Guardia di Finanza: “Emergenza COVID-19″, ricetta (finta) contro il Coronavirus. Denunciata per frode in commercio una coppia di imprenditori

Di Michele Toschi

Torino. Tra le molteplici frodi e truffe di diverso genere già escogitate in questo periodo di grave emergenza epidemiologica se n’è aggiunta un’altra, stavolta non riguardante gel finto-disinfettanti o mascherine rivendute a prezzi più che centuplicati, bensì su alcuni particolari integratori che, se assunti secondo un particolare “protocollo”, avrebbero garantito una cura efficace contro il Coronavirus.

Artefici di questa nuova trovata – evidentemente messa in atto per intascare denaro facile e veloce dai timori e dai bisogni della popolazione – moglie e marito rispettivamente di 60 e 70 anni, titolari di una società di Peschiera Borromeo (Milano) attiva da anni proprio nel settore della produzione di parafarmaci ed integratori.

Secondo quanto appurato dai militari della Guardia di Finanza di Torino, coordinati nell’indagine dalla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, i due coniugi avevano pubblicato sul sito internet della loro azienda un vero e proprio “protocollo medico” secondo il quale, attraverso l’assunzione di taluni loro prodotti unitamente ad altre terapie non meglio specificate, garantiva ai loro clienti una cura efficace contro il temibile virus “COVID-19”.

Peccato però che quanto dai due pubblicizzato non avesse nessun comprovato studio scientifico, dunque una frode in commercio in piena regola resa ancor più inammissibile dal difficile momento che il Paese sta tutt’oggi attraversando. Sul punto giova infatti ricordare come ancora non esista una cura validata dalla comunità scientifica internazionale.

Controlli in atto

I due indagati, per di più, sono già noti alle cronache per esser stati in passato arrestati a causa di un’altra analoga vicenda che li aveva visti imputati per esercizio abusivo della professione medica e con contestuale somministrazione di farmaci scaduti, ed anche in quel caso non avevano mancato di assurgersi, in maniera del tutto indebita, a ruolo di medici.

Parte dei prodotti “cautelati” in quest’ultima operazione dalle fiamme gialle torinesi (circa 170.000 unità) erano peraltro destinati a clienti di Francia, Austria, Germania e Svizzera, ma non solo, nel corso delle perquisizioni effettuate in azienda i finanzieri operanti hanno altresì rinvenuto altro materiale “promozionale”, attraverso il quale i due responsabili reclamizzavano altri pseudo-protocolli medici elaborati per la cura di gravi patologie umane; ed anche in questo caso senza avere il benché minimo titolo per affermare ciò, circostanza questa che aggraverà ulteriormente la loro già difficile posizione giudiziaria.

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