Libia, Haftar lancia un’operazione militare contro DAESH ed i ribelli ciadiani nel Sud del Paese

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Da circa una settimana è iniziato un trasferimento di mezzi militari e uomini nel Sud della Libia. Dagli ultimi accadimenti e dagli ultimi successi riportati dall’Esercito Libico Nazionale, DAESH ed i suoi rinforzi ciadiani, sembra che non vogliano accettare la sconfitta e tentino in ogni modo di accedere nella regione attraverso i confini al Sud, senza avere successo. La guardia resta alta ed i rinforzi mandati dal Feldmaresciallo Khalifa Haftar non accennano a diminuire.

Mezzi del 166° Battaglione in trasferimento

Haftar, nella serata di sabato, ha lanciato un’operazione militare su vasta scala per liberare la regione meridionale delle bande ciadiane e sudanesi ed il perseguimento dell’organizzazione di DAESH. La conferma arriverebbe da una fonte militare sul sito Erm News.

La fonte, che ha preferito rimanere anonima, ha dichiarato che Haftar, nella giornata di sabato, ha ordinato alle Forze Armate libiche di dirigersi nel Sud del Paese, inviando circa 100 veicoli militari equipaggiati con tutti i mezzi da combattimento. Lo scopo, respingere l’espansione dei gruppi armati jihadisti ed i mercenari ciadiani: “La forza militare che è andata al Sud include i soldati del 166° Battaglione di fanteria carico di equipaggiamenti militari. Abbiamo una nuova missione lì. L’obiettivo dell’operazione è quello di liberare le terre meridionali dalle rimanenze di DAESH e dai mercenari ciadiani che si trovano in territorio libico”.

Nella pagina ufficiale di Facebook del Battaglione Tariq bin Ziyad, è stata riportata una dichiarazione che parla dell’incontro tra Haftar ed i comandanti del cordone di sicurezza del 166° Battaglione, sottolineando “la necessità e l’impegno di ripulire il Sud della Libia”.

La decisione di lanciare questa offensiva contro le frange estremiste di DAESH, è arrivata dopo le ultime indagini ed informazioni reperite. I dati di cui sono venuti in possesso le Forze Armate libiche, avrebbero smascherato il piano dell’organizzazione terroristica che mira ad espandersi nella parte meridionale del Paese nord africano, sfruttando la zona scoperta del confine. Una zona ampiamente desertica e montuosa, attraverso cui risulta più facile disperdersi e nascondersi.

Gli analisti che si stanno occupando di studiare gli ultimi comportamenti dell’organizzazione terroristica in Libia, hanno avvertito che la stessa si sta riorganizzando al meglio e si sta preparando a compiere nuovi attacchi a sorpresa. La scelta della zona di confine, secondo gli analisti, non sarebbe casuale. I nuovi campi di addestramento di DAESH sulle montagne Hierog, sono considerati come una futura roccaforte del movimento che sfrutta la vicinanza dei confini aperti con altri Paesi, per facilitare l’arrivo di combattenti stranieri.

Nella mattinata di ieri, il trasferimento di uomini e mezzi si è concluso. Sabato, un’autobomba con ribelli ciadiani alla guida, ha provato a superare il confine, ma è stata fatta esplodere prima che potesse entrare in terra libica. Il battesimo del fuoco del 166° ha avuto così subito inizio.

Sempre domenica, a Sabha, sono arrivate anche le Forze speciali del Colonnello Milud al-Zwy. Un arrivo, come ha spiegato lo stesso comandante, “coordinato con gli altri servizi di sicurezza lanciati dal Feldmaresciallo Haftar”. Il programma di pulizia della zona fa parte di “un progetto più ampio – ha aggiunto il Colonnello – e non si limita solo alla concentrazione delle Forze di sicurezza alle porte Sabha, ma arriva dopo il coordinamento con gli altri reparti dell’Esercito”.

Il Colonnello Milud al-Zwy

Il colonnello al-Zwy ha inoltre invitato gli abitanti della regione meridionale a stare in linea con queste Forze di protezione e controllo, contro chiunque desideri danneggiare la sicurezza della città.

Alla luce del nuovo progetto di “pulizia terroristica”, non sono mancate le risposte dei ribelli, che nella mattinata di ieri hanno fatto sentire la loro voce. Il leader dei ribelli ciadiani, Mohamed Tahir Ordmi, figlio del leader Ordimi nascosto in Qatar, ha rilasciato una dichiarazione confermando la ripresa di scontri tra le Forze Armate libiche e l’opposizione ciadiana vicino all’area di Tibesti al confine tra i due Paesi.

Tahir Ordimi, ha lanciato, all’opposizione armata del Ciad, un appello rivolto ai suoi combattenti residenti nella zona di Nafir, chiedendo loro di unirsi alle milizie nell’area di Cory Bougoudi e nei suoi sobborghi.

L’intuizione e la decisione, presa dal Comando generale dell’Esercito libico, di inviare rinforzi nelle zone di confine tra Libia e Ciad, si sta dimostrando corretta.

A quanto pare, ad oggi, l’unica soluzione sostenibile è stata quella di affrontare le bande armate ciadiane e terroristiche, che vìolano la sovranità del territorio libico, nascondendosi nel Sahara e destabilizzando la sicurezza della regione.

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