Esercito, nel calendario 2020 il racconto per immagini e testo delle eccellenze della Forza Armata

Napoli. Semplicemente Soldati. Nello sfogliare le pagine del calendario dell’Esercito per il 2020. realizzato grazie alla collaborazione di Leonardo, si entra, giorno per giorno, nella storia, nelle peculiarità di ogni Arma, Specialità, Brigata, Reggimento, nella quotidianità di ogni uomo e ogni donna in uniforme che fanno di questa Forza Armata una risorsa per il Paese.

La copertina del calendario dell’Esercito 2020

L’edizione di quest’anno, disponibile sia nella versione classica tradizionale “da muro” sia in quella “fotografica”, contribuirà a sostenere l’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani ed i Militari di Carriera
dell’Esercito (ONAOMCE) alla quale sarà devoluta una quota del ricavato delle vendite.

L’Opera assiste, attualmente, circa 500 orfani di Ufficiali, Sottufficiali, Graduati nonché dei militari di truppa, a ciascuno dei quali eroga sussidi annuali per la formazione scolastica e per particolari necessità di carattere economico-familiare.

“CalendEsercito 2020” è un progetto editoriale, realizzato e prodotto dallo Stato Maggiore dell’Esercito e può essere acquistato online sul sito http://www.esercito.difesa.it.

La storia dell’Esercito italiano nasce nel lontano 4 maggio 1861. Il Reggimento più antico è quello delle Guardie, costituito il 18 aprile 1659 da Carlo Emanuele II di Savoia per professionalizzare il suo esercito. Erano i progenitori degli attuali Granatieri.

La Bandiera di Guerra del 1° Reggimento dei Granatieri

La storia racconta di numerosi fatti d’arme che li ha visti protagonisti nella I Guerra e nella II Guerra Mondiale. Furono loro che l’8 settembre, insieme ad altri reparti e alla popolazione civile, che difendono l’onore dell’Esercito e dell’Italia a Porta San Paolo a Roma respingendo l’attacco di militari tedeschi.

Oggi, la Brigata “Granatieri di Sardegna”, a cui il calendario dedica il mese di gennaio, è una Grande Unità di Fanteria meccanizzata, addestrata per l’assolvimento di compiti operativi istituzionali.

Si sono messi in luce nell’operazione nazionale “Strade Sicure” e in tante altre attività in Patria e all’estero.

Per l’Esercito italiano sono stati 4 secoli di storia fatta di vittorie e di sconfitte che hanno reso oggi la Forza Armata una realtà che ha nei soldati la sua risorsa fondamentale.

Nello stesso mese viene ricordata anche la “Regina delle battaglie”: la Fanteria. Tutto parte dalle Legioni romane e dalle fanterie comunali del Medio Evo. E’ un altro Savoia, Carlo Emanuele I che nel 1619 che istituì le prime unità organiche. I primi 6 Reggimenti furono costituiti nel 1664.

Il 24 maggio, anniversario dell’entrata in guerra della Grande Guerra, si celebra la Festa.

La dichiarazione di guerra del 1915

I Fanti si distinsero sui campi di battaglia della I Guerra Mondiale come della II. Oggi i Reggimenti di Fanteria sono “leggeri”, “medi” e “pesanti”. Quelli addestrativi concorrono a creare una Forza Armata capace di essere impiegata in ogni Teatro Operativo.

Ai Bersaglieri e agli Alpini è dedicato il mese di febbraio. Entrambi costituiscono la storia dell’Esercito.

I primi sono nati il 18 giugno 1836, come si ricorderà grazie all’allora Capitano Alessandro Ferrero della Marmora.

Addestramento dei Bersaglieri in Qatar

 

Costituirono reparti di Fanteria leggera adatta all’esplorazione, prima del contatto con il nemico. Uomini prestanti, audaci e con una grande capacità di tiro.

Ebbero il battesimo del fuoco l’8 aprile 1848 nel Ponte di Goito. E da allora ad oggi hanno partecipato a numerose battaglie, si sono contraddistinti in Patria e all’estero per i loro valori solidi e veri.

Quando si parla di Alpini si parla anche della storia d’Italia. Furono costituiti il 15 ottobre 1872 con le prime 15 compagnie che, secondo l’allora Capitano Giuseppe Perrucchetti, dovevamo difendere l’arco alpino del Regno d’Italia.

Il battesimo del fuoco avvenne il 1° marzo 1896 ad Adua. Gli 88 battaglioni Alpini si coprono di gloria nella Grande Guerra. Così come ricordiamo il Corpo d’Armata Alpino con le Divisioni “Tridentina”, “Cuneense” e Julia che si sacrificarono nella campagna di Russia del gennaio 1943.

Gli Alpini furono protagonisti della Guerra di Liberazione ed oggi li troviamo impiegati in Italia in attività quali “Strade Sicure” o nei Teatri Operativi all’estero.

Sistemi d’arma controcarri del 3° Reggimento Alpini – Credits ESERCITO

Il mese di marzo è dedicato ai Paracadutisti e ai Lagunari.

I primi nacquero nel 1938 in Terra d’Africa. Si contraddistinguono nei campi di battaglia della II Guerra Mondiale con le Divisioni “Folgore”, “Nembo” e “Ciclone” (che in verità ebbe vita breve).

Ricordiamo il loro valore nella celeberrima terza battaglia di El Alamein (23 ottobre – 5 novembre 1942) tanto che proprio il 23 ottobre si celebra la Festa della Specialità.

Il Sacrario militare italiano di El Alamein (COPYRIGHT Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti)

La “Nembo” fu invece protagonista dei fatti della Guerra di Liberazione.

Il 10 giugno 1967 nasce la Brigata Paracadutisti “Folgore”. Oggi sono sempre pronti all’impiego per qualsiasi evento che accade nel nostro Paese o all’estero.

Paracadutisti schierati

Il 15 giugno 1951 nasce l’unità interforze “Settore Forze Lagunari”. Il loro compito erta quello di difendere da minacce anfibie le coste lagunari e paludose dell’Alto Adriatico e delle Venezie e per l’aggiramento anfibio del fianco nemico lungo il Mare Adriatico.

Nel 1957 viene meno la componente della Marina Militare e così i Lagunari cambiarono nome in “Raggruppamento Lagunare”.

Un Lagunare in esercitazione

Il 25 ottobre 1964 nasce il Reggimento Lagunari “Serenissima”. Sono gli eredi delle tradizioni dei Fanti del Mar della Repubblica di Venezia. E il 25 giugno 1984 viene ufficialmente riconosciuta la Specialità “Lagunari”.

Oggi i Lagunari fano parte della Forza di Proiezione dal Mare che opera con i militari della Brigata di Marina “San Marco” . Sono spesso impiegati in Italia e all’estero. Come in Iraq quando nell’Operazione “Antica Babilonia” hanno provato sul campo l’eccezionale livello di capacità e di prontezza operativa.

Ed eccoci a parlare della Cavalleria, sia di linea che con i Carristi. A loro è dedicato il mese di aprile.

La Cavalleria di linea nasce nel 1668. I Cavalieri si ricoprono di valore nelle battaglie del periodo napoleonico che in quello risorgimentale.

La celebre carica della Cavalleria

Nel periodo dell’Unità d’Itala la Cavalleria era composta 4 Reggimenti di linea, 6 di Lancieri e 7 di Cavalleggeri.

Al termine della I Guerra Mondiale, i Reggimenti salgono a 30. La storia ci racconta di episodi di grande valore a Pozzuolo del Friuli, dopo i fatti di Caporetto, e a Vittorio Veneto quando i Cavalieri si lanciarono all’inseguimento del nemico.

Nella II Guerra Mondiale furono protagonisti di scontri epici in Africa, Russia e Jugoslavia.

E post conflitto (1946) nascono i primi gruppi esploranti che sono i progenitori degli attuali Reggimenti inquadrati nelle Brigate pluriarma ed a setto indispensabile per la concezione e l condotta della manovra.

Oggi con le blindo Centauro hanno trasformato l’impiego dei Cavalieri. A questo proposito ricordiamo l’intervento del Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) ai ponti di Nassiriya nell’agosto 2004, dove i suoi equipaggi dettero prova di alte capacità tecniche e di coraggio.

Una Blindo Centauro in attività

La storia dei carristi inizia il 1° settembre 1918 a Verona. Qui nasce il “Reparto Speciale di Marcia carri d’assalto”. Il 1°  ottobre 1927 viene creato il Reggimento Carri Armati e il 15 settembre 1936 sono costituiti i primi 4 Reggimenti di Fanteria Carrista.

Nel secondo conflitto mondiale i nostri Carristi combattono valorosamente in Africa settentrionale e come è avvenuto per i Paracadutisti e i Bersaglieri anche per loro il campo di battaglia di El Alamein è stata la dimostrazione di questo valore. Basti ricordare il messaggio radio trasmesso dal Comando della Divisione “Ariete”, il 4 novembre 1942: “Carri Ariete combattono”.

I carristi dell’Ariete si addestrano

Dal 1° giugno 1999 i Carristi sono una specialità della Cavalleria e componente fondamentale della Forza Armata. All’estero si ricordano molti episodi dell’impiego, come ad esempio quello degli uomini del 132° Reggimento che il 2 luglio 1993, in Somalia, partecipano alla battaglia del checkpoint Pasta di Mogadiscio.

Il mese di maggio è dedicato alla famosa “Arma dotta”: l’Artiglieria.

Un’Arma che ha una storia che inizia il 27 agosto 1774 con la costituzione del Corpo Reale di Artiglieria del Regno di Sardegna.

Ufficialmente l’Artiglieria nasce come Arma il 17 giugno 1860 su 8 Reggimenti.

Artiglieri in attività

Nel corso della I Guerra Mondiale l’Artiglieria si distinse in tante battaglie. Memorabile resta quella del Solstizio (15-23 giugno 1918). La data diviene il giorno di Festa dell’Arma.

Nel corso degli anni nascono nuove specialità quali celere, corazzata, motorizzata, contraerei.

Nel 1943 ritroviamo gli Artiglieri nella difesa di Roma (9-10 settembre) e nella Guerra di Liberazione.

Oggi, l’Artiglieria ha specialità sia terrestre che contraeree. Il suo personale viene impiegato in molte attività in Italia e all’estero.

Al Genio è dedicato il mese di giugno. Il Corpo Reale del Genio sabaudo fu fondato l’11 giugno 1775. Un nome  per tutti: Pietro Micca.

I Genieri compirono grandi azioni sui campi di battaglia della Grande Guerra, in particolare in occasione della grande offensiva austro-ungarica del 1918.

Il lavoro dei Genieri

Ma anche in occasione della II Guerra mondiale la storia ci ricorda le abilità sul Fronte russo su quello dell’Africa settentrionale, dove iniziano ad operare i primi Genieri Guastatori.

Ed oggi oltre alle specialità dei Guastatori dobbiamo ricordare quelle dei Pionieri, dei Pontieri e dei Ferrovieri.

Li troviamo spesso a fianco della popolazione civile in occasione di calamità naturali, quando la loro perizia salva strutture e vite umane.

Ed eccoci arrivati ai mesi estivi. Alle Trasmissioni è dedicato luglio. Le origini delle Trasmissioni si hanno nel 1883, con l’inquadramento nell’Arma del Genio. Nel 3° Reggimento Genio sono inquadrati due reparti di telegrafisti.

Nel corso della Guerra italo-turca 1911-1912 quella che portò alla conquista della Libia, il nostro Esercito aveva attivato un primo servizio di radiotelegrafia campale militare su larga scala. A questo proposito ricordiamo il Capitano Luigi Sacco e lo stesso Guglielmo Marconi.

Il montaggio di un’antenna

In occasione della Grande Guerra l’abilità tecnica dei Trasmettitori viene ricordata per quello che con coraggio ed abnegazione seppero fare, assicurando i collegamenti in tutte le situazioni.

Con la II Guerra Mondiale li troviamo impegnati  in tutti i fronti.

Nel Dopoguerra viene creata la specialità Collegamenti sempre all’interno dell’Arma Genio. Nel 1953 prende il nome che porta ancora oggi: Trasmissioni.

Ma è il 30 dicembre 1977 la costituzione dell’Arma delle Trasmissioni. Oggi sono due le specialità: telematica e Guerra elettronica.

In questo momento storico l’impiego dei Trasmettitori è importante in ogni situazione per le operazioni che la Forza Armata conduce nel settore strategico per il dominio dello spazio immateriale del campo di battaglia, nella quinta dimensione della conflittualità rappresentata dallo spazio cyber.

Nel mese di agosto del calendario dell’Esercito si ricorda il ruolo dell’Aviazione (AVES).

L’origine si fa ricondurre alle prime imprese aviatorie nella guerra italo-turca e nella Grande Guerra. Ricordiamo come il nostro Esercito fu il primo al mondo ad impiegare assetti in aria con compiti di ricognizione, osservazione, direzione del tiro d’artiglieria, bombardamento e operazioni di guerra psicologica con il ancia di volantini.

A questo proposito vogliamo ricordare aviatori quali il Tenente Giulio Gavotti che il 1° novembre 1911 lancia sulle truppe ottomane, in Libia, la prima bomba aerea. E il 25 agosto 1912 muore in volo il Tenente pilota Pietro Manzini.

Nel corso della Grande Guerra ricordiamo ancora la figura del Maggiore Francesco Baracca.

Il 10 maggio 1951 nasce a Bracciano (Roma) il Reparto Aereo di Artiglieria per l’impiego nel tiro, nella guida di unità, nei trasporti e nei collegamenti.

Nel 1956 l’allora Aviazione Leggera dell’Esercito mette in linea i primi elicotteri. Gli aviatori dell’Esercito li troviamo in tanti Teatri Operativi così come a sostegno alla popolazione, in occasione delle calamità naturali.

Un elicottero dell’AVES impegnato in un’esercitazione 

Il nome di Forze Speciali evoca sempre figure di soldati di grande ardimento. A loro è dedicato il mese di settembre. Era il 1917 quando il Comando Supremo autorizza la costituzione di truppe d’assalto che presero il nome di Arditi. Che vennero però sciolti nel primo Dopoguerra.

Nel 1942 il problema si ripropose e così viene creato il 10° Reggimento Arditi. Viene impiegato in Africa settentrionale, in Sicilia e nella difesa di Roma.

Nel corso della Guerra di Liberazione è fondato il IX Reparto d’Assalto che però viene smobilitato quattro anni dopo.

Nel 1953 viene costituta nella Scuola di Fanteria di Cesano di Roma una compagnia di incursori che nel 1954 diviene Reparto Sabotatori Paracadutisti.

Nel 1961 a Pisa la compagnia si trasforma in battaglione. E nel 1975 prende il nome di 9° Battaglione d’Assalto Paracadutisti “Col. Moschin”.

Gli uomini del 185° Reggimento in esercitazione

Oggi il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito è un comando a livello di Brigata. Vi sono inquadrati il 9° Col Moschin, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti (Ranger), il 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi “Folgore” ed il 28° Reggimento “Pavia” specializzato in comunicazioni operative.

Nel mese di ottobre, il calendario dell’Esercito ricorda il TRAMAT (Trasporti e Materiale). Era il 1903 quando nella Brigata Ferrovieri del Genio viene costituito il primo nucleo di automobilisti che nel 1906 diventa sezione.

L’8 giugno 1912 con la battaglia di Zanzur (guerra italo-turca) per la prima volta i soldati vengono trasportati con un servizio automobilistico sulla linea del fuoco, l’evacuazione sanitaria, i rifornimenti.

Nel corso della I Guerra Mondiale è con la battaglia degli Altipiani (15 maggio – 27 giugno 1916) che gli Autieri sono protagonisti. La Festa dell’Arma si celebra il 22 maggio proprio in ricordo di quei giorni.

Il 27 dicembre 1935 nasce il Corpo Automobilistico che si contraddistingue nel corso di tutta la II Guerra Mondiale. Nel Dopoguerra rinasce come Servizio Automobilistico per poi tornare Corpo nel 1981.

Il 1° gennaio 1998 viene costituita l’Arma dei Trasporti e Materiali. Gli Autieri sono fondamentali per tutta la Forza Armata sia in Patria che all’estero.

Gli autieri sono protagonisti della Battaglia degli Altipiani

Ed eccoci a parlare del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito e della Sanità militare. Nel mese di novembre si ricordano entrambi.

Assetti sanitari dell’Esercito

Il primo ha origine nel 1910 per l’Arma di Artiglieria e nel 1930 per il Servizio della Motorizzazione e nel 1960 per quello Tecnico Chimico Fisico, del Genio, Geografico e delle Trasmissioni.

Nel 1981 viene formato il Corpo Tecnico dell’Esercito che poi il 1° gennaio 1998 diviene Corpo degli Ingegneri dell’Esercito, Ne fanno parte solo ufficiali che rispondono all’esigenza della Forza Armata di studiare e condurre in proprio ricerche, test, valutare armi, munizioni, veicoli, infrastrutture, reti informatiche e tanto altro ancora.

Il Corpo della Sanità Militare ha origine il 4 giugno 1833. All’epoca il Re di Sardegna Carlo Alberto mete mano al riordino del Servizio Sanitario Militare. Nel 1845  diviene Corpo di Sanità Militare con una struttura ordinata sui ruoli dei medici e dei farmacisti.

Il 27 giugno 1861 gli ufficiali veterinari vengono riuniti nel Corpo veterinario militare.

Il 1° gennaio 1998 nasce il Corpo Sanitario dell’Esercito con il personale dei soppressi Corpi di sanità e Veterinario.

Tutti gli ufficiali medici, farmacisti e veterinari hanno condiviso la storia dei soldati in prima linea e condividono oggi quella in Italia e all’estero.

Il calendario si conclude con il mese di dicembre dedicato al Corpo di Commissariato.

La storia inizia il 14 dicembre 1856 quando viene creato il Battaglione di Amministrazione dell’Armata sarda con l’incarico gestire i fondi per il mantenimento della truppa. Con l’Unità d’Italia diventa Corpo d’Amministrazione.

E’ il 30 settembre 1873 viene costituito il Corpo di Commissariato Militare, dalla trasformazione dei precedenti.

Nel 1910  il Corpo viene riordinato nei ruoli di ufficiali di Commissariato che avevano funzioni direttive e di quelli della Sussistenza.

Il 1° gennaio 1998 vien costituito il Corpo d’Amministrazione e Commissariato dell’Esercito che riunisce il personale dei soppressi Corpi d’Amministrazione e di Commissariato.

Nel 2010 viene ridenominato in Commissariato dell’Esercito.

Due operatori della Scuola di Maddaloni

Il suo personale si è distinto, in tanti anni di storia, a fianco dei soldati di tutte le Armi e Specialità sia in Patria che nel mondo.

Nei giorni scorsi, a Napoli presentando il calendario il Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, comandante delle Forze Operative Sud ha sottolineato come l’Esercito sia “un’istituzione moderna, capace, competente, pronta ed efficiente, basata sull’elemento umano e supportata da moderne tecnologie, elemento cardine del sistema di difesa per la sicurezza interna ed esterna del Paese, costantemente proiettata al futuro e contraddistinta da principi e ideali di eccezionale portata, racchiusi in un passato glorioso”.

Ulteriore novità dell’edizione 2020, è rappresentata da “Noi Siamo l’Esercito” il calendario fotografico, inserto del CalendEsercito che scandirà i mesi del prossimo anno con dodici scatti e altrettanti valori identitari della Forza Armata.

 

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