Guardia di Finanza: troppi “Bonus Cultura” nel Crotonese. Indagini delle Fiamme Gialle

Di Michele Toschi

Crotone. È dell’87% l’imbarazzante percentuale di irregolarità sul c.d. Bonus cultura “18app” che i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, unitamente ai loro colleghi del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma, hanno portato alla luce accertando un danno per le casse dello Stato calcolato in oltre 1.440.000 euro.

L’ingegnosa frode, che è stata perpetrata nell’arco del biennio 2017-2018, è stata scoperta partendo dall’elevato numero di domande dirette al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MBAC) da parte di numerosi giovani della provincia crotonese desiderosi di accedere al citato sussidio, diretto ad aiutare un’ampia fascia di studenti italiani nel loro percorso didattico per l’acquisto di libri, per l’acquisto di biglietti d’ingresso a musei e teatri, per corsi di lingue straniere ecc.

Da un’attenta analisi di rischio, e con il supporto tecnico garantito dai finanzieri del suddetto Nucleo Speciale capitolino, è così presto saltato fuori il ruolo assunto nella vicenda da una società di capitali operante sul territorio calabrese, nonché di sei soggetti sui quali gli investigatori della GDF hanno accertato chiare responsabilità connesse all’indebita percezione del citato bonus.

Guardia di Finanza al lavoro

Il sistema escogitato dai truffatori, come infatti accertato in sede d’indagine, si basava su false attestazioni trasmesse al competente Ministero che permettevano poi ai giovani fruitori del beneficio di acquistare beni non previsti dalla normativa di riferimento e dunque non compatibili con la finalità del bonus medesimo.
Più nel dettaglio, come dimostrato dalle fiamme gialle, su accertamenti eseguiti nei confronti di 4.027 giovani che avevano compiuto la maggiore età negli anni 2016, 2017 e 2018, sono state rilevate irregolarità sull’87% delle singole erogazioni, che hanno poi direttamente comportato ben 3.516 illeciti amministrativi previsti dal Codice Penale per il reato di “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”.

Per le situazioni irregolari contestate ai numerosi studenti “furbetti” verrà presto notificato un verbale con l’obbligo di pagamento di una sanzione pari al valore dei beni non ammessi al beneficio che, nella stragrande maggioranza dei casi emersi, corrisponde all’intera cifra prevista dal “Bonus Cultura” (500,00 euro).
Nei confronti della società artefice della frode, invece, è già stata inoltrata specifica segnalazione al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per la conseguente procedura di recupero dell’intero importo illecitamente percepito.

Al momento la GDF crotonese – su disposizione della locale Procura della Repubblica che ha coordinato tutta l’indagine – ha intanto eseguito un sequestro preventivo di beni tra i quali figurano 5 autovetture, quote societarie, denaro contante, conti correnti postali e bancari nonché un immobile, per un controvalore complessivo che sfiora il milione e 338mila euro.

 

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