Libano, da Riad si dimette il premier Saad Hariri. Gravi accuse di ingerenze all’Iran

Beirut. Il primo ministro libanese, Saad Hariri, ha annunciato, oggi, da Riad mentre era in visita (la seconda in cinque giorni) le sue dimissioni da primo ministro. Lo ha fatto dal canale Al Arabiya.

Il premier libanese dimissionario Saad Hariri

Hariri ha accusato Hezbollah e l’Iran di ingerenze nel mondo arabo. Non solo, ha poi aggiunto di temere per la propria vita. Anche se in un comunicato delle Forze Interne di Sicurezza libanesi hanno detto di non disporre di “alcuna informazione su questo supposto attentato”.

Non è la prima volta che Hariri dice di temere un attentato. Già nel 2005 se ne andò in volontario esilio a Parigi e Riad. Fu poi la sanguinosa ondata di attentati jihadisti del 2015 che lo costrinse a negoziare sotto banco con l’Iran e l’Arabia saudita per preservare la stabilità interna del Libano.

Un accordo politico che sbloccò due anni e mezzo di instabilità politica e che lo portarono alla guida del Governo.

Sunnita, è figlio del miliardario libanese Rafic Hariri, ucciso il 14 febbraio 2005 dall’esplosione di un’auto-bomba a Beirut, mentre passava davanti all’Hotel St. George. Insieme a lui morirono alcune delle sue guardie del corpo e il suo amico ed ex ministro dell’Economia Bassel Fleihan. La Siria fu accusata dell’omicidio.

L’attentato a Rafic Hariri

Saad fu nominato lo scorso anno (su 127 deputati ottenne 110 voti favorevoli). Leader del Partito futuro, Hariri fu sostenuto da Forze libanesi, Unione democratica, Resistenza e di altri parlamentari indipendenti. Gli sciiti di Hezbollah si astennero così come i membri di un piccolo Partito filo siriano. Hariri aveva sostenuto l’elezione alla Presidenza della Repubblica del Generale Michel Aoun, dopo una dura opposizione che durava dal 2014.

Il premier dimissionario ora punta il dito contro gli sciiti e l’Iran, le cui interferenze ha detto “hanno causato gravi problemi con i nostri vicini arabi ed ha imposto una realtà con la forza delle armi”. Evidenzia poi come il suo Paese si “solleverà, coma ha già fatto nel passato” e si opporrà con la forza a chi dovesse mettere, dall’esterno, le mani sul futuro del Paese.

La notizia ha messo in agitazione la gente che teme lo scoppio di un altro conflitto tra sunniti e sciiti. Non solo. Molti libanesi sono arrabbiati con Hariri per il fatto che non ha comunicato le sue intenzioni di dimettersi in Parlamento ma in televisione.

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