Festa dell’Esercito, generale Errico: “Le complesse crisi internazionali hanno bisogno dell’interazione di tutte le componenti istituzionali”

Roma. Il ruolo dell’Esercito italiano segue il solco che è stato tracciato dal Libro Bianco della Difesa. Oggi sono 4.063 i militari dell’Esercito che operano all’estero (una rappresentanza era in collegamento in video conferenza dal Libano, dall’Afghanistan, dalla Libia, dal Kosovo e dalla Somalia. Altri 7.078 sono impiegati nell’Operazione Strade Sicure a fianco delle Forze dell’ordine nel presidio del territorio, delle linee di confine o nella vigilanza dei centri di accoglienza per i migranti. Elevando, ha evidenziato Errico “il livello di sicurezza, reale e percepito, nelle strade e nelle piazze del nostro Paese”.

Il presidente Sergio Mattarella con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico

“I compiti assegnati all’Esercito hanno dimostrato – come ha evidenziato nel suo discorso alla cerimonia per il 156° anniversario della fondazione dell’Esercito, ieri a Roma, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, generale di Corpo d’Armata, Danilo Errico – come le soluzioni alle complesse crisi internazionali o ad una qualsiasi emergenza di rilievo sul nostro territorio debbano essere individuate attraverso l’interazione di tutte le componenti istituzionali, coinvolgendo il settore diplomatico, economico, sociale, dell’informazione, dell’ordine pubblico, del contrasto alla criminalità, in nome di quell’approccio multi dimensionale che si pone alla base delle moderne operazioni”

E a proposito dell’Operazione Strade Sicure, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito interpellato da Report Difesa ha evidenziato come questo tipo di attività possa essere incrementata se fosse richiesto dalle Prefetture. “Ritengo .- ha aggiunto che il dispositivo messo finora in atto sia più che sufficiente. Noi siamo di supporto alle Forze di Polizia. Non agiamo autonomamente. Il nostro è un servizio efficace, utile che dà ai cittadini una percezione di sicurezza. Abbiamo tanti ritorni positivi, ci sono dei risultati notevoli. Un Esercito al servizio del Paese”.

Questo approccio ha visto, sempre, l’Esercito impiegato, in particolare modo i reparti dell’Arma del Genio che hanno operato nelle aree del Centro Italia, colpite dal sisma e dalle nevicate. I militari hanno lavorato a stretto contatto con le autorità locali, la Protezione civile, la Croce Rossa, le Prefetture e le Questure, i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine nel ricercare e salvare superstiti nell’immediatezza della tragedia, nel ripristinare la viabilità, rimuovere le macerie, dare da mangiare alle popolazioni colpite, ai volontari ed al personale impegnato nei soccorsi. Così come l’Esercito è stato impiegato nella costruzione di ponti, nel supportare tecnicamente per le verifiche strutturali, nell’urbanizzazione delle soluzioni abitative di emergenza, nel trasportare i medicinali e i generi di conforto per le comunità rimaste isolate. O ancora aiutando le stesse comunità nel trasporto del fieno agli allevatori e in quello delle sementi e dei mezzi agricoli necessari per rilanciare le coltivazioni tipiche delle zone colpite.

E a questo proposito all’Esercito è stata concessa la medaglia d’oro al valore civile e alla Bandiera, rendendo così merito, ha evidenziato il capo di Stato Maggiore “alla professionalità e all’abnegazione del personale intervenuto”.

Oltre all’impegno in Patria c’è anche quello all’estero. Basti pensare alla difesa della Diga di Mosul (Iraq), all’addestramento delle forze di sicurezza afghane, libanesi, somale, maliane. O ancora operando n Kosovo, curando feriti e assistendo i quadri sanitari nell’ospedale di Misurata, in Libia. Contribuendo alla difesa integrata dello spazio aereo della NATO.

“L’Esercito – ha concluso il generale Errico – riunisce tutti gli italiani sotto l’onore della stessa Bandiera e rappresenta, tra tutte le forze morali e civilizzatrici del Paese, quella più efficace”,

 

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