Libano del Sud, intervista al Generale di Brigata Paolo Fabbri comandante del settore Ovest di UNIFIL: “L’addestramento delle LAF è importante per l’intero contingente”

Shama (Libano del Sud)dal nostro inviato. La presenza, per la prima volta, nella sua lunga storia iniziata nel 1949, della Brigata Julia, erede dell’omonima Divisione, in Libano costituisce una grande novità.

La Brigata non è nuova alla partecipazione alle varie missioni di pace per il mondo, ad iniziare dal 1993, quando in novembre i suoi uomini furono chiamati a partecipare all’ONUMOZ (https://peacekeeping.un.org/en) con il contingente “Albatros” in Mozambico. Non dimenticando quelle in Albania, Kosovo, Afghanistan. E proprio in questo Teatro, la Brigata ha lasciato un grande tributo di sangue. Hanno perso la vita il Caporal Maggiore Scelto Gianmarco Manca, il Caporal Maggiore Scelto Francesco Vannozzi, il Caporal Maggiore Scelto Sebastiano Ville, il 1° Caporal maggiore Marco Pedone ed il Caporal Maggiore Matteo Miotto del 7° Reggimento Alpini, il Caporal Maggiore Scelto Luca danna dell’8° Reggimento Alpini ed il Tenente Massimo Ranzani del 5° Reggimento Alpini.

Qui in Libano, alla guida del suo comandante il Generale di Brigata Paolo Fabbri che è anche comandante del Sector West di UNIFIL, la Julia ha messo a frutto, tra l’altro, la configurazione “trinazionale” di Multinational Land Force (MLF) con militari oltre che italiani anche sloveni ed ungheresi.

Report Difesa lo ha intervistato.

Il Generale di Brigata, Paolo Fabbri

Comandante, quali sono i compiti dei militari italiani in Libano sotto le bandiere di UNIFIL?

Ci basiamo su precisi mandati delle Nazioni Unite. UNIFIL è una missione dell’ONU con una componente civile ed una militare al comando di un’unica persona. La componente militare ha il compito di verificare che sia rispettata una linea immaginaria quali sono i blue barriors, formata da bidoncini di colore blu come quello dell’ONU, posti lungo una linea concordata nel 2000 tra Israele e Libano.

La nostra area di competenza è sotto il fiume Litani. Il nostro compito è verificare che non ci sia presenza di armi, né di persone armate, escluse le Forze Armate libanesi. Sempre dal punto di vista militare, dobbiamo verificare che tutto quello che è stato firmato negli accordi sia rispettato. Qualora questi non venissero rispettati, scriviamo i rapporti al Comando UNIFIL di Naqoura e di conseguenza a quello di New York delle Nazioni Unite.

UNIFIL

In cosa consiste la compilazione di questi rapporti?

Descriviamo il chi, il dove, il come, il quando ed il perché sia avvenuto un evento. Essi possono essere sostanziati anche da immagini e da foto. Segnaliamo tutto quello che avviene lungo la Blue Line. Gli accordi sono molto chiari tra Israele e Libano: nessuno può attraversare, senza autorizzazione, questa linea immaginaria che ripeto non è un confine ma una linea di rispetto degli accordi del 2000 tra i due Paesi. Rispetto al passato, quando accadeva un evento e vedevi una postura molto aggressiva dei soldati israeliani, oggi questo non avviene, anche grazie all’utilizzo di sistemi di controllo elettronici.

Quali sono le attività che fate con le Forze Armate Libanesi (LAF)?

Le addestriamo per accelerare le loro capacità di essere pienamente capaci come Forza Armata.

Per il settore di nostra competenza, operiamo con la 5^ Brigata delle Forse Armate Libanesi, Nel Sud del Libano, avevano tre Brigate, una è stata dislocata a Nord-Est del Paese e qui ne sono rimaste le altre due.: 5^ e 7^. Con l’istituzione del 5° Reggimento di Intervento Rapido, comandato da un Generale di Brigata, le LAF hanno risolto il gap che avevano in termini di uomini.

Questo Reggimento lavora con entrambi i settori, West e East, di UNIFIL. I rapporti sono eccellenti. Ogni mese stiliamo un “catalogo addestrativo” molto flessibile. dove veniamo incontro alle esigenze dei colleghi libanesi, contando sul fatto che sono sempre operativi. Sono attività che durano il tempo necessario, massimo una settimana. Il risultato è molto eccellente.

La 3^ Brigata che è stata spostata era contermine alle prime due, creando un vuoto. Da ricordare che le Brigate libanesi che insistono su questo territorio sono più piccole di quelle italiane (circa 2.500 uomini)

UNIFIL ha anche una componente marittima rappresentata da MARITIME, al comando di un Contrammiraglio brasiliano. Operano una nave greca, una turca, una indonesiana ed una brasiliana. Le loro attività sono simili a quelle della Guardia Costiera italiana,

Addestrare le LAF porta vantaggi anche ai nostri militari?

Certamente. Facendo addestramento alle LAF, i miei soldati di qualsiasi Nazione essi rappresentino, tenendo conto che che nel settore Ovest operano, al momento 15 Paesi, conoscono i loro colleghi libanesi ed i libanesi conoscono i nostri. La conoscenza tra Forze militari è importante.

Fa bene l’Italia con i colleghi della MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano) a fare attività formative avanzate con le LAF. Noi, invece, ci concentriamo di più su altri tipi di addestramento. Facciamo più corsi di aggiornamento, dove c’è molta più pratica. Ne abbiamo fatto uno di tre giorni su come si utilizza una radio nei collegamenti a diversi livelli.

Venti anni fa grazie all’intuizione dell’allora ministro della Difesa, Benianimo Andreatta fu possibile creare la Multinational Land Force (MLF). Oggi in Libano cosa ha prodotto sul terreno?

Nel 1998 ero Capitano, quando fui assegnato alla Sezione Operazioni dell’Ufficio Operazioni, Addestramento ed Informazioni della Brigata Julia. Improvvisamente ci dissero che si voleva creare la MLF. Era una sorta di laboratorio militare per accelerare competenze e capacità militari di Italia, Slovenia ed Ungheria. Tre Paesi storicamente molto legati.

L’allora ministro della Difesa, Andreatta con il Segretario alla Difesa Usa, Cohen

Questa Unità militare è servita ad accelerare determinati accadimenti che stavano avvenendo, come la costruzione che fu fatta dell’autostrada Trieste-Budapest, via Lubiana. Per la prima volta si parlava di non usare più il passaporto. Usando l’accordo militare si è dato così un notevole sviluppo diplomatico e di relazioni tra questi Paesi. Accelerando anche l’entrata nell’Alleanza atlantica e nell’Unione europea della Slovenia e dell’Ungheria.

Fu un’idea lungimirante non solo da parte italiana ma di tutti e tre i Paesi. Nel 2013 e nel 2015 c’è stato poi un ampliamento con gli Stati osservatori quali Austria, Croazia, Albania (si parlava anche di un interessamento del Montenegro). Nel 2016, Austria e Croazia hanno partecipato alle esercitazioni militari di MLF. Ogni anno c’è un’esercitazione di Posti Comando, seguita l’anno dopo da una con truppe dislocate sul terreno, possibilmente a fuoco reale. Vengono utilizzati, a turno, i poligoni italiani, sloveni, ungheresi.

Nel 2016 fu fatta quella per i Posti Comando che serviva come validazione, perché la Brigata Julia in configurazione MLF sarebbe è diventata uno dei due Battle Group europeo di Risposta Rapida per Bruxelles (l’altro è al comando della Francia). Oltre ai croati che hanno partecipato nella Comunicazione operativa e di Polizia Militare sono intervenuti anche gli austriaci che hanno dato il loro contributo con uno Squadrone elicotteri da ricognizione.

Nel 2017 siamo andati in Ungheria, non dislocando però truppe sul terreno ma facendo un’esercitazione di staff con croati ed austriaci. Un’esercitazione molto importante in quanto propedeutica a quella dell’anno dopo.

In Libano siamo in MLF allargata che, secondo gli accordi, si chiama Defence Cooperation Iniziative. Alla MLF partecipano una Compagnia del Genio croato, inquadrata nel nostro Battaglione di Supporto al Combattimento, una componente austriaca che ha propri uomini dislocati a Naqoura per la Logistica (qui a Shama ha un distaccamento CBRN).

Esercitazione CBRN

Gli sloveni sono presenti con un distaccamento operativo di ricognizione avanzata ed ufficiali di staff. Mentre gli ungheresi si occupano dell’individuazione di ordigni esplosivi. E poi ci siamo noi italiani su base 7° Reggimento Alpini di ITALBATT  con la componente di Cavalleria del Piemonte Cavalleria (2°). A questo aggiungiamo la componente Trasmissioni data dall’11° Reggimento “Leonessa” di Civitavecchia (Roma) ed il Reggimento Logistico Julia di Merano (Bolzano).

Generale, lei gira molto nell’area di sua competenza. Incontra autorità politiche, religiose e tante altre persone. Quali sono le cose positive che riscontra?

UNIFIL è una missione che quest’anno ha compiuto 40 anni e che ha visto l’Italia contribuire dal 1979 con la componente elicotteri. In questyi ultimi 12 anni, da quando è iniziato quello che qualcuno chiama UNIFIL 2, i libanesi hanno fatto tantissime cose positive. I sindaci continuano nel percorso di miglioramento partendo dalla stabilità, per dare sicurezza ai loro cittadini e così puntare allo sviluppo economico. Uno dei pilastri di UNIFIL è aiutare, con progetti di impatto immediato, proprio i sindaci. Quando li incontro riscontro sempre una loro progettualità. Non hanno bisogno del “subito” ma hanno idee chiare per quanto riguarda l’istruzione, l’assistenza sanitaria nei loro villaggi, il mantenimento delle infrastrutture quali le strade, gli impianti idrici, l’energia elettrica, le fognature.

Non mi sarei mai aspettato di vedere tutto questo. Ritengo fuorviante la presenza di grandi o piccole ville, alcune con piscina, presenti nel Libano meridionale. Stiamo parlando di un’aerea che anche ai tempi dei combattimenti con Israele viveva di agricoltura. I grandi guadagni qui non ce ne sono mai stati. I libanesi che sono emigrati, con un titolo di studio e con una buona dose di intraprendenza, sono partiti verso mete quali l’Europa, l’America settentrionale e meridionale, l’Africa. Qui hanno aperto attività commerciali e professionali, facendo fortuna. La forza del libanese è di tornare sempre nel suo Paese, costruendosi una casa nel villaggio da dove era partito. Siccome i libanesi ci tengono a far vedere di avere fatto successo si costruiscono abitazioni molto grandi per trascorrerci i periodi di vacanza o per tornarci a vivere nel futuro.

I villaggi che si trovano in una situazione meno favorevole sono quelli dell’interno. Dove si hanno reti viarie, idriche (acque bianche) carenti. Vengono perciò scavati i pozzi per attingere acqua. La stessa luce elettrica viene fornita in forma razionata. Quando parlo con i sindaci di questi villaggi mi viene detto che vogliono la realizzazione di un Piano nazionale per le energie alternative, visto che importano tanta energia.

Generale, quali sono i rapporti con il suo collega che comanda il settore Est di UNIFIL? Che tipo di collegamenti ci sono?

La Spagna comanda un contingente di 8 Nazioni. Il cambio dei loro comandanti avviene circa un mese dopo il nostro. Ho avuto modo di conoscerne due. Entrambi capaci. Ci sono colloqui quotidiani. Entrambi abbiamo accelerato la spinta operativa della missione UNIFIL, dando un forte segnale sia al Libano che ad Israele, oltre che alla sede centrale dell’ONU a New York.

Ci sono esercitazioni congiunte?

Ci sono quelle di UNIFIL ogni sei mesi. La prossima dovrebbe essere per dopo agosto.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore