Guardia di Finanza, a Perugia un giro di fatture per operazioni inesistenti ai danni della Regione Umbria. Sventata una truffa da 760 mila euro

Di Fabio Mattei

Perugia. Una fattoria didattica, un mulino e diversi impianti fotovoltaici: erano queste le opere realizzate da un’azienda agricola di Assisi (Perugia) e messe in piedi grazie a contributi pubblici, purtroppo con la contestuale emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo di 270 mila euro, compilate per “gonfiare” i costi di costruzione delle predette opere ed ottenere così – in maniera del tutto indebita – sostanziosi finanziamenti a spese del contribuente.

L’intervento della GdF

Questo è quel che hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale di Perugia che hanno portato alla luce l’insidiosa frode indagando su un sedicente imprenditore edile, di origine croata, il quale aveva emesso le false fatture a fronte di prestazioni lavorative che in realtà, come poi dimostrato dalle Fiamme Gialle, non erano mai state effettuate.

Indagando proprio sullo strano giro di fatture, ai Finanzieri non è sfuggito il fatto che lo pseudo-imprenditore croato risiedesse però in uno stabile fatiscente, quasi condizioni di indigenza, circostanze queste che davvero mal si conciliavano con un fatturato a molti zeri come quello finito sotto la loro lente d’ingrandimento.

Pagamenti regolari per le prestazioni professionali che, come detto sopra, in realtà non erano mai avvenute e successivamente alle quali il “beneficiario” faceva sempre seguire altrettanto puntuali rimborsi, adducendo per gli stessi causali del tutto improbabili e certamente incompatibili con le sue effettive condizioni economiche.

A seguito di ciò, è così emerso che l’azienda agricola oggetto d’attenzioni della GDF perugina aveva ottenuto dalla Regione Umbria ben 760 mila euro di finanziamenti pubblici, come dimostrato dalla relativa documentazione custodita presso il predetto Ente locale.

Al termine delle indagini il cittadino croato, unitamente ai titolari dell’azienda agricola assinate, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica del capoluogo umbro per tuffa ai danni dello Stato realizzata mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, mentre un’apposita segnalazione è partita alla volta della Corte dei Conti.

A seguito di tali risultanze investigative, l’Autorità Giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro di denaro contante e di un immobile per un valore complessivo di 200 mila euro, mentre la Regione Umbria ha inoltrato la prevista procedura amministrativa affinché l’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) possa recuperare le somme erogate in favore dei responsabili di tale frode.

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