Libano, il Generale Sganga, comandante del contingente italiano incontra esponenti religiosi della comunità greco-melchita e serba

Tiro. Nella cattedrale di San Tommaso, a Tiro, si è avuto oggi un importante incontro con la comunità religiosa greco-melchita. Il comandante del contingente italiano in Libano, Generale di Brigata Rodolfo Sganga ed una piccola delegazione di militari del Settore Ovest di UNIFIL hanno incontrato, in occasione della sua prima visita nel Sud del Paese dei cedri, Youssef Absi il Patriarca greco-melkita di Antiochia, Gerusalemme, Alessandria e di tutto l’Oriente.

Un momento della cerimonia

Youssef Absi è stato eletto capo della comunità lo scorso 21 giugno dal Sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica greco-melchita e, il 22 giugno scorso, Papa Francesco gli ha concesso la comunione ecclesiastica.

L’incontro è stato preceduto da una celebrazione religiosa  svolta secondo le tradizionali varianti greche del rito bizantino, varianti grazie alle quali i melchiti sono anche conosciuti come “Cattolici orientali”, “Cattolici bizantini” o “Greco-cattolici” e si distinguono da altri cristiani d’Oriente poiché usano come lingua liturgica, accanto al greco, anche l’arabo.

La Chiesa cattolica greco-melchita che conta circa 1.700.000 fedeli estende la sua giurisdizione su tutti i fedeli cattolici di rito bizantino residenti nel territorio degli antichi patriarcati di Antiochia, di Gerusalemme e di Alessandria d’Egitto, e su quelli della diaspora.

Un altro incontro religioso si è tenuto a Shama tra il vescovo della Chiesa serba Jovan ed i militari del contingente italiano della missione UNIFIL.

Il vescovo serbo ed il Generale Sganga

L’incontro ha assunto un valore particolare per lo speciale legame che lega il Vescovo Jovan alla Brigata Paracadutisti Folgore la quale, da metà ottobre, è al comando del settore Ovest della Missione UNIFIL e costituisce il grosso delle Forze dispiegate nel Libano meridionale.

Il vescovo, che ha incontrato il Generale di Brigata Rodolfo Sganga,  i paracadutisti del 183° Reggimento “Nembo” e del Savoia Cavalleria nonché i colleghi serbi schierati a fianco dei militari italiani,  oltre ad essere anch’egli paracadutista, è rimasto legato alla Folgore sin dagli anni dell’impiego dei baschi amaranto nei conflitti nei Balcani.

La Folgore, grazie all’impegno profuso per la tutela della comunità serba all’inizio degli anni 2000, fu insignita, prima unità militare nella storia, della prestigiosa Croce di San Sava.

Inizialmente istituito dal Re Milan I di Serbia per compensare civili meritevoli nelle arti e nelle scienze, dopo il 1914 l’ Ordine di San Sava venne concesso anche ai militari e, da dopo la caduta della monarchia serba, dal 1945 l’Ordine venne ripristinato dalla chiesa ortodossa serba.

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