La Marina Militare Italiana in missione antipirateria con Nave Espero

Operazioni di controllo antipirateria al largo della Somalia

Nave Espero in navigazione

Navi militare europee in missione congiunta nel Corno d’Africa.

Di Enrico Maria Ferrari

L’Italia torna a contribuire nelle operazioni di antipirateria grazie al contributo della fregata Espero nella missione “Altanta”, una iniziativa dell’Unione Europea (EUNAVFOR) nata con lo scopo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima lungo le coste del Corno D’Africa.

La missione è iniziata nel 2008 a seguito di risoluzioni Onu emanate per proteggere le navi mercantili che transitano tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano: partecipano a rotazione da 4 a 13 navi della UE eventualmente anche coadiuviate da supporto aereo.

L’Italia con la fregata Espero ha ripreso il suo contributo nella Task Force 465 secondo un programma di turnazioni delle nazioni partecipanti. L’ultima nave a partecipare alla missione era stata la fregata Euro, che ha terminato il mandato lo scorso settembre. L’equipaggio di nave Espero ha sostenuto intense esercitazioni antipirateria e di operazioni in mare prima di salpare da Taranto: è la seconda volta che la fregata viene impiegata nell’ambito delle operazioni navali della UE, il suo ruolo specifico sarà quello di pattugliare il Golfo di Aden e l’area somala, offrendo protezione ai cargo umanitari che trasportano aiuti nella zona. Le forze navali della UE eseguiranno anche un controllo dell’attività di pesca al largo della coste della Somalia.

Nave Espero, al comando del Capitano di Fregata Luigi Pirozzi, con un equipaggio di circa 200 persone, comprensivo dei team specialistici della Brigata Marina San Marco, del gruppo Operativo Subacquei e della Componente Aerea della Marina Militare con un elicottero AB212, sarà impegnata nell’operazione Atalanta per un periodo di circa quattro mesi. La Marina Militare Italiana partecipa alla missione dal 2009 e fino ad oggi ha impiegato nella aree assegnate più di dieci navi. La nave anfibia San Giorgio ha partecipato alla missione di soccorso del mercantile Buccanier sequestrato dai pirati: la San Giorgio è stata impegnata in supporto all’operazione interforze in vista di un eventuale intervento militare per liberare gli ostaggi.

Le acque del Corno d’Africa sono purtroppo state teatro negli scorsi anni di numerosi casi di pirateria anche con rapimento di ostaggi: secondo le statistiche ufficiali della missione europea in Somalia, il 2010 è stato l’anno peggiore con 47 casi di pirateria che sono andati via via diminuendo fino ad annullarsi quasi totalmente negli ultimi anni.

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