Grande Guerra, un racconto attraverso i fumetti di Laura Scarpa domani a Rovereto

Rovereto. Abbraccia il mondo dell’arte il volume di Laura Scarpa, “War painters. (1915-1918). Come l’arte salva dalla guerra (Comicout, 2018)” al centro del terzo appuntamento di Storie e storia, il ciclo di presentazioni di sette volumi – promosso dal Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Accademia Roveretana degli Agiati e Fondazione Museo storico del Trentino – e dedicato ancora una volta alla Prima guerra mondiale

La copertina del libro di Laura Scarpa

La presentazione è in programma, domani, al Palazzo della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, in Piazza Rosmini 5 a Rovereto, con inizio alle ore 17.30.

Sarà Claudio Gallo, bibliotecario, docente di Storia del fumetto presso l’Università di Verona e direttore della rivista salgariana “Ilcorsaronero”, a presentare il volume e dialogare con Laura Scarpa. La quale è autrice di fumetti, illustratrice per ragazzi, editor, studiosa del fumetto e docente. Dirige il magazine «Scuola di Fumetto», ha fondato “ANIMAls”, rivista di graphic novel, presiede l’Associazione Culturale ComicOut, che si occupa della diffusione e studio del fumetto.

Il libro “War painters. (1915-1918”)  raccoglie tre brevi storie scritte e disegnate dalla Scarpa, importante firma del fumetto italiano. I tre racconti sono realizzati con tecniche pittoriche diverse e con uno stile che a tratti privilegia la nitidezza del tratto e in altri lascia che il colore prenda il sopravvento. Sono dedicati a tre diverse applicazioni dell’arte nella Prima guerra mondiale: il protagonista del primo racconto (Die Kriegsmaler) è un “pittore di guerra” austriaco; Bellezza trae spunto dalla storia di Anna Coleman Ladd, scultrice britannica impegnata nella “ricostruzione” dei volti dei soldati mutilati; Pane e lardo è dedicato all’espressione artistica più popolare, la “canzone”.

Attraverso queste pagine l’autrice si interroga (e interroga il lettore) sul potere salvifico dell’arte: “La vita cambia l’arte, e forse viceversa – spiega Laura Scarpa -. Mi sono chiesta, in queste pagine, se dunque l’arte può in qualche modo salvarci dalla guerra e dal male, o se è solo illusione. A voi rispondere”.

CALENDARIO DEI PROSSIMI APPUNTAMENTI

Mercoledì 6 marzo, ore 17.30

Silvia Bertolotti, Contrasti. La grande guerra nel racconto fotografico di Piero Calamandrei, Fondazione Museo storico del Trentino, 2017

Presenta il volume e dialoga con l’autrice Michele Smargiassi

Il volume racconta la guerra vissuta da Piero Calamandrei, giovane ufficiale della Milizia Territoriale e poi ufficiale P (Servizio Propaganda), attraverso documenti diversi: le oltre 400 fotografie scattate nel settore tra l’Alto Vicentino, il Pasubio e il Trentino, le cartoline inviate dalla zona di guerra, testi editi e inediti del celebre intellettuale e giurista. Il libro si presenta come un “diario visivo” costruito attraverso la Vest Pocket Kodak: i paesi della Vallarsa, il Pasubio, il Novegno, lo Zugna e poi Borghetto, Avio, l’ingresso a Rovereto, Trento, Bolzano…: “una raccolta di guerra memorabile”, anticipava Calamandrei nella sua scrittura spesso autoironica e sempre suggestiva. “Non so perché, / non so perché questo paesaggio così contorto e aspro/ mi fa tanto male solo a guardarlo. / Mi par d’essere nei sogni, quando in fondo/ si drizzano montagne sconosciute color di bronzo, / verso le quali va la via deserta/grigia come una biscia di piombo…”.

Michele Smargiassi, giornalista e autore di Fotocrazia, blog del quotidiano Repubblica che si occupa di “evoluzioni, rivoluzioni nel futuro, nel presente e nel passato del fotografico”.

Mercoledì 13 marzo 2019, ore 17.30

Gianluigi Fait (a cura di), Vittorio Fiorio, Memorie della guerra mondiale. Dal 18 aprile 1916 al 18 dicembre 1919, vol. 2, Il Sommolago, 2018

Presentano il volume e dialogano con l’autore Nicola Fontana e Tana Vaclavikova

Seconda parte del diario del medico rivano Vittorio Fiorio, che segue la pubblicazione, nel 2014, delle pagine relative ai primi anni di guerra nei quali presta la propria opera come medico comunale e presso l’ospedale di Riva e di Arco. Nella primavera del 1916 la sua permanenza ad Arco viene considerata pericolosa dalle autorità militari austro-ungariche, che ne conoscono le idee irredentistiche. Fiorio viene inviato oltre Brennero; dopo breve soggiorno a Bolzano e Linz, viene comandato dapprima a Olmütz/Olomouc, in Moravia, e, in seguito, a Lublino, nella Polonia russa, medico in ospedali militari di retrovia. Rientrato a Riva al termine del conflitto, nelle pagine del suo diario testimonia la faticosa ricostruzione materiale e documenta aspetti della vita amministrativa, civile ed economica della città nella cornice del nuovo stato.

Gianluigi Fait, studioso della storia del Movimento operaio trentino e della Grande Guerra sul fronte orientale nonché curatore di numerosi testi di soldati trentini.

Nicola Fontana, responsabile dell’Archivio del Museo Storico Italiano della Guerra, studioso di fortificazione militare del Tirolo

Tana Vaclavikova, ricercatrice del Laboratorio di Storia di Rovereto

Mercoledì 20 marzo 2019, ore 17.30

Cosa videro quegli occhi! Uomini e donne in guerra. 1913-1920, vol. 2, a cura del Laboratorio di Storia di Rovereto, Comune di Rovereto, Rovereto 2018

Saggi di Quinto Antonelli, Francesca Brunet, Andrea Di Michele, Tommaso Dossi, Matthias Egger, Nicola Fontana, Alessandro Livio, Anna Pisetti, Alessio Quercioli, Lodovico Tavernini, Corinna Zangerl

Francesco Frizzera, storico, provveditore del Museo Storico Italiano della Guerra presenta il volume e dialoga con il curatore Alessandro Andreolli.

Ad integrazione del vasto apparato documentario scritto e fotografico raccolto in occasione della mostra e successivamente pubblicato, con questo secondo volume il Laboratorio di storia di Rovereto intende concludere un lungo lavoro diretto, da molti anni, in tale direzione. Nei contributi qui proposti a essere indagata non è soltanto la guerra combattuta, che anche nella quantificazione del fenomeno, nel numero degli arruolati e in quello dei caduti, giunge a un primo importante bilancio.

Ampio spazio è dedicato infatti alla vicenda dei civili, di donne, in particolare, e a fenomeni come quello che coinvolse centinaia di soldati trentini di lingua italiana in processi militari e in vere e proprie pratiche di sorveglianza politica e militare. E così per la prigionia, tema al quale è dedicata la parte più consistente del volume. A questa, e alla straordinaria complessità di tale fenomeno, è legata anche la storia di chi ebbe a partecipare alla Rivoluzione del 1917, oltre a quella di coloro i quali furono in Russia vivendo la condizione di prigioniero irredento.

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