Forze Armate: gli auguri del capo dello Stato Mattarella e dei vertici del Ministero e di SMD ai nostri militari impegnati nelle missioni in Italia ed all’estero

Di Giusy Criscuolo

Roma. Professionalità, capacità di integrazione, umanità e capacità di restare imparziali. Queste quattro sono le caratteristiche che contraddistinguono le nostre Forze Armate dagli Eserciti degli altri Paesi. Sono 35 le missioni in cui l’Italia è impegnata, 33 quelle internazionali in 23 Paesi e 2 in territorio nazionale.

L’arrivo del capo dello Stato. Sergio Mattarella al COI. Al suo fianco il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta

L’impegno e l’onore con cui le nostre Forze Armate ci rappresentano all’estero non può non essere ricordato, anche, in prossimità di una ricorrenza come il Natale. Questi uomini, queste donne, padri e madri di famiglia, ragazzi che vivono con il Tricolore stampato nel cuore e negli occhi, non può non farci pensare a quanto impegno, devozione, capacità e preparazione, li porti lontani dagli affetti più cari, soprattutto in un periodo come questo.

I tradizionali auguri del Capo dello Stato, Sergio Mattarella ai contingenti militari italiani impegnati nei Teatri operativi, sono da considerarsi tra gli impegni più importanti dell’agenda del nostro Presidente in periodo prenatalizio.

La cerimonia, in videoconferenza, tenutasi nella sede del Comando Operativo del Vertice Interforze (COI) è stata aperta dall’intervento del capo di Stato Maggiore Della Difesa, il Generale Enzo Vecciarelli, che a premessa della videoconferenza con i Teatri esteri, ha condiviso con le autorità presenti alcune considerazioni operative sull’anno trascorso.

“Il 2018  – ha detto il Generale Vecciarelli, nel suo intervento – è stato per la Difesa un anno molto intenso, sia in Italia sia all’estero. L’ISIS sebbene colpito nella sua architettura di base, non smette di essere una minaccia ed è ancora in grado di condurre attacchi terroristici di varia natura. Il Medio Oriente si caratterizza ancora per imprevedibilità e instabilità. Se la situazione in Iraq può definirsi appena soddisfacente, non altrettanto può dirsi della Siria”. Il capo di SMD ha poi parlato della recente problematica dei Balcani.

Il Generale con il Presidente Mattarella

“Anche i Balcani – ha proseguito – dopo mesi di calma apparente, sono tornati sotto la luce dei riflettori a causa della decisione della Regione autonoma del Kosovo di trasformare le Kosovo Security Forces in una vera Forza armata, suscitando la veemente protesta politico diplomatica della Serbia e l’intervento deciso della Russia”.

Non sono mancati gli accenni al Nord Africa, al Sahel ed al flusso migratorio difficile da gestire per questi Paesi e alle forme di estremismo che possono trasformarsi in fenomeni terroristici. E sull’Afghanistan ha aggiunto: “Un Paese ed una missione che fatichiamo a sentire vicino, ma che sta assumendo nuovamente una rilevanza strategica importante. Il Paese è diventato terreno di confronto tra le principali potenze economiche e militari del pianeta e della regione. Tutto questo alle porte delle prossime elezioni presidenziali del 20 aprile, quale unica e concreta speranza di riconciliazione ”.

Un momento dei collegamenti con i Teatri operativi

L’anno che sta per concludersi risulta essere stato molto intenso e fruttuoso sia per le Forze Armate che per il Paese. Le parole del Generale  Vecciarelli arrivano dirette e chiare “In Libano siamo considerati il riferimento per Capacity Building delle Forze di sicurezza. In Afghanistan il settore guida italiana è l’unico ad aver raggiunto gli obiettivi prefissati di controllo del territorio, ben l’84%. Perfino gli Stati Uniti apprezzano e riconoscono il nostro ruolo di mediazione nei confronti dell’Iran. Mare sicuro e le nostre operazioni navali, sono un modello organizzativo invidiato da molti Paesi. Il nostro sistema di difesa aerea integrato, rappresenta un fiore all’occhiello per l’Italia e la capacità formativa, espressa dai nostri uomini in Iraq, Somalia, Palestina e in tanti altri Paesi, è un’eccellenza della quale mi sento fiero ed orgoglioso.”

Il Capo di Stato Maggiore ha parlato anche della nuova missione italiana in Niger che, dopo le iniziali difficoltà, sta assumendo una ruolo più definito. “Grazie all’ostinazione ed alla bontà del progetto siamo riusciti a dare il via a delle attività con un trend in crescita”. Il capo di SMD ha anche accennato alla Libia che, pure tra mille difficoltà, vede l’Italia presente a Tripoli e Misurata come apprezzato elemento di proiezione del sistema Paese.

L’augurio del Generale Vecciarelli è andato anche alle donne e agli uomini in uniforme sul territorio nazionale, al loro grande e quotidiano impegno, ai militari impegnati nell’Operazione “Strade Sicure”, nella difesa aerea e degli spazi marittimi nazionali. Un ricordo particolare è andato al personale di servizio a Genova, a seguito della tragedia del Ponte Morandi, a coloro che continuano ad operare nelle zone del Centro Italia colpite dal sisma e dalle ondate di eccezionale maltempo e a tutti quelli che hanno contribuito al successo, dei cosiddetti, grandi eventi di Taormina e di Palermo.

Questo lo slogan finale del Capo di Stato Maggiore della Difesa: “Non di più ma meglio!”.

Nel suo intervento il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta ha detto: “Tutti noi sappiamo quanto le Forze Armate abbiano sempre bisogno della sua presenza rassicurante per trarne stimolo e motivazione per continuare a fare sempre meglio il proprio lavoro. Agli uomini e dalle donne dei contingenti nazionali, impegnati nelle missioni internazionali che in questo momento ci guardano lontano dall’Italia, desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento e il ringraziamento di tutto il Paese, per quanto fanno per la nostra sicurezza e per quella dell’intera comunità”.

Il ministro della Difesa, Trenta

“In questo momento storico – ha aggiunto – come Paese europeo, insieme agli altri membri degli Stati membri dell’Unione, siamo chiamati ad una maggiore consapevolezza della necessità, di una difesa integrata europea. Sia per combattere le nuove minacce dentro i nostri confini, sia per offrire il valore aggiunto dell’Europa, quale fornitrice di sicurezza globale”.

Il filo conduttore dell’intervento della Trenta non è stato solo quello sulle capacità operative, tattiche e militari ma anche sulla tangibilità di chi in quei posti c’è stato come civile e che conferma l’umanità, la professionalità, la capacità di integrazione e di imparzialità che questi italiani portano ovunque operano. Motivo di orgoglio, non solo per le Istituzioni, ma anche per noi italiani, che in momenti di crisi, sappiamo esportare non solo qualità e capacità, ma anche sorrisi e gesti di amicizia, che legano gli uomini di questi contingenti alla popolazione locale.

“In questi primi 6 mesi di mandato – ha proseguito il ministro rivolgendosi ai militari in collegamento – ho potuto constatare sempre la professionalità, l’impegno, l’umanità, il coraggio con cui operate nelle terre, nei mari nei cieli, nelle aree più problematiche del mondo. Molte sono state le occasioni, in cui ho sentito i principali leader mondiali, nostri alleati o di Paesi amici, riconoscere quanto sia importante de a volte ineguagliabile, il vostro ruolo nelle principali operazioni internazionali a supporto della sicurezza e della pace”.

“Così come ho avvertito – ha aggiunto – nei sentimenti di ritorno delle comunità locali che aiutiamo a crescere sul cammino della libertà, della democrazia e dello sviluppo, la misura concreta del bene, che tramite il vostro operato abbiamo saputo creare. La vostra empatia, la vostra capacità di intermediazione culturale ed emozionale, rende unico il vostro approccio multidimensionale alla funzone di sicurezza e difesa, che vi fa apprezzare da tutti… Un modus operandi che ho già chiamato e che continuerò a chiamare Italian Way!”.

Nel corso della videoconferenza con i Teatri operativi, il Capo di Stato Sergio Mattarella, non si è risparmiato in quanto ad attenzione e domande. Tutti gli alti ufficiali in collegamento, hanno trovato, nel nostro Presidente, un interlocutore appassionato, interessato ed affettuosamente presente. Nell’ascoltare attentamente le domande che Mattarella faceva, non è apparsa solo l’importanza di un uomo di Stato, ma la sensazione che si è percepita, è anche quella di un padre attento al bene dei propri cari.

Con tono soddisfatto per l’operato dei nostri contingenti all’estero, il Presidente Mattarella ha concluso il suo lungo saluto con poche parole che sono arrivate dirette e concise: “Auguri estesi a tutti gli uomini e le donne di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza che operano al servizio della Repubblica e delle Istituzioni con grande senso di responsabilità e con grande capacità. Alle Forze Armate va il nostro ringraziamento, la riconoscenza dei nostri cittadini per il lavoro svolto in missioni contrassegnate da grande professionalità, generosità d’impegno e umanità.”

Non è infine mancato un pensiero rivolto al tragico evento di Strasburgo: “Continua l’allarme e il fronte di attenzione per il pericolo terrorista – ha concluso il capo dello Stato -. Lo abbiamo visto a Strasburgo di recente, ed anche in questo l’azione delle nostre missioni in regioni nevralgiche è molto importante, per contrastare il fenomeno e poterlo combattere per estinguerlo”.

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