Kosovo, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta firma memorandum d’intesa con il ministro della KSF

Pristina. Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha firmato, oggi a Pristina, un memorandum d’intesa con il ministro della Kosovo Security Force (KSF), Rrustem Berisha.
L’accordo stabilisce una cornice di cooperazione tra le Forze armate italiane e quelle di sicurezza kosovare oltre che in questo settore anche in quello della cooperazione finalizzata all’avvio di attività formative utili al rafforzamento delle capacità delle KSF, anche sul piano della sanità militare, delle questioni ambientali, di ricerca, salvataggio e logistica.

La firma del memorandum

Ad oggi il Kosovo non ha delle Forze Armate ma dispone di Forze di Sicurezza e di Protezione civile in base ai trattati internazionali in essere ed alla risoluzione dell’ONU.
Le trattative per il definitivo riconoscimento del Kosovo con la Serbia sono in fase ragionevolmente avanzata ed il processo di trasformazione delle KSF vede l’Italia, dopo la firma dell’intesa, come partner strategico in prima linea accanto al Paese balcanico.

 

Nel corso dei colloqui, ai quali era presente anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, il ministro ha confermato la volontà di sviluppare forme di partnership strutturata e di mantenere il ruolo di partner regionale di riferimento del Kosovo, anche in relazione al percorso di avvicinamento alle Istituzioni europee.

A Pristina, presso Camp Film City – Casa Italia, la titolare della Difesa ha incontrato poi il personale della missione NATO KFOR (Kosovo Force) guidata dal Generale di Divisione dell’Esercito, Salvatore Cuoci.

“La guida italiana della missione NATO continua a riscuotere apprezzamento all’interno dell’Alleanza – ha detto il ministro – e da parte dei principali attori regionali, e a essere determinante per gli interessi italiani nella regione, contribuendo a salvaguardare il nostro ruolo strategico nei Balcani”.

L’intervento del ministro Trenta a Camp Film

L’Italia partecipa all’operazione KFOR con una media annua di circa 550 unità. Dalla sua istituzione nel 1999 la missione ha subìto progressive trasformazioni, mantenendo però immutato l’obiettivo finale di un “Kosovo pacificato, con istituzioni locali in grado di avere il pieno controllo della sicurezza, tanto da non richiedere più la presenza delle forze NATO”.

Nel suo saluto, la Trenta si è detta orgogliosa di come gli uomini e le donne del contingente italiano stiano onorando questo impegno. “Questo il modo migliore per lavorare per la pace – ha aggiunto – per costruire un efficace sistema di sicurezza collettiva. Grazie per quello che avete fatto, per quanto fate e per quanto continuerete a fare, con l’intelligenza, il coraggio, l’umanità di sempre”.

A Pec ha salutato gli uomini e le donne del Quartier Generale del Multinational Battle Group- West, ai quali ha rivolto il suo apprezzamento per quanto quotidianamente svolgono nell’ambito della missione. “Avete sostenuto uno sforzo davvero considerevole ed estremamente significativo – ha sostenuto – assistendo la popolazione e le istituzioni e realizzando importanti progetti”.

L’arrivo del ministro Trenta a a Pec-Peja

Infine il Ministro aveva visitato il Monastero di Decane e incontrato l’Abate, Padre Janjic Sav.

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