Francia, minacciata insieme al Ciad ed alla Libia conferma velatamente il suo appoggio all’Operazione Karama del Generale Haftar

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Ieri, il portavoce dell’opposizione ciadiana Mohamed Taher Ardimi (figlio del leader Timam Ardimi rifugiatosi in Qatar) sulla sua pagina ufficiale di Facebook ha condannato i raid aerei francesi al confine ed all’interno del territorio del Ciad.

Timan Ardimi

Questi ultimi nella mattinata di lunedì hanno preso di mira una forza di opposizione ciadiana che si era infiltrata nel territorio, subito dopo essere fuggita dalla Libia.

Il portavoce del movimento ribelle (CCMSR – Consiglio di Comando militare per la salvezza della Repubblica), Taher Ardimi ha dichiarato: “In primo luogo, l’attacco dei caccia francesi è stato un attacco diretto contro il popolo del Ciad e non da meno, ha colpito l’opposizione ciadiana, che appartiene agli affari interni del Ciad”.

Ardimi ha poi aggiunto: “E’ in atto contro l’opposizione ciadiana un attacco quadrilatero, su quattro fronti specifici. Siamo sotto la mira dell’Esercito libico, del Governo francese, del regime ciadiano e dei mercenari del Darfur. Questo non ci spaventa e non faremo passare inosservata la cosa. Tutti ne risponderanno”.

Sull’ondata degli “slanci” degli ultimi giorni, sempre nella giornata di ieri, il Ministero degli Esteri francese ha detto la sua riguardo all’operazione militare avviata dalle forze dell’Esercito nazionale libico nel Sud-Ovest del Paese, lo scorso 16 gennaio.

Con molta diplomazia ha confermato l’appoggio ed il sostegno all’operato e agli sforzi dell’inviato ONU, Ghassan Salamé in Libia per la risoluzione della crisi, senza però tralasciare uno sguardo di intesa all’operato del Generale Khalifa Haftar.

Il Generale Khalifa Haftar

Sui media libici si legge con grande slancio “La Francia benedice il lavoro dell’Esercito nel Sud”. Ma cosa ha realmente dichiarato?

Sul sito del Ministero degli Esteri francese, alla domanda: “Sulla base delle violenze scoppiate nel Sud della Libia negli ultimi giorni, qual è l’analisi della situazione sul terreno? C’è un rischio di destabilizzazione della regione?”.

La sede del Ministero degli Esteri francesi

“Le recenti operazioni della Forze armate libiche hanno eliminato obiettivi significativi terroristici e potrebbero mettere in pericolo in modo permanente l’attività dei trafficanti di esseri umani ancora molto diffusa in questa regione, tra il Sahel e il Mediterraneo – è la risposta del Dicastero transalpina -. Queste operazioni hanno compreso anche i campi petroliferi. A tal proposito, la Francia, ribadisce che il petrolio è una risorsa nazionale. Tutti i libici dovrebbero beneficiarne e il monopolio deve rimanere alla compagnia petrolifera nazionale (National Oil Corporation) con sede a Tripoli”.

Secondo il Ministero, “la Francia è impegnata per l’unità, la sovranità e l’indipendenza della Libia. Supporta tutte le forze libiche che combattono il terrorismo. L’obiettivo è unificare le istituzioni politiche, economiche e di sicurezza del Paese sotto l’autorità di un governo civile, legittimato dalle elezioni. Questo è il desiderio dei libici e questo è ciò che il rappresentante speciale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, sta cercando di fare con il nostro pieno sostegno”.

Ma, pur restando in maniera diplomatica sulla linea dell’ONU, nelle righe su citate, abilmente ammicca all’operato del Feldmaresciallo Khalifa Haftar.

Che la Francia, stia continuando a lottare per mantenere il suo potere coloniale è sempre più palese. Con un colpo di coda nel Ciad e una virata a favore dell’Operazione “Karama” nel Sud, la sua presenza nelle regioni del Nord Africa riacquista sempre più terreno.

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