Le armi russe in grado di cambiare gli equilibri geopolitici

Stoccolma. Le armi russe preoccupano la NATO. Il giornale Svenska Dagbladet, nei giorni scorsi, ha pubblicato una lista di dieci nuovi tipi di armamento in grado di “cambiare gli equilibri” delle forze in Europa. Non deve sorprendere che gli svedesi siano particolarmente sensibili all’argomento.

Il Paese scandinavo ha, infatti, una lunga tradizione di allerta nei confronti dell’ingombrante vicino che ha spesso sconfinato negli spazi aerei e nelle acque svedesi. L’ultimo avvistamento è del 2014, ma il caso più famoso è sicuramente quello del 1981, quando un sottomarino sovietico di classe Whisky si incagliò nelle acque vicino alla base navale di Karlskrona.
In tempi recenti ci sono stati altri avvistamenti di sottomarini sulle coste del Baltico ed a riprova della preoccupazione svedese c’è il recente annuncio della reintroduzione della leva obbligatoria, ulteriore segno di un aumento della tensione tra Europa e Russia.
L’arma attualmente più pericolosa nell’arsenale russo è sicuramente l’RS-28 Sarmat, un missile balistico intercontinentale capace di trasportare testate nucleari 2000 volte più potenti di quelle che distrussero Hiroshima e Nakasaki. Il missile, (codice NATO “Satan2”) dovrebbe entrare in servizio nel 2018.

Il sistema di missile “Iskander” è, invece, un missile balistico a corto raggio armabile con testate nucleari: può essere anche armato con testate convenzionali anti bunker, bombe a grappolo ed anche missili elettromagnetici in grado di annientare sistemi radar.

Un altro sistema di missile particolarmente pericoloso è l’OTR-21 Tochka, un missile costruito nel 1976 e che, nella versione ammodernata, ha una gittata di 185 chilometri: è montato su un autocarro militare modificato ed è facilmente trasportabile: può essere armato anche con testate nucleari.

L’’OTR-21 Tochka, un missile costruito nel 1976 e che, nella versione ammodernata, ha una gittata di 185 chilometri.

L’S-400 è “l’orgoglio e la gloria della difesa missilistica russa” scrive il giornale svedese. E’ un sistema di difesa aerea capace di distruggere missili e aerei nemici, potendo controllare simultaneamente fino ad 80 mezzi in volo.

Per quel che riguarda l’aviazione uno degli aerei più avanzati è il Sukhoi Su-34 , codice NATO “Fullback”. E’ un bombardiere risultato particolarmente efficace nella recente campagna in Siria, con autonomia di volo di 4.500 chilometri e quota di tangenza di 17.000 metri.

Un Sukhoi Su-34 , codice NATO “Fullback”

Il giornale svedese si sofferma poi a parlare di quello che viene definito il “nuovo super sottomarino russo”, chiamato Progetto 955, noto come Classe Borei. E’ un sottomarino nucleare più piccolo di quelli di classe Akula, più manovrabile e meno rilevabile dai sonar: è armato con missili convenzionali o nucleari.

In generale le Forze Armate russe, che hanno subito una importante riduzione di budget dal 1991, data dello smembramento dell’Unione Sovietica, hanno sostanzialmente riacquistato potenza e mezzi con l’arrivo di nuove armi e con massicce esercitazioni su larga scala, nota il giornale svedese.

Nel 2017 le Forze Armate russe verranno dotate di 41 nuovi missili balistici, 170 aerei da guerra, 905 veicoli corazzati e 17 nuove navi da guerra.

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