psicologico e organizzativo, lo stress management e il supporto psicologico nell’ambito delle Unità al fine di preservare e incrementare l’efficienza operativa degli uomini e delle donne dell’Esercito.

1° Master in Psicologia Militare

Nel pomeriggio, poi, è stato presentato il 1° Master in Psicologia Militare organizzato dall’Università “Sapienza” di Roma in collaborazione con Ispettorato Generale della Sanità Militare (IGESAN) dello Stato Maggiore della Difesa. Attraverso una serie di ben articolate attività formative il Master, a numero chiuso, consentirà di comprendere quali siano i processi attivati per la selezione del personale militare, definendo i profili d’impiego. Ma non solo. Agli studenti sarà data possibilità di conoscere la gestione degli interventi di emergenza in campo nazionale e internazionale

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