Guardia di Finanza: intercettate all’aeroporto di Malpensa numerose narco-spedizioni. Sequestrati 150 chili di stupefacenti vari, tra cui la nuova “ayahuasca”

Di Fabio Mattei

Varese. Sono 150 i chili di sostanze stupefacenti che i finanzieri del Comando Provinciale di Varese hanno complessivamente sequestrato all’interno dell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa, bloccando così l’importazione di numerose partite di droga destinate alla vendita in tutto il territorio nazionale.

Operazione antidroga della Guardia di Finanza a Malpensa

Se mai ce ne fosse stato bisogno, gli ultimi sequestri compiuti nel settore dalla GdF varesina hanno confermato come le attività dei trafficanti non abbiano subito alcuno stop a causa del Coronavirus.

Come, infatti, dimostrato dalle diverse tipologie di droga sequestrata dai Finanzieri, l’offerta risulta sempre molto varia: oltre all’hashish e alla marijuana, figurano anche il khat e una nuova droga che sembra stia incontrando i favori del mercato clandestino.

Si tratta dell’ayahuasca (conosciuta anche come la “droga degli sciamani”) recentemente approdata in Italia dal Perù e che si sostanzia in un infuso di erbe amazzoniche in grado di produrre un potente effetto psichedelico.

Per scovare partite più o meno consistenti di queste droghe, peraltro confuse tra le migliaia e migliaia di spedizioni contenenti dispositivi di protezione individuale, che dall’estero stanno giungendo in gran numero in Lombardia a causa della grave emergenza epidemiologica da COVID-19, le Fiamme Gialle svolgono vere e proprie “analisi di rischio”, basate sulla valutazione di particolari indici di pericolosità, desunti dalla provenienza delle spedizioni nonché dai tragitti che le stesse hanno percorso prima di giungere in territorio italiano.

Da rilevare come tra le “narco-spedizioni” intercettate dai Finanzieri di Malpensa vi siano anche diversi sciroppi, cioccolatini e biscotti alla cannabis, oltre a numerose pastiglie di pericolosissima ecstasy.

Nell’ambito delle conseguenti attività delegate dall’Autorità Giudiziaria, finalizzate ad individuare i reali destinatari di queste spedizioni, un uomo residente a Pavia è stato già giudicato con rito direttissimo, al termine del quale ha patteggiato una pena a due anni di reclusione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore