Israele, EITAN è l’unità dell’IDF che ricerca i soldati scomparsi dal 1948 ad oggi

Gerusalemme. All’interno dell’Israel Defence Forces, opera una unità, denominata EITAN, la quale è considerata cruciale all’interno della Divisione Risorse Umane, responsabile della ricerca e dell’individuazione dei soldati scomparsi.

Un soldato israeliano

L’EITAN è divisa in vari Dipartimenti che operano quotidianamente oltre che ad intervenire nel corso delle emergenze durante le guerre e nel cercare di trovare soldati dispersi e per aiutare le loro famiglie. Il compito dell’unità è recuperare i corpi di tutti i soldati scomparsi, dall’istituzione dell’IDF nel 1948.

Sono 179 i dispersi e gli scomparsi nel corso della Guerra d’Indipendenza.

Gli investigatori delle unità esaminano i documenti IDF, lo stato ed i file aggiuntivi e parlano con diverse persone per capire cosa sia successo. Passano ore a leggere per raccogliere i pezzi e risolvere un caso.

Da sei mesi al comando dell’EITAN c’è il Tenente Colonnello Nir. “Dietro ogni ricerca – spiega – c’è una storia. Negli ultimi anni abbiamo avuto diversi casi risolti con successo e siamo riusciti a trovare i soldati scomparsi. Ogni volta che riceviamo una nuova richiesta, iniziano le le indagini. Resto sempre molto sorpreso dalla dedizione del team”. Alcuni casi vengono risolti presto ed altri hanno bisogno di maggiori ricerche e prove.

Unità operative sul terreno

“Ad esempio – aggiunge il comandante – ci sono indagini in cui il soldato è morto in mare e le probabilità di trovarlo sono quasi inesistenti”.

All’interno dell’unità opera un Dipartimento che si occupa di tutti gli aspetti tecnologici. È responsabile della cartografia e dell’analisi del terreno per sapere dove cercare i soldati scomparsi. “Posso prendere una mappa del 1948 – evidenzia il Tenente Colonnello Nir – confrontarla con una di oggi e, quindi, indirizzare i ricercatori verso quella zona geografica”.

C’è anche un Dipartimento con soldati, sempre operativi, addestrati fisicamente per trovare i dispersi. Compiono esercitazioni ricorrenti.

Durante le emergenze, il team prende nota di altri casi di militari dispersi, mantenendo aggiornate le informazioni, informando il Rabbinato militare ed il capo della direzione Risorse umane.

“In seguito – aggiunge Nir – decidiamo se il soldato sia scomparso o se è caduto e nessuno sa dove sia. Il nostro compito è dare loro più informazioni possibili”.

Una volta che la famiglia viene informata, l’unità la sostiene, fornendo ogni ulteriore supporto di cui possa aver bisogno.

Dopo 70 anni ci sono sempre poche opportunità di trovare soldati scomparsi e non si agisce in fretta non ci sono abbastanza testimonianze a cui appellarsi, perché stiamo parlando di una generazione che sta ormai scomparendo.

Per i soldati, conclude il comandante dell’EITAN, è importante sapere che sia l’IDF che Israele stanno facendo tutto il possibile per riportare indietro i dispersi. “Quando stavo indagando – sostiene – su un caso di un soldato scomparso della Brigata Givati ​​del 1948, ho sentito dire queste parole: Dopo quello che ho visto oggi, spero e prego che se mai verrò rapito o scomparso, le persone mi cercheranno nello stesso modo in cui cercano i soldati scomparsi nel 1948”.

Insomma, l’EITAN fa tutto il possibile per riportare un ostaggio o un soldato scomparso nella sua casa ed in famiglia, in Israele.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore