Etiopia, i conflitti interni ed esterni nel Paese del Corno d’Africa

di Francesca Saveria Cimmino

Addis Abeba. Etiopia, tra ricordi recenti e situazioni solidificate dalla storia. Vi ricordate di Feyisa Lilesa? Il nome torna familiare se si ripensa alle scorse Olimpiadi di Rio 2016 perché l’atleta etiope, secondo classificato alla maratona, fece un rischioso gesto che, lì per lì, destò solo meraviglia. In realtà Lilesa stava dedicando quella vittoria al ricordo dei suoi concittadini morti durante i conflitti interni.

La terra del Corno d’Africa, infatti, conta circa 95 milioni di abitanti, di cui 33 milioni appartengono all’etnia oromo. Il 6% degli etiopi, che vivono nella regione del Tigray, invece, da oltre un quarto di secolo governano escludendo gli oromo dalla gestione del potere.

Negli ultimi anni i tigrini hanno deciso di espandere i confini amministrativi di Addis Abeba a danno degli oromo. Questa è una delle cause dei conflitti più recenti, proteste che sembra non siano diminuite. Gli oromo si sono ribellati alle discriminazioni a cui erano soggetti e la reazione del Governo alle manifestazioni è stata dura al punto da arrestare e uccidere centinaia di persone (secondo alcune fonti le vittime sarebbero anche oltre il migliaio).

Dopo tanti anni di conflitti con la vicina Eritrea, la nazione si trova a combattere dentro e fuori. Ma non finisce tutto qui. Il Paese è il principale alleato degli Stati Uniti d’America nel Corno d’Africa. Per Addis Abeba, l’Italia è il primo partner commerciale in Europa.

Militari dell’Esercito etiope in marcia

L’Etiopia è il secondo Paese più popolato, dopo la Nigeria – ed accoglie circa 800 mila profughi di altre terre ma è anche uno dei luoghi africani in cui la miseria regna sovrana.

È invaso dai cinesi e dagli arabi. Un po’ come tutte le terre del continente, anche loro sono stati piegati ai commerci cinesi tanto è vero che circa l’80% delle imprese edili sono gestite da loro.

 

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