Europa, 68 anni di vita nel nome della pace

Di Emanuele Lorenzetti

Roma. Da quel lontano 1950, il 9 maggio di ogni anno, si celebra la festa dell’Europa. Ieri, si è celebrato il suo 68° compleanno.

Una riunione del Parlamento europeo

Ben 28 Paesi aderenti all’Unione europea hanno festeggiato questa ricorrenza di fondamentale importanza, ricordando i suoi principi ispiratori, quali la solidarietà e l’unità del nostro continente.

Tutto ebbe inizio al Quai d’Orsay, a Parigi, quando l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman rilasciò una dichiarazione (https://europa.eu/european-union/about-eu/symbols/europe-day/schuman-declaration_it) che presto avrebbe avuto l’effetto di cambiare il volto del nostro Continente. La Dichiarazione Schuman suggeriva, anche su iniziativa di Jean Monnet, la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).

Robert Schuman e Jean Monnet

È bene, pertanto, considerare il dilaniato e preoccupante contesto storico in cui si sviluppava tale idea. Nel 1950, le Nazioni europee cercavano infatti di risollevarsi dalle conseguenze catastrofiche che il secondo conflitto mondiale aveva procurato e, si pensava, giustamente, che l’aver messo in comune le fonti primarie di produzione energetica avrebbe creato concordia, unità e stabilità fra gli Stati.

Insomma, il piano Schuman, primo passo verso la costruzione dell’Unione Europea, fu una risposta adeguata ai problemi del dopoguerra, e la proposta fu accolta e sostenuta da altri due importanti statisti, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, entrambi considerati “i padri dell’Europa”.

Sebbene talvolta la UE appare debole a causa degli egoismi nazionali, è comunque doveroso sottolineare che questa istituzione sovranazionale ha garantito nel nostro Continente più di 70 anni di pace, in una zona dove l’instabilità generale e la lotta fra le Nazioni era perpetua. Non solo, grazie all’Accordo di Schengen (http://www.camera.it/_bicamerali/schengen/fonti/ACCSCHEN/infdx.htm), oggi tutti noi abbiamo la preziosa possibilità di muoverci liberamente in tutta Europa, spostandoci da un posto all’altro, facendo studiare le nostre giovani generazioni nei migliori Atenei europei, anche grazie al Programma Erasmus.

Questa ricorrenza dovrebbe servire, pertanto, a fare maturare in ciascuno di noi la consapevolezza che l’UE è, come amava ricordare più volte Alcide De Gasperi, “la nostra patria Europa”, la nostra comune casa madre e la culla della nostra civiltà.

Alcide De Gasperi

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