G20 di Amburgo, faccia a faccia Putin-Trump. Quando la diplomazia ha sede a Mosca e Washington

Amburgo. Entrerà in vigore alle 12 di domani (ora di Damasco, le 11 in Italia) un parziale cessate il fuoco nel Sud-Ovest della Siria, sperando di estenderlo a tutto il Paese, partendo da “altre aree dove è possibile la de-escalation”. E’ questo, si può dire, il risultato più importante del G20 ad Amburgo.

Putin e Trump, sono tornate le superpotenze?

Grazie alla diplomazia messa in atto dagli Stati Uniti e dalla Russia, i rispettivi Presideni, Donald Trump e Vladimir Putin hanno raggiunto un’intesa che dimostra il buon rapporto tra i due Paesi.

Un rapporto che potrebbe essere utile anche per il futuro, vista la situazione internazionale.

Nelle due ore di riunione, dove, come raccontano alcuni testimoni, entrambi hanno fatto uscire il loro carattere e fatto dimostrazione di muscoli, entrambi hanno convenuto sulla necessità di arrivare a qualcosa di concreto per la popolazione siriana, martoriata da anni di guerra.

Trump e Putin si sono fatti garanti dell’ennesimo cessate il fuoco. C’è da vedere se questa volta la tregua reggerà e potranno finalmente arrivare i tanto attesi aiuti umanitari di cui c’è un disperato bisogno.

Combattimenti in strada in Siria

I ministri degli Esteri dei due Paesi, Rex Tillerson (Usa) e Serghei Lavrov (Russia) evidentemente avevano preparato bene il faccia a faccia. Anche se sul tavolo c’erano pratiche molto spinose, come il “Russiagate”.

Un tema che il Presidente americano ha voluto affrontare a brutto muso subito, appena i due leader, dopo la stretta di mano e i toni concilianti davanti ai fotografi si sono chiusi in una sala del Centro congressi di Amburgo. Questa notizia è stata fatta circolare dall’entourage di Trump anche per cercare di sgombrare il campo da un dossier che in casa lo sta mettendo in grandissima difficoltà. Le ricostruzioni di Lavrov e Tillerson assicurano che il chiarimento c’è stato.

Putin ha negato che vi siano state interferenze sulle elezioni presidenziali americane, ha spiegato Tillerson.

E Lavrov ha precisato che “il Presidente Trump ha detto di aver sentito le dichiarazioni di Putin sul fatto che il Cremlino non si è intromesso nelle elezioni ed accetta questa sua posizione”.

Trump, ha proseguito Lavrov ha inoltre sottolineato come questa campagna abbia assunto un carattere strano perché in tutti questi mesi “non sono state fornite le prove d’intromissione da parte della Russia”.

I due leader hanno addirittura deciso di istituire un gruppo di lavoro comune sulla cyber-sicurezza. Entrambi , ha assicurato Lavrov, vedono la questione come “sempre più rischiosa” anche dal punto di vista della “minaccia terroristica”.

Trump e Putin hanno discusso di Ucraina (gli Usa hanno scelto “un rappresentate speciale” per la soluzione della crisi), di Corea del Nord, di lotta al terrorismo.

Nel vertice si è discusso di clima. “Su di esso ci siamo resi conto che dove non c’è un consenso bisogna esprimere il dissenso nel comunicato – ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel a termine del G20 -. Sappiamo che gli Usa hanno detto che vogliono uscire dall’accordo sul clima, ma io sono lieta di dire che tutti gli altri sono concordi sul fatto che non si possa tornare indietro”.

Il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del summit amburghese, ne ha annunciato un altro sullo stesso tema il 12 dicembre a Parigi.

Sul commercio il G20 ha riconosciuto la battaglia contro il protezionismo. Nel comunicato finale viene riconosciuto un commercio aperto come motore della crescita, della produttività, dell’innovazione e della creazione di posti di lavoro. Saranno mantenuti i mercati aperti e sarà riconosciuto il significato del commercio come “vantaggio reciproco”.

Ieri, la Merkel aveva spiegato come su questo dossier le discussioni fossero molto difficili e che ci fosse ancora molto da lavorare per i tecnici. I leader del G20 hanno detto chiaramente che i mercati devono essere aperti e che bisogna combattere sia il protezionismo che le pratiche scorrette. Per il premier Paolo Gentiloni si è trattato di un G20 “realistico”, con un “compromesso sul commercio”. “Il G20 – ha aggiunto il capo del Governo – si pronuncia contro il protezionismo e i comportamenti scorretti nel commercio, anche se forse rispetto al documento di Taormina c’è qualche concessione in più per quanto riguarda le misure difensive adottate da singoli Stati”.

 

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