Libano, pressing della Ue sulla politica interna

Beirut. Sul futuro della politica interna del Libano c’è il pressing dei ministri degli esteri dell’Unione europea.

I 28 Stati europei spingono il piede sull’acceleratore affinchè il Governo di unità nazionale di Beirut, formato a dicembre 2016, indica al più presto le consultazioni nazionali per garantire un processo trasparente e tranquillo, dopo che per tanti anni di tentativi e contrasti, finalmente, il Paese dei cedri ha un presidente della Repubblica nella persona di Michel Aoun, nell’ottobre scorso.

Il presidente del Libano, Michel Aoun.

L’Unione europea si è detta pronta a dare tutto il suo appoggio al processo democratico e ha chiesto a tutte le forze politiche di avere uno spirito costruttivo per garantire il funzionamento delle istituzioni e rispondere alle sfide politiche, di sicurezza e socioeconomiche per far sì che il Paese mediorientale possa, finalmente, arrivare allo sviluppo. Ma per questo servono riforme urgenti, come le hanno definito i rappresentanti della politica estera europea.

Nello stesso tempo, vista la situazione della sicurezza nell’area mediorientale, i ministri hanno sottolineato l’esigenza di continuare nel processo di rafforzamento della cooperazione contro il terrorismo e per prevenire casi di radicalizzazione, legata ai movimenti islamici. Per questo la Ue continuerà nell’appoggio alle forze armate libanesi (LAF, Lebanese Armed Forces) così come la missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite (UNIFIL, United Nations Interim Force in Lebanon, presente in Libano da dopo la risoluzione ONU 425, adottata il 19 marzo 1978 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell’invasione del Libano da parte di Israele; successive risoluzioni hanno prorogato, con cadenza semestrale, la durata della missione).

Un altro punto importante dell’appoggio europeo alla politica libanese riguarda la questione dei rifugiati provenienti dalla Siria. I rappresentanti dei 28 hanno promesso che continuerà la cooperazione europea per migliorare la situazione dei rifugiati stessi, per garantire i loro diritti e la loro protezione. Il Libano ha, infatti, messo in atto un piano di sforzi eccezionali per accogliere oltre un milione di rifugiati siriani. Così come prosegue il sostegno ai rifugiati palestinesi, compresi quelli che sono fuggiti recentemente dalla Siria.

Da parte dei 28 ministri degli Esteri della Ue è stato poi riconosciuto il forte impatto della crisi siriana in Libano.

L’auspicio è che il Paese dei cedri resti fuori dai conflitti regionali. Anche perchè, per l’Unione europea, la libertà e la diversità del Libano sono un modello per tutta l’area del Medio Oriente.

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