Esercito, il futuro operativo nelle Brigate di Manovra pluriarma pesante

Di Luca Tatarelli

Persano (Salerno).  Conclusa, nei giorni scorsi, una delle fasi addestrative del 2017 condotte dalla Brigata Bersaglieri Garibaldi presso le aree del Comprensorio di Persano (Salerno). Nelle giornate del 7 e dell’8 marzo, oltre 200 militari e 50 mezzi tra cingolati e ruotati hanno preso parte ad un evento addestrativo, diversificato per modalità di condotta e per tipologia di assetti schierati, orientato al raggiungimento di un unico obiettivo: il mantenimento delle capacità operative della “Brigata di Manovra Pluriarma Pesante” nelle FSO (Full Spectrum Operations).

Il briefing pre missione nel corso dell’esercitazione della Brigata Garibaldi.

Infatti, nell’ambito della riorganizzazione della struttura operativa dell’Esercito Italiano, che vede le forze suddivise in leggere, medie e pesanti, la Brigata Bersaglieri Garibaldi fa parte appunto di quest’ultima categoria.

La categorizzazione è definita in base alle potenzialità  che ciascuna Grande Unità elementare riesce ad esprimere nell’ambito delle diverse ipotesi di impiego, per cui: le Brigate leggere sono idonee nelle fasi “early entry” (entrata iniziale) di una operazione o in missioni di supporto e di assistenza alle istituzioni civili locali sia per l’elevata mobilità strategica sia per il combattimento in ambienti definiti compartimentali (ad esempio paracadutisti ed alpini); quelle medie, si caratterizzano per la disponibilità di piattaforme altamente digitalizzate e per la flessibilità di impiego in scenari di stabilizzazione e supporto alla pace (ad esempio Brigata Pinerolo) ed infine le pesanti impiegate nell’ambito di missioni di difesa collettiva e in quelle operazioni di combattimento ad alta intensità che, grazie alle elevate caratteristiche di mobilità tattica, protezione e potenza di fuoco sono in grado di condurre combattimenti risolutivi (ad esempio la Brigata Garibaldi).

Il futuro operativo dell’Esercito italiano è incentrato, quindi, sulle Brigate di manovra pluriarma in quanto sono tecnicamente e logisticamente  autonome ed organicamente modulari, in sintesi una struttura ordinativa ed operativa definita “modulare”, integrata ed integrabile.

I Puma e i Centauro in esercitazione nell’area addestrativa di Persano.

L’obiettivo della Forza Armata, nel quadro di una migliore operatività, è quello di caratterizzare ciascuna Brigata di manovra pluriarma secondo uno standard che prevede una composizione su: 3 Unità di manovra, 1 Reggimento di artiglieria che sia in grado di gestire e di coordinare il supporto di fuoco terrestre ma anche di garantire l’integrazione con altre sorgenti di fuoco (navale ed aereo) in un ambito Joint Fire, 1 Reggimento di cavalleria che si può configurare, se rinforzato da assetti specifici, come Task Force ISTAR per supportare la Grande Unità elementare, 1 Reggimento del Genio guastatori per supportare mobilità e contro mobilità e protezione, 1 Reggimento logistico, 1 Unità di supporto all’esercizio del C2 della Grande Unità elementare.

L’attività addestrativa della Brigata Garibaldi ha visto l’applicazione appunto di tali principi,  schierando sul terreno assetti Combat, Combat Service e Combat Service Support. Tra questi, Cellule del Comando Brigata ed assetti del Reparto Comando e Supporti Tattici nello schieramento ed attivazione del Posto Comando Tattico per la gestione di operazioni  in scenario WAR, il Posto Comando del Reggimento cavalleggeri Guide (19°) nella pianificazione, organizzazione e condotta di una esercitazione di complesso minore integrato nell’ambito di uno scenario WAR, durante la quale ha coordinato ed impiegato, oltre ai propri assetti esploranti, i Nuclei Advanced Combact-Engineer Reconnaissance Team (ACRT ) del 21° Reggimento Genio guastatori e di Sorveglianza Acquisizione Obiettivi  Visuali (SAOV) dell’8° Reggimento artiglieria “Pasubio”, equipaggi su carro ARIETE del 4° Reggimento carri ed un plotone di fanteria dell’8° Reggimento bersaglieri.

Un geniere del del 21° Reggimento Genio guastatori in esercitazione.

Inoltre, assetti del Reggimento logistico “Garibaldi” sono stati impegnati nello schieramento di una Zona Servizi a livello compagnia, nella quale sono state condotte oltre alle attività di mantenimento e rifornimento anche quelle di vettovagliamento a favore di tutto il personale addestrato con l’impiego di una cucina campale di 500 razioni.

Nell’ambito invece di uno scenario CRO (Crisis Response Operation), assetti IEDD (Improvised Explosive Device Disposal’) del 21° Reggimento Genio guastatori, supportati dalla cornice di sicurezza garantita dai bersaglieri dell’8° reggimento, sono stati impiegati nella bonifica di ordigni esplosivi improvvisati all’interno di un villaggio rurale.

Un momento dell’esercitazione del Genio guastatori.

Come risultato di questo addestramento è da sottolineare l’alta professionalità del personale impegnato e l’avanzata tecnologia degli strumenti e dei mezzi in dotazione,  il tutto finalizzato alla capacità di gestire operazioni a 360 gradi.

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