Esercito, la psicologia 3.0 all’esame del 2° workshop con esperti e tecnici della Forza Armata

Roma. Le potenzialità delle nuove metodiche e tecnologie sono state il tema del secondo workshop di
psicologia e psichiatria militare, tenutosi oggi a Roma, presso il Comando Supporti Logistici dell’Esercito.

Si è discusso di psicologia 3.0 e delle policy e tecnologie innovative a servizio della Forza Armata, che ha visto la partecipazione di tutti gli psicologi e medici psichiatri dell’Esercito insieme a rappresentanti di rilievo del mondo accademico e professionale.

Un momento delle giornate di studio

La giornata di studio è stata quella di cercare di finalizzare e valutare il contributo che la psicologia e la psichiatria possono fornire ai militari, in particolare nell’ambito della gestione delle risorse umane nella selezione, nell’orientamento e nella formazione ed in quello clinico.

I partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro, incaricati di sviluppare, sulla base delle proprie esperienze professionali nell’Esercito, specifiche tematiche di applicazioni della psicologia e della psichiatria in ambito militare. Sono tutte tematiche che hanno un importante impatto su vari ambiti specialistici, dalla selezione all’impiego operativo, dall’addestramento all’aspetto clinico riabilitativo. Elementi importanti per il
benessere individuale ed organizzativo, con particolare attenzione alla partecipazione di militari ad operazioni di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali.

I risultati dei lavori sono stati presentati nella giornata conclusiva del workshop alla presenza del Sottocapo di
Stato Maggiore dell’Esercito, generale Claudio Mora, dei vertici della Forza armata e di importanti professionalita’ del campo scientifico ed accademico.

Il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Claudio Mora

I risultati hanno confermato l’opportunità di una sinergia funzionale tra le diverse fasi che accompagnano il ciclo operativo e la vita del soldato, dal suo reclutamento al recupero psicofisico, dalla salute individuale a quella del contesto sociale di appartenenza.

In questo ambito, i professionisti del settore psicologico e psichiatrico dell’Esercito devono essere preziosi interpreti delle mutevoli esigenze specialistiche del comparto Difesa.

“L’uomo – ha detto il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito – è alla base di tutto. Riconoscere la
centralità  del soldato significa credere che una Forza Armata moderna e competitiva sia frutto di una attenzione costante nelle varie fasi della vita di un militare”.

Nel corso dei lavori è stato anche presentato il neo costituito Ufficio di Psicologia Militare dello Stato Maggiore dell’Esercito, con compito di coordinare e promuovere il lavoro di tutti i professionisti del settore psicologico e psichiatrico, garantendo quelle sinergie fondamentali al conseguimento degli obiettivi della Forza Armata.

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