Leonardo, il nuovo munizionamento Vulcano. Parla Massimo Gualco, responsabile marketing e vendite della Divisione Sistemi Difesa: “Le artiglierie terrestri e navali potranno operare a range tre volte superiori a quelli standard con accuratezza metrica”

Roma. Il nuovo munizionamento “Vulcano” di Leonardo farà fare al sistema dell’artiglieria italiana una sorta di salto di qualità.

Report Difesa ha intervistato Massimo Gualco, responsabile marketing e vendite della Divisione Sistemi Difesa di Leonardo.

Con il nuovo munizionamento Vulcano che tipo di vantaggi avranno le artiglierie terrestri e navali?

Vulcano è un munizionamento guidato che estenderà il ruolo dell’artiglieria a missioni non effettuabili con i sistemi convenzionali.

Per l’artiglieria navale: NSFS da distanza di sicurezza per la nave con tiri oltre l’orizzonte e ASuW con bersagli in movimento in modalità fire and forget, in supporto a truppe operanti a terra, possibilità di neutralizzare target puntualiquali postazioni e obiettivi strategici e tanto altro.

Per l’artiglieria terrestre: sostanzialmente come per il navale, esecuzione (in condizioni all-weather) di missioni per le quali ad oggi viene richiesto il supporto aereo, minore necessità di re-supply, inferiore carico logistico, grazie al numero minore di munizioni necessario ed un uso più sicuro in aree densamente popolate.

Vulcano GLR

Tecnicamente che potrà accadere?

Le artiglierie terrestri e navali potranno operare a range tre volte superiori a quelli standard con accutatezza metrica.

Si potrà far entrare un colpo in una finestra a 85 chilometri di distanza. Si potrà colpire, appunto, una nave oltre la linea dell’orizzonte o annientare un nido di mitragliatrici che tiene sotto tiro i nostri soldati senza far partire elicotteri ed in ogni condizione meteorologica. Si potranno effettuare missioni impossibili nelle attuali condizioni anche entro il range dove oggi operano le artiglierie tradizionali. Insomma, si potrà completare la missione con costi inferiori ma soprattutto con intensità proporzionale alla minaccia e bassissimo tasso di danni collaterali.

Il sistema dell’artiglieria deve tenere conto di una serie di fattori, appunto quello dei “danni collaterali”. Questo munizionamento riduce i rischi di errori?

La riduzione dei danni collaterali è ottenuta su tutto il range di utilizzo grazie alla accuratezza che è estrema e indipendente alla distanza ed alla scalabilità dell’efficacia che è modificabile attraverso la selezione a priori dell’angolo di impatto. La munizione contiene, inoltre, delle logiche on-board di valutazione real time della traiettoria che possono condurre alla sua inertizzazione.

In definitiva, si riduce la possibilità di danni collaterali in misura davvero inimmaginabile, sia per la precisione del sistema che per l’estrema focalizzazione degli effetti della testa in guerra.

Che differenza c’è tra il cosiddetto “munizionamento intelligente” acquisito dal 5° Reggimento Artiglieria Terrestre dell’Esercito ed il Vulcano?

Non mi risulta vi sia differenza. È il Vulcano. Parlerei però di munizionamento guidato, non intelligente. Un sistema intelligente prende decisioni in modo autonomo. Vulcano è un sistema esperto. Uno dei componenti essenziali del Vulcano è il “Vulcano module” che in base agli elementi di scenario provvede soluzioni di tiro.

Sono previsti corsi per migliorare le conoscenze di questo nuovo sistema d’arma?

Certamente. E’ raccomandata un’attività addestrativa per conoscere al meglio il nuovo sistema particolarmente in relazione alle logiche di impiego.

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