Jihadismo, molti combattenti dell’ISIS di ritorno nei loro Paesi d’origine. Rischi per la sicurezza nazionale degli Stati

New York. Almeno 5.600 persone di 33 nazionalità diverse, tra cui uomini, donne e bambine che hanno vissuto a Mosul ed a Raqqa, dopo la caduta di queste due città stanno per ritornare nei loro Paesi d’origine.

Molti jihadisti che hanno combattuto in Iraq ed in Siria sono di ritorno nei loro Paesi di origine

Lo sostiene un Centro studi antiterrorismo The Soufan Center di New York (http://thesoufancenter.org) . Diretto da Ali Soufan, ex agente dell’FBI, il Centro ha segnalato, numero per numero, il movimento di queste persone.

Ha pubblicato un rapporto nel quale ha spiegato come 760 su 3.244 di questi miliziani filo ISIS che hanno combattuto in Iraq e Siria siano arabo sauditi. I giordani sono 250 sui 3 mila partiti. Su 2.926 tunisini, 800 sono di ritorno. In Francia ne ritorneranno 217 su 1910.

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Di jihadisti spagnoli, solo una trentina su 204 combattenti. Circa una ventina sono nelle carceri turche ed altri 325 risultano iscritti in una lista dell’antiterrorismo.

In circa 40 mila stranieri, spiegano al Centro di ricerca, sono stati sia in Iraq che in Siria per andare ad ingrossare le fila delle milizie jihadiste. Alla fine del 2015, in molti cercarono di tornare indietro, visto che numerose sconfitte che l’ISIS stava patendo.

Ma cosa accadrà quando questi combattenti torneranno a casa? Il Centro identifica fino a cinque categorie di “reduci”. Si va ad quelli che dalla guerra hanno visto venire meno il loro “sogno” di entrare a fare parte di uno “Stato islamico” vero e proprio. Fino ad arrivare al terrorista che è andato nel Califfato per combattere per esso.

Il timore che questi ritorni possano costituire un grande problema per la sicurezza nazionale dei vari Stati.

Come detto, tra coloro che sono tornati o si apprestano a farlo ci sono anche molte donne e molti bambini. Come recuperarli. Il Centro consiglia di attivare sistemi di appoggio sociale e di salute mentale (per lo più per i minori, alcuni dei quali sono stati addestrati a combattere, usando armi da fuoco o armi bianche.

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