G5 Sahel, vertice a Ouagadougou. Al centro dei colloqui la lotta al terrorismo

Di Giusy Criscuolo

Ouagadougou. Riunione, martedì scorso, dei Paesi che formano il G5. A Ouagadougou, capitale del Burkina Faso si è tenuto un summit, preceduto da una prima riunione di esperti, tra il 31 gennaio e il 1° febbraio.

Foto ricordo dei 5 capi di Stato del G5 Sahel

 

Prima del vertice di martedì si erano incontrati i componenti del Consiglio dei ministri del Sahel.

L’incontro di Ouagadougou è seguito a quelli di N’Djamena nel novembre 2015, Nouakchott 2016, Bamako nel febbraio 2017 e Niamey nel febbraio dello scorso anno. Tutto questo arriva in un momento in cui, il gruppo dei cinque Paesi del Sahel sta affrontando una serie di sfide molto difficili, tra cui quella della sicurezza.

Proprio su questo tema, ai cinque leader è sempre richiesto uno sforzo maggiore per affrontare al meglio le difficoltà. Il focus è attualmente comune a molti Paesi del Nord Africa. Parliamo degli attacchi terroristici, a cui sono soggetti alcuni degli Stati che hanno partecipato al summit.

Alla luce di queste pressanti sfide sulla sicurezza, il G5, insieme ai suoi partner tecnici e finanziari, sta lavorando per rafforzare i punti di forza comuni utili ad affrontare al meglio i gruppi armati. Lo scopo è quello di evidenziare l’importanza che c’è tra sviluppo e sicurezza.

Il vertice di Ouagadougou ha esaminato i modi migliori per unificare gli sforzi di entrambi i Paesi, cercando di rendere gli Stati del Sahel una regione economicamente integrata, socialmente prospera, culturalmente ricca, pacifica e sicura in modo sostenibile.

I leader dei cinque Paesi del Sahel (Mark Orkang Krician Kabore – Burkina Faso, Mohamed Ould Abdel Aziz – Mauritania, Ibrahim Boubacar Keïta – Mali, Mahamadou Issoufou – Niger, Idriss Déby – Ciad), dopo aver analizzato la situazione delle regioni, hanno espresso la loro profonda preoccupazione per la minaccia permanente del terrorismo e di altre forme di crimine.

E nella dichiarazione ufficiale hanno scritto: “I Presidenti denunciano con forza tutte le operazioni terroristiche, in particolare quelle che hanno preso di mira Burkina Faso, Mali, Niger e Ciad ed esprimono la loro solidarietà ai popoli. L’escalation delle tensioni etniche in alcuni Paesi del Sahel preoccupano i rispettivi Presidenti, che invitano la popolazione a coltivare la tolleranza per una migliore coesione sociale. Invitiamo tutti a cooperare strettamente con le forze di sicurezza nella loro lotta contro terrorismo”.

Per quanto riguarda la Forza militare congiunta, la dichiarazione ha affermato che i capi di Stato si sono rivolti alla comunità internazionale per “sostenere gli sforzi del gruppo dei cinque Paesi del Sahel nella loro guerra per la sicurezza e lo sviluppo”. Un appello rivolto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

I Presidenti si sono congratulati con la forza militare comune per i progressi ottenuti dalla missione dell’ONU per il mantenimento della pace in Mali.

L’incontro ha anche permesso ai Presidenti di trovare un ulteriore accordo per l’istituzione, a Ouagadougou, di un “Centro di analisi del rischio costiero e di allerta precoce”, sulla falsariga di altre istituzioni e organismi con sede a Nouakchott, Bamako, Niamey e N’Djamena.

Il Presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, presidente di turno del gruppo del G5 Sahel, ha consegnato il mandato al suo collega del Burkina Faso, Mark Orkang Krician Kabore.

Il sesto vertice ordinario si terrà a febbraio del prossimo anno nella capitale della Mauritania, Nouakchott.

Il passaggio di mandato dal Presidente del Niger, Mohamedou Yousso, al collega del Burkina Faso, Mark Orkang Krician Kabor

Alla fine dell’incontro, i leader hanno condannato i tentativi di invasione operati dalle bande armate sul confine tra Ciad e Libia, rinnovando il loro appello alla Comunità Internazionale per un’equa valutazione sulla crisi libica.

Nella dichiarazione si fa anche esplicita richiesta di coordinare gli sforzi di tutti i Paesi interessati a raggiungere la riconciliazione nazionale e la stabilità in Libia.

Durante la conferenza di Ouagadougou, i capi di Stato hanno parlato degli attacchi aerei francesi di domenica nel Nord della Repubblica del Ciad.

C’è stato, come si ricorderà, un raid operato nei confronti di appartenenti ad un gruppo armato provenienti dalla Libia.

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