Irlanda del Nord, il cambiamento della classe politica

In Irlanda del Nord, la cronaca politica ci sta consegnando numerosi elementi di studio dopo le elezioni che hanno visto i repubblicani dello Sinn Fein essere sotto di un solo seggio rispetto agli unionisti del DUP.

Il personaggio che appare al centro di questo passaggio che potrebbe cambiare le vicende nordirlandesi è Martin McGuinness, 66 anni, una figura si può fondamentale negli scontri violenti con le forze di Polizia e con l’Esercito inglese e nel successivo processo di pace.

Martin McGuinnes, esponente dello Sinn Fein con le sue dimissioni sta cambiando le sorti del partito.

McGuinnes il 9 gennaio scorso ha rassegnato le dimissioni da vice ministro in protesta con la gestione maggioritaria del Governo, in mano agli unionisti. Oltre ad uno scandalo politico-finanziario che costerà, si calcola, per i contribuenti 50 milioni di sterline.

L’anziano uomo politico ha passato così la mano alla 40enne, Michelle O’Neill, che degli scontri che hanno insanguinato il Paese non sa nulla.

L’ascesa di Michelle O’Neill

La O’Neill è stata brava a portare i repubblicani ad una lunghezza dagli unionisti. Non è solo importante il risultato di per se stesso, quanto che il DUP sente il fiato sulcollo, dopo anni che è stato in maggioranza. Ma, tornando subito agli aspetti applicativi del voto, è chiaro che si è creata un’ingovernabilità per il Paese. Che fare? In tre settimane si dovrà trovare un accordo di governabilità tra i due partiti pena la sospensione dell’autonomia per l’Irlanda del Nord o il passaggio diretto del controllo nelle mani dell’Inghilterra.

Ora, va studiata la mossa dei due partiti, ricordandone la storia e le divisioni che hanno portato l’ala militare dei repubblicani a prendere le armi.

McGuinness è anche il primo esponente politico che dopo avere percorso la strada della lotta armata ha deciso poi di diventare un uomo politico e che oggi ha scelto di abbandonare la scena.

Oggi a circa 30 anni dall’accordo del Venerdì Santo che pose fine alla violenza, la domanda che ci si pone è questa: cosa succederà? Gli scontri tra unionisti e repubblicani hanno provocato 3526 vittime. E forse è venuto il momento, dopo tanto sangue versato, di cambiare le carte della storia.

Gli scontri tra repubblicani ed unionisti hanno provocato 3256 vittime.

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