Guardia di Finanza: controlli sul lavoro nero nel Foggiano e saltano fuori altri 16 “furbetti” del reddito di cittadinanza

Di Fabio Mattei

Foggia. Sono 16 i “furbetti” del reddito di cittadinanza, scoperti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia nel corso di alcuni controlli che le Fiamme Gialle stavano svolgendo nella zona di Manfredonia (Foggia) a contrasto del fenomeno del sommerso da lavoro.

Le indagini della GdF foggiana scoprono 16 “furetti” del reddito di cittadinanza

Tra i “beneficiari” non vi erano solo persone impiegate frequentemente in attività lavorative “in nero”, ma anche altre dotate di regolare contratto di lavoro e con stipendi mensili che arrivano sino ai 1.800 euro.

L’intervento degli uomini della GdF foggiana ha così evitato che l’INPS continuasse ad erogare il citato beneficio per 102 mila euro che, tra l’altro, si sarebbero aggiunti ai 55 mila euro già fuoriusciti dalle casse dello Stato.

I “furbetti” in questione, sono stati, dunque, segnalati alla Procura della Repubblica di Foggia per quel che attiene agli aspetti penali della vicenda (utilizzo di dichiarazioni e documenti falsi, ma anche omessa dichiarazione sulle variazioni patrimoniali e di reddito) e all’INPS per le conseguenti misure di revoca del reddito di cittadinanza indebitamente percepito, nonché per l’attivazione delle procedure di recupero su quanto già intascato.

Rischiano grosso ora i 16 denunciati, atteso che le pene previste per chi vìola le disposizioni contenute nel Decreto Legge n. 4/19 (e successive modificazioni) con il quale è stata introdotta la citata misura di sostentamento, prevedono la reclusione da due a sei anni in caso di dichiarazioni o documenti falsi attestanti posizioni economiche non veritiere, ovvero per l’omessa dichiarazione di altre informazioni dovute.

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