II Guerra Mondiale, un video di 18 secondi racconta le violenze giapponesi contro le donne sud coreane ed asiatiche

Seul. Dura solo 18 secondi, tra quelli più lunghi della storia della Corea del Sud. Dopo tanti anni è stato pubblicato un video sulle donne sud coreane violate nella II Guerra Mondiale dai giapponesi o fatte prostituire nei bordelli nipponici.

Donne sud coreane vittime dei soldati giapponesi nella II Guerra mondiale

“Finora – spiega il professor Kang Sung-hyun – la Corea del Sud non aveva dei propri dati su queste donne, ma ha confidato in quelli giapponesi e americani. Era cruciale perciò averne di nostri”.

Il video è stato ripreso dalle truppe americane in Cina ed è stato ritrovato dai ricercatori dell’Università di Seul, finanziati dal Governo, dopo due anni di ricerca negli archivi americani.

Nei 18 secondi che dura il filmato, appaiono donne scalze ed in fila che rispondono alle domane di un soldato cinese.

Le donne che appaiono nel clip furono liberate nel 1944 ed almeno due di loro sono state riprese in alcune fotografie, previamente pubblicate.

Fino a questo momento, la ricerca storica si basava su alcune foto o sulle testimonianze delle sopravvissute.

I ricercatori sud coreani stimano che circa 200 mila donne sono state fatte prostituire per i soldati giapponesi.

Ma non solo le coreane divennero le schiave del sesso, ma furono coinvolte anche le cinesi, le indonesiane, le taiwanesi e le filippine.

La storia dura da anni, tanto che ha reso tese le relazioni tra la Corea del Sud ed il Giappone. Nel 2015, Tokio decise di pagare i danni e chiedere scusa, sborsando 7,7 milioni di euro per indennizzare le vittime.

Lo scorso gennaio, il Giappone ritirò temporalmente il suo ambasciatore da Seul, perchè nel Paese era stata collocata una statua dedicata alle schiavi sessuali, all’esterno del consolato nipponico di Busan.

E a maggio scorso, in piena campagna elettorale il Presidente sud coreano, Moon Jae-In sostenne che la maggioranza dei suoi connazionali era contrario all’accordo del 2015 e voleva rinegoziarlo.

Una protesta di donne sud coreane in ricordo delle violenze giapponesi

Da parte loro, quelle donne vittime della violenza giapponese che sono ancora in vita respingono quell’intesa e vogliono che il premier giapponese, Shinzo Abe chieda scusa.

Ma lui, nel corso del suo primo mandato aveva addirittura negato che ci fossero state delle schiave del sesso, nella II Guerra Mondiale.

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