Francia, Il Presidente Macron ed il Governo fanno il punto sulle operazioni militari all’estero

Di Valeria Fraquelli

Parigi. Lo scorso 11 gennaio la Francia ha fatto il punto sulle operazioni militari all’estero. L”intento del Governo francese è sapere se ci sono stati progressi, quali sono le aree più critiche e, soprattutto, come sono utilizzate le risorse stanziate. Si è insomma voluto capire come i fondi stanziati vengano spesi, perché si possano ottimizzare le risorse e spenderle solamente dove e quando sia necessario, evitando sprechi inutili.

Dal resoconto dettagliato stilato alla fine della riunione tra il Presidente Emmanuel Macron ed i suoi ministri, in particolare il titolare della Difesa, Florence Parly, è emerso un quadro preciso e dettagliato della situazione.

Il Presidente francese Macron ed il Governo analizzano la situazione dei vari teatri operativi

I militari francesi all’estero sono impegnati in quattro missioni principali: LYNX 3 / eFP attiva nell’area baltica, BOIS BELLEAU 100 in collaborazione con la Marina degli Stati Uniti, l’operazione CHAMMAL che si snoda tra Iraq e Siria e la più famosa operazione BARKHANE che si concentra nei Paesi del G5 Sahel (Ciad, Niger, Mauritania, Burkina Faso e Mali).

La missione LYNX 3/ eFP fa parte della presenza avanzata dell’Alleanza Atlantica nei Paesi baltici che ha il compito di garantire la protezione assoluta del fianco orientale della NATO come richiesto dagli stessi Paesi dell’Europa orientale, sempre più inquieti a causa dei movimenti delle truppe russe, proprio a ridosso dei loro confini. La Francia ha deciso di distaccare per otto mesi un contingente tra Estonia e Lituania e per questo si è resa necessaria un’importante manovra logistica con tutte le difficoltà di trasportare materiali delicati e sofisticati nei boschi tra l’Estonia e la Lituania. In tutto sono stati portati alla base più di 100 contenitori e 132 blindati e veicoli pesanti che sono stati trasportati dai treni militari sui 600 chilometri che separano Tapa in Estonia da Rukla in Lituania dove il distaccamento è ora posizionato.

Le Forze Armate francesi forniscono alla missione un plotone di carri armati Leclerc, due sezioni su VBCI ed una sezione su VHM; i 300 soldati del distaccamento francese sono divisi in un combinato tattico sub-gruppo (SGTIA) dell’ordine di 200 soldati e un livello nazionale di sostegno nell’ordine di 100 soldati. L’equipaggiamento principale del SGTIA è diviso come segue: 4 serbatoi Leclerc, 9 VBCI, 4 VAB, 5 Lav e 5 VHM.

Il distaccamento ha raggiunto, ieri, la sua piena capacità operativa.

Mappa dell’operazione francese nell’est Europa.

La missione BOIS BELLAU, invece, si svolge quasi totalmente sul mare e vede una grande cooperazione tra la Marina francese e quella degli Stati Uniti. Le due Marine hanno dato vita ad una grandissima esercitazione congiunta chiamata “Alligator Thunder”, iniziata il 7 gennaio e conclusasi ieri. Hanno partecipato la USS Monterey insieme alla nave francese FDA Chevalier Paul integrata TF 50, scortate dalla portaerei statunitense Theodore Roosevelt.

L’Operazione CHAMMAL si snoda, invece, tra Siria e Iraq ed ha come obiettivo principale quello di mettere in sicurezza quest’area ed eliminare definitivamente le ultime sacche di resistenza del sedicente Stato islamico. Sono state effettuate varie missioni soprattutto a Baghdad, Mosul e nella provincia di Ninive. Nel corso di accurate perquisizioni sono stati rinvenuti parecchi ordigni artigianali e vere e proprie trappole esplosive che avrebbero dovuto essere usate per compiere attentati.

Armi di vario tipo e munizioni erano presenti in grande quantità in tutta la zona. Anche la valle dell’Eufrate è ancora considerata una zona molto pericolosa perché qui si sarebbero rifugiati molti jihadisti in fuga dalle città assediate.

La cosa primaria di cui occuparsi è l’accoglienza dignitosa degli sfollati civili nei campi profughi in attesa che possano ritornare alle loro case e riprendere la vita normale, L’assistenza medica e la continuità di istruzione per i giovani sono fondamentali per rendere questa brutta esperienza meno traumatica possibile.

In Iraq, il ritorno dei profughi è organizzato grazie agli sforzi congiunti del Ministero dell’immigrazione e delle autorità militari irachene. Anche in Siria la situazione umanitaria sta migliorando. L’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha riferito che circa 34 mila civili sarebbero ritornati a Raqqa in dicembre.

In questo contesto, il Generale Pai, rappresentante nazionale senior (SNR) della Francia, nonché responsabile delle azioni civile e militari del personale della coalizione, si è recato in Siria alla fine dello scorso anno. Ha incontrato i rappresentanti dei consigli civili di Raqqa e Tabqah ed ha visitato la sede della società di sminamento TETRATECH. Ha così avuto modo di rendersi conto quali siano le esigenze prioritarie delle popolazioni locali, alle quali la coalizione deve essere in grado di rispondere.

Durante questa Operazione sono state realizzate varie missioni sia a terra che in cielo; la Task Force Wagram ha realizzato 1062 missioni contro obiettivi terrestri, mentre l’aviazione ha realizzato ben 7653 raid mirati nel corso dei quali sono stati neutralizzati 2214 obiettivi sensibili.

Ultima, ma non certo in ordine di importanza, è l’Operazione BARKHANE (Operazione Barkhane), la più grande e costosa missione all’estero della Francia. Coinvolge i Paesi del gruppo G5 Sahel (Mali, Niger, Ciad, Mauritania e Burkina Faso) e vede la Francia in prima linea per aiutare le autorità locali e mettere in sicurezza le zone in cui si annidano le organizzazioni terroristiche locali, tutte ispirate allo Stato islamico o ad Al Qaeda.

L’Operazione BARKHANE, la più grande e costosa missione all’estero della Francia. Coinvolge i Paesi del gruppo G5 Sahel

In modo particolare Niger e Mali sono i due Paesi che più risentono della minaccia islamista e sono anche i due Paesi nei quali si è verificato il numero maggiore di attentati.

La zona più critica è quella a cavallo dei confini del Mali, Burkina Faso e Niger, chiamata il Liptako Gourma, o zona dei tre confini. Questa è una vasta area che si estende per circa 370 mila chilometri quadrati. Il cuore di questa zona corrisponde alla responsabilità della zona centrale della coalizione del Sahel. È il luogo di abusi regolari di gruppi terroristici armati.

Qui lo Stato islamico nel Sahara maggiore (GIE) e Ansarul Islam sono attivi. Si tratta di organizzazioni terroristiche colpevoli di numerosi attacchi contro la popolazione civile, prevalentemente con la posa di ordigni esplosivi improvvisati.

Anche l’Operazione Barkhane si occupa di migliorare le condizioni di vita dei civili locali attraverso programmi di aiuti, distribuzione di cibo, medicinali ed altri generi di prima necessità, costruzione di scuole ed ospedali.

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