Le spese per la difesa dei Paesi Nato

 

La NATO raccoglie regolarmente i dati delle spese di difesa degli Alleati e presenta rapporti aggregati e sottoinsiemi di queste informazioni, ogni Ministero della Difesa dell’Alleanza riferisce le spese attuali e previste per la difesa futura secondo una definizione concordata di spese di difesa. Gli importi rappresentano i pagamenti da parte di un governo nazionale effettivamente realizzati o da compiere nel corso dell’anno fiscale per soddisfare le esigenze delle sue forze armate, quelle degli alleati o dell’Alleanza. La NATO si avvale inoltre di informazioni economiche e demografiche aggiornate presso la Direzione Generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea (DG ECFIN) e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). In considerazione delle differenze tra la definizione delle spese di difesa della NATO e le definizioni nazionali, le cifre riportate nelle relazioni possono divergere notevolmente da quelle citate dai mezzi di comunicazione, pubblicati dalle autorità nazionali o dai bilanci nazionali

I grafici riportano una fotografia fedele delle spese per la difesa sostenute dai paesi dell’Alleanza, con notevoli differenze. Si scopre ad esempio che gli USA sono il primo paese in termini di spesa rapportata al proprio PIL (3,58%) mentre il Lussemburgo è l’ultimo Paese, con un 0,44%. L’Italia per la difesa spende l’1,13% del suo Pil, al di sotto della soglia del 2% raccomandata dalla Nato. Al secondo posto, con una certa sorpresa, si piazza la Grecia seguita da Estonia e regno Unito. La Germania spende poco più dell’Italia, mentre la Spagna spende meno.
Molto interessanti sono anche i trend di spesa: dal 1989 (quindi dalla fine della Guerra Fredda) ad oggi le spese si sono quasi dimezzate ovunque, con una improvvisa fiammata nel periodo 2007-2010.
I dati possono essere scaricati in formato PDF cliccando qui, oppure in formato Excel cliccando qui.

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