Esercito Italiano: conferenza sullo statuto dei rifugiati

Viterbo. Alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito, caserma “Soccorso Saloni”, si è tenuta nei giorni scorsi la conferenza sul tema “La convenzione sullo statuto dei rifugiati: applicabilità e limiti nell’attuale scenario internazionale”, organizzata con il Comitato Provinciale di Viterbo della Croce Rossa Italiana.
Alla conferenza erano presenti il Professor Alessandro Sterpa (Università degli Studi della Tuscia), il Colonnello Francesco Tessitore (Comando Aviazione Esercito), il Colonnello Giovanni Maria Scopelliti (Comandante del Centro Addestramento Aviazione Esercito), il Colonnello Raffaele Aruanno (Comandante del 1° Reggimento AVES “Antares”), i Marescialli del XIX corso “Saldezza” e il personale del Quadro Permanente della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, una rappresentanza di Allievi Marescialli della Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare e dei volontari della Croce Rossa Italiana.
Prima dell’inizio dei lavori c’è stata l’introduzione del Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Generale di Brigata Pietro Addis, ed un breve intervento del Presidente del Comitato Provinciale di Viterbo della CRI, Marco Sbocchia.

Un momento della conferenza

E’ intervenuta l’Avvocatessa Fulvia Ugolini, consigliere qualificato in materia di diritto internazionale umanitario dei conflitti armati, che ha effettuato una relazione sul complesso sistema di norme e di concetti riguardanti il diritto internazionale dei rifugiati, con particolare riferimento all’analisi delle regole che sono alla base della protezione internazionale, includendo approfondimenti sull’evoluzione della legislazione europea e italiana.
In seguito il Capitano di Vascello Antonello de Renzis Sonnino (portavoce e capo ufficio stampa per “EUNAVFOR MED Operazione Sophia”) ha illustrato l’evoluzione dell’Operazione “Sophia”: l’operazione è stata così chiamata ufficialmente il 26 ottobre 2015 dal nome dato alla bambina nata sulla nave dell’operazione che salvò la madre il 22 agosto dello stesso anno al largo delle coste libiche.
Il mandato principale è quello di adottare misure sistematiche per individuare, fermare e mettere fuori uso le imbarcazioni e i mezzi usati o sospettati di essere usati da eventuali trafficanti, la missione navale è stata, quindi, istituita a fini di lotta contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo, con una prima fase orientata alla raccolta di informazioni di intelligence e due successive che riguardano la caccia attiva ai trafficanti, prima in acque internazionali, poi nelle acque territoriali e interne della Libia, previo mandato delle Nazioni Unite e approvazione del paese interessato.
Nell’intervento dell’avvocatessa Alessandra Ortenzi, appartenente all’Ispettorato del Corpo delle Infermiere Volontarie di Viterbo e consigliere qualificato in materia di diritto internazionale umanitario dei conflitti armati, è stato affrontato il caso concreto relativo all’impatto della questione migranti in Kosovo.
Ha concluso i lavori l’avvocatessa Fulvia Ugolini con una disamina del diritto di asilo così come ampliamente contemplato dall’articolo 10, comma 3, della Costituzione e dell’evoluzione normativa in materia di asilo e immigrazione: sono stati evidenziati gli aspetti di maggiore rilevanza dell’ordinamento alla luce dei mutamenti del quadro normativo nazionale.

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