G5 Sahel, la Forza comune antiterrorismo pronta ad essere attivata dopo gli attacchi di giugno scorso. Con la benedizione di Parigi

Parigi. Da quando, lo scorso giugno, c’è stato l’attacco alla sua sede, la Forza comune antijihadista del Sahel G5 con molta lentezza si è rischiarata. Ne fanno parte militari del Mali, dalla Mauritania, dal Ciad, dal Niger e dal Burkina Faso.

La zona del G5 Sahel

Ma oggi sembra già pronta a rimuoversi ed e ha programmato, per le prossime settimane tre operazioni, come ha annunciato il ministro francese della Difesa, , Florence Parly, in una visita di due giorni in Ciad.

Il ministro della Difesa francese, Florence Parly

Il ministro ha spiegato che il nuovo capo di Stato Maggiore di questa Forza, il Generale Hanena Ould Sidi (Mauritania) assistito da un deputato ciadiano, ha riprogrammato le operazioni per il mese in corso.

“L’equipaggiamento della Forza comune del Sahel G5 è ancora molto inadeguato, ma essa è attiva – ha spiegato la Parly -. Ha condotto sei operazioni dopo il lancio e tre sono previste nelle prossime settimane su ciascuna delle tre zone”.

L’attacco di giugno è stato molto duro e ci sono anche stati gravi danni alla struttura che ha avuto bisogno di riparazioni. Ma adesso finalmente tutto può ricominciare.

La Forza congiunta del G5 Sahel ha già subito vari attacchi e ha già pianto molte vittime. Il pericolo del terrorismo è sempre molto alto in questa zona tra raid e mine disseminate un po’ ovunque.

La base del G5 Sahel attaccata dai terroristi

L’ultimo azione contro la Forza militare sembrava che avesse messo in ginocchio gli uomini del G5 Sahel, anche perché aveva praticamente spazzato via la catena di comando.

Il problema principale che devono sopportare i soldati è la scarsità di mezzi adeguati che molto spesso sono obsoleti e non adatti alle minacce dei terroristi e dei signori della guerra.

Florence Parly ha promesso che si impegnerà a mandare nuovi equipaggiamenti e nuovi mezzi ma ci vorrà tempo. I finanziamenti non saranno di certo elevati.

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