Guardia di Finanza: Operazione “Recupero”. Arrestati a Roma 3 usurai che praticavano alle loro vittime interessi fino al 40% mensile

Di Fabio Mattei

Roma. Si chiama “Recupero” l’operazione portata a termine dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma e dai poliziotti della Questura capitolina che hanno eseguito l’arresto di 3 persone indagate per i reati di usura, estorsione ed abusivo esercizio del credito.

Operazione anti usura della GdF romana

L’indagine, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ha permesso di ricostruire in maniera inequivocabile i numerosi fatti di usura gestiti dai tre arrestati i quali, in caso di mancata o ritardata restituzione del denaro “prestato”, ricorrevano a minacce e violenza pur di ottenere dalle vittime quanto preteso.

I tre arrestati sono due uomini e una donna di età comprese tra i 73 e i 37 anni.

La donna, in particolare, oltre a essere la figlia del principale indagato è parte attiva di alcuni episodi di usura, nonché compagna di un appartenente alla famiglia di ‘ndrangheta dei Gallace.

Originaria di Guardavalle (Catanzaro), da anni trasferitasi sul litorale romano, e stata già colpita da precedenti condanne per associazione mafiosa emesse dal Tribunale di Velletri (Roma) nei confronti di diversi esponenti del citato clan.

Proprio il legame intercorrente tra la donna e l’appartenente alla famiglia Gallace, sarebbe peraltro stato più volte rimarcato da suo padre per conferire una maggior forza intimidatrice al gruppo degli strozzini. Emblematiche al riguardo le conversazioni telefoniche intercettate dagli investigatori, dove alle vittime venivano promesse pesanti ripercussioni fisiche ed altre minacce sul genere.

Altissimi gli insostenibili interessi pretesi dai tre “cravattari”: sono state accertate percentuali che arrivavano sino al 40% al mese per prestiti per prestiti entro i 5.000, e un po’ meno esosi (dal 10%) in caso di importi superiori ma a “capitale fermo”, ovvero con rate che non decurtavano il prestito iniziale.

Chi chiedeva 80 mila euro, quindi, si sarebbe trovato dopo appena un mese a doverne corrispondere ulteriori 8 mila senza però che l’importo iniziale venisse ridotto.

Per estinguere il debito contratto con i malviventi, infatti, l’usurato era tenuto a corrispondere l’intera somma più la rata prevista per ogni singolo mese, con tanto di “multe” applicate in caso di ritardi.

La perfetta sinergia operativa tra i militari della Guardia di Finanza e gli agenti della Polizia di Stato ha però finalmente messo fine alle attività di questo agguerrito sodalizio criminale, liberando così dal cappio dell’usura molte famiglie romane.

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