Le decisioni sconvolgenti di Trump

Di Pierpaolo Piras

Roma. Trump ha preso una decisione, anzi due.

La prima è quella di ritirare gli USA dal “Nuclear Deal” del 14 luglio 2015 , Joint Comprehensive Plan of Action, in acronimo JCPOA, firmato dai cinque del Consiglio dì Sicurezza ONU , USA, Inghilterra, Russia, Francia, Cina e la Germania più l’Iran. Un Patto, è bene ricordarlo, allora definito “storico”, che poneva fine alla politica estera aggressiva iraniana dopo l’affermazione politica del regime teocratico degli Ayatollah, avvenuto nel 1979.

La seconda quella di varare nuove più aspre sanzioni economiche e diplomatiche verso l’Iran. In realtà il dissenso USA verso quell’accordo covava da un pezzo. Le sconcertanti rivelazioni, esposte in pregevole stile da relatore congressuale, da Netanyau sull’ arsenale nucleare,  abilmente occultato, dell’ Iran hanno, probabilmente, affrettato le decisioni di Trump.

Il Presidente Usa, Donald Trump

“Now we have the final proof” (Ora abbiamo la prova definitiva). Con questa frase perentoria espressa nell’ultimo comunicato alla Casa Bianca ( https://www.youtube.com/watch?v=-QiMvernIL0 ) , Trump annuncia solo certezze sul comportamento inaffidabile e menzognero del Governo Iraniano rispetto agli accordi del 2015, facendo propri i gravi elementi di prova emersi dall’indagine del Mossad.

L’applauso di Israele ed Arabia Saudita non tarda a farsi sentire. Le due erano le grandi escluse dall’ accordo del 2015 senza mai negare il loro dissenso.

Nella stessa occasione Trump si prolunga in non meno gravi accuse , denunciando L’Iran come finanziatore di Gruppi terroristici , come gli Hezbollah, attivi un po’ in tutto il calderone medio orientale.

Va da sé che alla base del conflitto stanno formidabili interessi economici passanti per il petrolio e gli enormi giacimenti di gas territorialmente in comune con alcuni Stati adiacenti. Il passaggio dei gasdotti ed oleodotti attraverso quelle lande complica ed aggrava ancora di più il ruolo e le intenzioni dei protagonisti.

Le diplomazie europee non assumono una posizione chiara , preferendo affermazioni più interlocutorie.

 

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