Irlanda del Nord, gli unionisti in vantaggio di un seggio sui repubblicani

Belfast. In Irlanda del Nord il Partito Unionista Democratico, filo inglese ha perso, nelle elezioni anticipate, la maggioranza nell’Assemblea autonoma. Lo Sinn Fein è sotto solo di un seggio, rispetto ai dieci delle scorse consultazioni, avvenute circa un anno fa.

Belfast. Vittoria minima degli unionisti sui repubblicani.

Da lunedì si apre, dunque, un delicato negoziato per formare il Governo entro tre settimane. Se i due partiti non arriveranno ad un patto di governabilità in questo tempo, saranno convocate altre elezioni oppure l’autonomia nord irlandese sarà sospesa o controllata direttamente da Londra.

Appena mille voti separano il Partito Unionista dal Sinn Fein su un totale di 800 mila.

Gli unionisti con 29 seggi non avranno il diritto di veto nella Camera che ha generato tensioni con gli indipendentisti per l’opposizione a temi sociali quali il matrimonio omosessuale e l’aborto.

La leader unionista Arlene Foster ha fatto scelte politiche che non sono piaciute ai suoi elettori. Basti pensare alla posizione avuta sulla Brexit, da lei appoggiata, mentre nell’Irlanda del Nord la maggioranza ha votato per restare nell’Unione europea.

La leader unionista, Foster ha perso il consenso degli elettori per numerosi errori,

Da considerare, inoltre, la sua gestione deficitaria su uno scandalo relativo al programma di incentivi per le energie rinnovabili che ha macchiato il suo partito, provocando le dimissioni del suo vice, Martin McGuinness.

McGuinness è uno storico dirigente repubblicano ed annunciò che abbandonava la politica per una grave malattia passando il testimone a Michelle O’Neill, una quarantenne senza collegamenti con la lotta armata degli anni ’70 ed ’80.

Il cambiamento generazionale, in Irlanda, dunque all’interno dello Sinn Fein ha forse dato i primi frutti, raccolti in occasione delle elezioni.

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