Interagency Effort 2019: Quando le capacità interagenzia diventano speranza in caso di disastri CBRN

Di Giusy Criscuolo

Area addestrativa S. Severa: “Auspico che in futuro esercitazioni come questa, possano essere organizzate in quello che dovrebbe essere lo scenario reale, all’ interno di un contesto urbano. Sarebbe un modo per farsi conoscere, per far vedere che ci addestriamo e lavoriamo per il bene di tutti e per rafforzare il consenso”.

Gen. C.A. Giuseppenicola TOTA durante i saluti finali – Foto Giusy Criscuolo

Con questa frase del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, il Gen. C.A. Giuseppenicola TOTA, si conclude la giornata dimostrativa dell’Esercitazione CBRN Interagency Effort 2019.

Nei giorni scorsi, esattamente dal 2 al 13 settembre, si è svolta un’importante esercitazione, che ha visto coinvolti il 7° reggimento difesa CBRN “Cremona”, unità specialistica dell’Esercito nel settore della difesa chimico, biologico, radiologico e nucleare e le componenti NBCR dei Vigili del Fuoco in attività di soccorso e messa in sicurezza del personale coinvolto. A supporto del lavoro Interagency, non è mancata la presenza di infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana.

11 settembre 2019, ci troviamo nell’area addestrativa del poligono di S. Severa, uno dei luoghi utilizzati per l’Esercitazione CBRN Interagency Effort 2019.

Dopo un briefing di presentazione, tenuto dal Comandante del 7° rgt , il Col. Fabrizio Benigni, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, il Gen. C.A. Giuseppenicola TOTA, di rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero della Salute e del mondo accademico-universitario, è stata condotta una dimostrazione relativa ad un intervento in un deposito clandestino di sostanze chimiche, che ha visto operare un‘unità specialistica dell’Esercito che ha schierato in campo le squadre SIBCRA (Sampling Identification Biological Chemical Radiological Agents). Protagonisti dell’esercitazione anche i veicoli blindati da ricognizione chiamati VBR NBC, laboratori CBRN mobili campali e una stazione di decontaminazione approfondita di grande capacità.

Veicolo Blindato VBR NBC PLUS – Foto Giusy Criscuolo

Questa attività esercitativa, ad alto impatto realistico, ha permesso di evidenziare le grandi capacità di “dual use” in dote all’Esercito Italiano e in questo specifico caso al 7° rgt difesa CBRN cremona. L’attività ha permesso di approfondire la risposta interagenzia del reggimento in supporto delle diverse componenti di Difesa Civile deputate a far fronte ad eventuali eventi CBRN sul territorio nazionale.

Il primo intervento dei Vigili del Fuoco sul luogo della contaminazione. Le tute gialle sono quelle per la massima allerta di contaminazione- Foto Giusy Criscuolo

Il grande lavoro con cui la nostra compagine “Armata” ha interagito attraverso azioni combinate con i Vigili del Fuoco (i primi deputati a dover intervenire in caso di minaccia CBRN per la messa in protezione dei cittadini), ha dimostrato quanto le procedure già validate in ambito NATO e utilizzate anche a livello internazionale, siano diventate fondamentali per lavorare in perfetta sinergia sia in campo militare che civile.

Uno dei momenti dell’Esercitazione dove i VVF portano via il civile – Foto Giusy Criscuolo

L’attività esercitativa ha avuto l’obiettivo di schierare sul campo un Posto Comando del livello reggimento, secondo quanto previsto dai requirements dettati dalla NATO per la componente specialistica ad elevata prontezza denominata Combined Joint CBRND Task Force. Il Posto Comando ha coordinato gli atti tattici condotti in scenari diversificati e complessi e secondo procedure già validate in ambito Alleanza Atlantica, dalle compagnie CBRN dipendenti.

Durante la prima decontaminazione per lasciare il campo alla Task Force del 7° rgt Difesa CBRN Cremona – Foto Giusy Criscuolo

Le diversificate attivazioni simulate nel corso dell’esercitazione hanno visto porre in essere sul terreno attività congiunte con le unità NBCR dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Roma e di Latina che hanno permesso di facilitare l’interazione, verificare l’interoperabilità di materiali ed equipaggiamenti ed affinare tecniche e procedure d’intervento congiunte, proseguendo la collaborazione avviata da tempo nell’ambito delle predisposizioni interministeriali volte a fronteggiare la specifica minaccia.

Dv Day – capacità di trattamento di primo soccorso di personale contaminato – Foto ESERCITO

L’Esercitazione, nei giorni precedenti all’11 settembre, è stata giocata su uno scenario NATO di pura fantasia detto SKOLKAN. Un antico conflitto ha visto coinvolte due regioni dirimpettaie che affacciano sull’imaginario Golfo di Bothnia e in perenne ostilità tra di loro. Oggetto del contendere, la zona di pesca, l’olio, il gas e un costante monitoraggio e interesse da parte di Bothnia sul territorio a EST della regione contendente (l’Estonia).

MEDEVAC in alto biocontenimento con aeromobile AVES – Foto ESERCITO

Nello scenario giocato, la Bothnia, regime autocratico, adotta una politica violenta nei confronti dei Paesi esterni al territorio di appartenenza e in questo caso specifico dell’Estonia.

Avendo la prima, delle mire sul territorio ad EST appartenente allo stato estone, attua delle precondizioni per attaccare il Governo. Queste precondizioni permetterebbero la destabilizzazione dello Stato estone, attraverso l’ausilio di gruppi armati organizzati filo bothniaci e chiamati NOMB. In risposta ad una esplicita richiesta di supporto da parte del governo estone la NATO avvia un’operazione con lo scopo ultimo di dissuadere azioni armate di Bothnia nei confronti dell’Estonia (membro NATO). Tale operazione è condotta dalla Baltic Force (BALFOR), nella cui articolazione è inquadrata anche la CBRD Task Force.

Uno dei momenti di campionamento operato dalla TF CBRN del 7° rgt Difesa Cremona – Foto Giusy Criscuolo

Questa operazione, finalizzata alla stabilità della regione in assenza di conflitto aperto (in termini tecnici), ha come tema generale la “sicurezza”.

Il primo evento che ha dato inizio all’esercitazione consisteva nel rinvenimento di alcuni fusti contenenti degli aggressivi chimici. La scoperta è stata possibile grazie all’uso di uno strumento di rilevazione chimica a distanza detto StandOff utilizzato dal personale schierato presso l’area addestrativa di S. Severa. Successivamente una squadra da ricognizione è stata inviata sul luogo dell’evento prelevando dei campioni e confermando la presenza della sostanza chimica, riuscendo ad indentificarla come agente vescicante.

Infilitrazione di un assetto CBRN MERT – Foto ESERCITO

Contestualmente presso l’aria addestrativa del NUBICH in Rieti (dove è di stanza la Scuola Interforze per la Difesa NBC e da poco ribattezzata CBRN), la compagnia li schierata è stata impiegata in supporto a quelle che dovevano essere le forze locali estoni, coinvolte in una risposta ad un attacco terroristico con gas nervino presso la metropolitana del NUBICH.

Intervento di un Nucleo CBRN all’interno della metropolitana di NUBICH presso la Scuola Interforze per la Difesa NBC di Rieti – Foto ESERCITO

In successione la stessa compagnia è stata coinvolta in un’attività di controllo e ricognizione radiologica presso la stazione dei treni di NUBICH in seguito ad una segnalazione di sei civili estoni che avevano manifestato sintomi di esposizione a radiazioni.

Ricognizione CBRN in un laboradorio clandestino sotterraneo –  presso la Scuola Interforze per la Difesa NBC di Rieti – Foto ESERCITO

A seguito degli eventi già citati, durante la scorsa settimana, sul terreno addestrativo di S. Severa si è svolto l’evento principale di questa Esercitazione. Grazie ad un intelligence report, che aveva indicato la presenza di un deposito clandestino, dove la forza ostile andava ad assiemare la sostanza chimica e a pianificare i possibili attacchi, sono stati coinvolti diversi attori appartenenti alle nostre Forze Armate.

Uno dei momenti della decontaminazione dei mezzi utilizzati durante la ricognizione in territorio contaminato – Foto Giusy Criscuolo

In concorso e alle dipendenze del Posto Comando del 7° rgt. di. CBRN sono stati schierati, un aeromobile del 3° REOS, un plotone fucilieri ed una squadra di soccorso del 9° reggimento alpini dell’Aquila, che congiuntamente con assetti del 7°, hanno condotto attività di ricognizione, decontaminazione ed evacuazione di un ferito, un equipaggio AB412 dall’AVES che ha consentito il trasporto in alto bio-contenimento di un contaminato poi stabilizzato da personale del Corpo Militare della Croce Rossa ed assetti satellitari dell’11° rgt trasmissioni che hanno consentito i necessari collegamenti con le unità dislocate nelle diverse zone di esercitazione. Ciò al fine di rispondere efficacemente in ogni situazione di intervento e di incrementare l’interoperabilità tra le varie componenti.

Squadra di soccorso e recupero in ambiente contaminato presso la Scuola Interforze per la Difesa NBC di Rieti – Foto Esercito

In concomitanza alle seguenti attività, nella area addestrativa di NUBICH presso Rieti, avveniva un’attività di controllo e campionamento su un OP (Observation Post) colpito da bombe di mortaio che risultavano essere contaminate da cloro. Il tutto seguito da un’attività di ricognizione condotta, sempre presso il NUBICH, per individuare un deposito di sostanze impiegate dall’avversario negli attacchi chimici e radiologici dei giorni precedenti e ritrovato nelle fogne dell’abitato del NUBICH.

Nella fase finale giocata nell’area addestrativa di S. Severa, e a cui abbiamo preso parte, la compagnia dislocata è intervenuta in supporto alle autorità locali estoni per il controllo della contaminazione a seguito di un incidente avvenuto in un sito chimico industriale.

Uno dei momenti finali della fase di campionamento del materiale contaminato – Foto Giusy Criscuolo

Lo scenario giocato, presenta un uomo colpito da una sostanza chimica in uscita da un barile. La notizia viene prontamente confermata attraverso l’utilizzo di un drone. A distanza di pochi minuti, la compagine Civile della Difesa giocata dai Vigili del Fuoco entra in scena con tutte le sue capacità operative e con tutta la strumentazione occorrente. Muniti di diverse tute protettive, si accingono a mettere in sicurezza l’area e a porre in una barella bio-contenitiva e isolante l’uomo colpito.

In seguito arriva la Task Force CBRN del 7° rgt a bordo di un veicolo VBR, che dopo una prima ricognizione procede con il prelevamento di un campione dell’aria, riuscendo a campionare l’elemento chimico e a diramare l’allarme. Dando in questo modo, la possibilità al Posto Comando di inviare una compagnia specializzata in quel determinato campo.

Ci viene più volte ricordato che, in caso di contaminazione, le condizioni metereologiche sono fondamentali per circoscrivere l’aera interessata dal possibile disastro CBRN. Il vento non deve superare i 10 chilometri orari. Al di sopra di questa velocità, la possibilità che la contaminazione diventi preoccupante sale la soglia del giallo.

Momento di campionatura all’interno dell’area precedentemente ricognita. Le tute sono più leggere perché il Carro VBR ha stabilito attraverso la campionatura dell’aria che il pericolo non è Rosso – Foto Giusy Criscuolo

All’arrivo della Task Force CBRN del 7° inizia l’attività di campionamento e lo studio dell’area interessata. Alla fine del processo, ogni mezzo e ogni uomo intervenuti nella zona contaminata, subiscono una decontaminazione approfondita. Dai mezzi che vengono decontaminati su una piattaforma apposita e lavati da sotto a sopra, fino ai quattro step di decontaminazione che coinvolgono gli uomini dell’operazione.

Foto Giusy Criscuolo

In una fila composta i militari attendono il loro turno. Si parte dalla decontaminazione delle scarpe, segue il primo passaggio sotto una doccia esterna decontaminate, il terzo step, prevede che gli operatori vengano ulteriormente analizzati da altri colleghi con degli specifici strumenti che attestano quanto le tute indossate siano ancora contaminate. L’ultimo passaggio prevede la svestizione e l’eliminazione degli indumenti usati, a cui segue una doccia decontaminante sul militare che è stato a contatto con gli agenti chimici o batteriologici.

Un Tecnico Specializzato all’interno di uno dei laboratori CBRN mobili campali – Foto Giusy Criscuolo

In ultimo e non per ultimo, la grande efficienza dei laboratori CBRN mobili campali, attraverso i quali è possibile ottenere immediati risultati e risposte ai danni causati dalla contaminazione. La strumentazione altamente avanzata, permette ai tecnici del laboratorio di operare in tutta sicurezza, evitando qualsiasi tipo di contagio e raggiungendo il massimo del risultato attraverso macchinari altamente sofisticati e in grado di elaborare numerosi dati in breve tempo.

Questa attività ha permesso ai presenti di comprendere la grande importanza dell’Interagency Effort. Giocata in vari scenari distribuiti in più zone del Lazio e proiettati su una mappa NATO, ha messo in evidenza le capacità attive delle diverse compagini militari e civili della Difesa. Il tutto simulando al meglio e in modo realistico, l’intervento di team specializzati nel CBRN.

La tenda dove viene prestato il primo soccorso al personale civile. Prima di arrivare a contatto con il personale medico, la barella viene posta su questi rulli che attraversano un corridoio fatto di docce decontaminati. Adiacente a questo corridoio un omologo tunnel per coloro che hanno accompagnato il contaminato – Foto Giusy Criscuolo

L’attività è servita ad incrementare l’interazione tra le varie componenti delle Forze Armate e delle Organizzazioni di Difesa Civile. Oltre a testare l’efficienza nello schieramento del Posto Comando di rgt con la capacità di coordinare gli interventi di assetti specialistici.

Capacità queste richieste alla specifica Forza Armata e al rgt CBRN, che nel 2025, nell’ambito delle rotazioni della componente specialistica a livello rgt della NATO, li vedrà alla guida e protagonisti nel campo del CBRN.

Ricordiamo che il 7° reggimento difesa CBRN “Cremona” è l’unità specializzata dell’Esercito, dotata di mezzi, equipaggiamenti e strumentazioni peculiari per la condotta di attività tecnico-specialistiche CBRN. Le capacità di cui dispone, validate anche in ambito NATO, sono costantemente impiegate in tutte le operazioni che vedono la partecipazione delle Forze Armate e possono trovare riscontro anche in ambito istituzionale in specifiche attività tecnico operative (rivelazione CBRN, identificazione e decontaminazione) svolte sul territorio nazionale in supporto agli Organismi/Enti della Difesa Civile deputati.

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