Iran, sei candidati per la Presidenza della Repubblica. Un dossier in esclusiva di Report Difesa

Teheran. Il prossimo 19 maggio si terranno le elezioni per la scelta del nuovo Presidente della Repubblica iraniana. Il Consiglio dei Guardiani ha scelto sei candidati giudicati idonei a concorrere per l’alta carica.

Questi i nomi: Hassan Rouhani, presidente uscente; Eshaq Jahangiri; Mohammed Baqer Qalibaf; Ebrahim Rayeesi; Mostafa Aqa Mir-Saleem; Mostafa Hashemi Taba.

Hassan Rouhani, riformista, nato il 12 novembre 1948, Presidente della Repubblica Islamica dal 2013, succeduto ad Ahmadinejad, membro del Consiglio degli Espedienti sin dal 1991, e del Consiglio degli Esperti sin dal 1999. E’ stato vice portavoce del Parlamento e Segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Iraniano dal 1989 al 2005, periodo nel quale ottenne grandi risultati nei colloqui sul nucleare e per questo fortemente stimato dalle nazioni che rappresentano i negoziati dei 5+1.

Hassan Rouhani, riformista, Presidente della Repubblica Islamica uscente

Eshaq Jahangiri, riformista, nato il 21 gennaio 1958, primo vice ministro dal 2013 con il Governo Rouhani, ministro delle Miniere e dei Metalli con la Presidenza Khatami dal 1997 al 2005, e già Governatore della Provincia di Isfahan e membro del Parlamento.

Mohammed Baqer Qalibaf, conservatore, nato il 23 agosto 1961, sindaco di Tehran dal 2005, già Comandante delle Forze Aeree della IRGC (Guardie della Rivoluzione – Pasdaran) dal 1997 al 2000, Comandante della Polizia dal 2000 al 2005 e Comandante della Khatam al-Anbia, parte economica appaltatrice della IRGC; il potere economico delle Guardie della Rivoluzione.

Ebrahim Rayeesi, conservatore, nato il 14 dicembre 1960, Capo Custode della Astan Quds Razavi, l’organizzazione che gestisce la Sacra Moschea di Imam Reza, l’ottavo Imam Sciita, nella città di Mashad (un luogo di culto importantissimo per gli iraniani, cui devono almeno un pellegrinaggio), membro dell’Assemblea deli Esperti e membro della Corte di Giustizia.

Mostafa Aqa Mir-Saleem, conservatore, nato il 9 giugno 1947, membro del Consiglio degli Espedienti, è stato un consigliere della Guida Suprema Khamenei durante la sua presidenza, già ministro della cultura e capo dell’Ufficio Presidenziale.

Mostafa Hashemi Taba, riformista, nato nel 1946, vice presidente con l’allora Presidente Rafsanjani e Khatami, già ministro dell’Industria e ministro dello Sport.

Ahmadinejad, il 12 aprile scorso, ha registrato la sua candidatura per la corsa alla Presidenza della Repubblica Islamica. Si è registrato insieme al suo ex vice, Baqaei, già fortemente contestato durante il precedente mandato. Da sottolineare che il Leader Supremo, fece immediatamente una dichiarazione esortando Ahmadinejad a desistere alla corsa presidenziale in quanto avrebbe “polarizzato” l’atmosfera delle elezioni. Messaggio chiaro ed esplicito: “ o ti ritiri o non riuscirai a candidart”, screditandolo davanti alla nazione.

Infatti, nella presentazione ufficiale dei candidati sia Ahmadinejad che il suo vice Baqaei sono stati esclusi perché “sotto indagine per alcuni procedimenti giudiziari presi contro di loro per violazioni amministrative”, per cui non rientravano più nei requisiti per la candidatura.

Un altro illustre personaggio escluso dalla lista dei candidati è il fratello di Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, Mohammad Hashemi Rafsanjani, già membro del Consiglio del Discernimento e Direttore della IRIB, la televisione di Stato.

Questa esclusione potrebbe essere indicativa della debolezza di Rouhani, un chiaro segnale, ma la grande e potente famiglia dei Rafsanjani ha dichiarato che continuerà a supportare il Presidente uscente.

Intanto per lo svolgimento della campagna elettorale, ogni autorità politica, militare e religiosa ha emanato delle direttive dettate dalle proprie responsabilità e competenze.

Il Leader Supremo ha emanato una serie di linee guida a cui tutti i candidati si devono attenere. In particolare, ha rimarcato una lista di doveri morali e di principi ai quali i candidati devono attenersi in campagna elettorale. In particolare:

Elettrici al seggio nelle precedenti consultazioni

“Devono”, tra l’altro: tenere la competizione elettorale dentro gli ambienti della Repubblica Islamica, seguire la Costituzione e le linee guida del Leader Supremo, dimostrare dignità;

. discutere con gli avversari ma nel rispetto reciproco, esaminare i fatti reali della politica, proporre quello che si può realmente fare nelle proprie possibilità, essere giusti ed equi.

I candidati “non devono”, tra l’altro compromettere la credibilità del Paese, disturbare l’opinione pubblica, ledere la reputazione altrui, fare promesse che non si possono mantenere, utilizzare i fondi dello Stato per la campagna elettorale, usare trucchi ed inganni;

Queste linee guida devono essere rispettate da tutti i candidati e dai propri sostenitori proprio al fine di avviare e contenere la campagna nei limiti dell’educazione e del rispetto reciproco (in stile con l’educazione persiana).

Per quanto riguarda i seggi elettorali, di massima saranno aperti presso le moschee delle città e dei Comuni iraniani, ove affluiranno le famiglie al completo per dare il proprio voto. E’ stata stimata un’affluenza di circa 55 milioni di elettori, oltre il 70% del popolo iraniano.

UNO SPECIALE IN ESCLUSIVA DI REPORTDIFESA.IT

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