Libia, dopo l’arresto di Ashmawi l’Egitto chiede la sua restituzione. Mano pesante di Haftar sugli autori delle violenze a Tripoli

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. L’Egitto compiaciuto della cattura del terrorista Hisham Ashmawi, ha chiesto ufficialmente all’Esercito del Generale Haftar, il ritorno dell’uomo in patria. Lo sostiene Libia News.

Hisham Ashmawi e Mari Abdel Fattah Khalil, noto come Mari Zoghbya, accusati di atti terroristici

Arrestato dall’Esercito nazionale libico, nel distretto di al-Maghar, la zona più antica di Derna, Ashmawi dovrà essere giustiziato nel suo Paese per aver compiuto numerosi crimini.

In seguito alla notizia trapelata dai media libici secondo i quali, l’uomo arrestato per terrorismo, ha chiesto di essere indagato dalle autorità libiche, il Presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha prontamente risposto che “l’Egitto vuole recuperare l’ufficiale per punirlo dei crimini commessi”.

Haftar e Al Sisi

Ricordiamo che l’ex ufficiale risulta essere il primo ricercato nella terra del Nilo ed è già stato condannato a morte dalla Corte del Cairo meridionale per i numerosi atti terroristici che hanno causato il decesso di numerose persone. Una sua presa in carico presso i Tribunali libici, lo allontanerebbe dalla sentenza già pronunciata in Egitto.

Ashmawi, descritto come uno dei più pericolosi elementi terroristici stranieri in Libia, è divenuto l’emiro dell’organizzazione di Al-Qaeda a Derna e si è radicato nella città costiera da quando è fuggito dall’Egitto 4 anni fa.

Sempre secondo Libia News, l’esperto dei gruppi islamici Kamal Habib, ha dichiarato che Ashmawi sarà consegnato presto all’Egitto. In un’intervista ad Asharq Al-Awsat, l’esperto ha sostenuto che la cooperazione tra Egitto e Libia consente questa procedura, “specialmente sotto il controllo del comandante in capo dell’Esercito nazionale ad Est del Paese”.

Habib ha fatto anche riferimento ad informazioni relative al trasferimento dei Servizi di sicurezza egiziani in Libia per organizzare il rimpatrio di Ashmawi, sottolineando che “la sinergia tra le due Forze, consolidatasi anche nel recente passato, ha permesso di fermare questi elementi terroristici. Elementi che sono stati causa di minaccia sia per l’Egitto che per la Libia”.

Ed è proprio sugli innegabili successi portati avanti dall’Esercito nazionale libico contro la lotta al terrorismo nell’Est del Paese che l’Egitto cavalca l’onda delle numerose vittorie contro l’IS e Al-Qaeda operate dai militari del Generale Haftar, per riproporre l’unificazione dell’Esercito avanzata nel novembre del 2017 agli alti ufficiali libici.

L’Egitto, desidera evidenziare come questi successi, abbiano sottolineato ancora una volta, la grande importanza della Forza armata nel ripristinare la sicurezza e la stabilità del Paese. Regione, la Libia, che continua a soffrire di un cancro non più nascosto e che è stato ed è generatore di caos nella sicurezza di Tripoli.

La capitale ha iniziato la sua lotta contro un male fino ad ora emarginato. Un male che si sta radicando attraverso milizie jihadiste armate, già presenti nelle regioni meridionali del Paese, dove continuano a violare il territorio ed a colpire i suoi abitanti.

Alla luce di questa situazione è stata riattivata la questione dell’unificazione e dell’establishment militare libico. Le relazioni dei media hanno indicato che gli sforzi, per cercare di unificare l’esercito, riprenderanno presto nella capitale egiziana del Cairo.

Al-Haddad, comandante del Consiglio presidenziale della zona militare centrale libica, ha dichiarato al quotidiano Al-Dustour che questi incontri saranno testimoni della firma di un accordo definitivo per l’unificazione dell’establishment militare. A quanto rilasciato al quotidiano, la firma sarà posta alla presenza del comandante in capo dell’Esercito Nazionale Libico, Maresciallo Khalifa Haftar e del capo del Governo nazionale di riconciliazione Fayez Al-Sarraj.

Il Generale di Brigata Ahmed Al-Mismari, portavoce del Comando generale dell’Esercito nazionale libico, ha confermato la ripresa dei colloqui per unire l’establishment militare al Cairo, ma senza specificarne la data.

Nonostante questi segnali positivi, alcuni temono che gli sforzi falliranno a causa delle profonde divergenze politiche tra i partiti nell’Est e nell’Ovest della Libia e il rifiuto delle milizie di rinunciare alle armi per l’Esercito.

L’Egitto che è stretto alleato della Libia,ha un ottimo rapporto con il Feldmaresciallo. Ma da qui a dire che possa essere possibile una pacificazione tra i due Eserciti è ancora cosa da definire. Il dubbio viene sollevato ulteriormente, dalla dichiarazione rilasciata da un ufficiale vicino ad Haftar e che rende l’idea di accorpamento ancora più lontana.

L’Esercito del Generale sta seguendo un disegno preciso e una pianificazione che, a quanto pare, sono ben lontane da un’idea di fusione. Stando sempre, a quanto riportato da Libia News, la “prontezza dell’Esercito” come è definita dal Feldmaresciallo è allertata ad assicurare qualsiasi processo elettorale nel Paese, soprattutto nelle aree sotto il suo controllo.

Sembra che gli accordi logistici per iniziare il processo di liberazione della capitale siano in via di completamento. Tutto sta accadendo alla luce dei nuovi progressi sulla sicurezza portati avanti da Haftar. Il Generale che ha proseguito incessantemente i suoi sforzi nella lotta al terrorismo ha lanciato dieci nuovi battaglioni e un cospicuo numero di militari per la regione occidentale.

Uomini di Haftar al confine con il Ciad

Questi sviluppi, seppur portatori di risultati sulla sicurezza, confermano che Haftar si prepara segretamente all’azione militare verso Tripoli. Ma non basta la buona riuscita della lotta all’IS in Libia, per rasserenare gli animi.

La bella notizia non riesce a celare il progetto del Feldmaresciallo che preoccupa le Nazioni Unite e non solo. Gli sforzi portati avanti da Ghassan Salameh e dai diversi Paesi occidentali che aspirano alla risoluzione della crisi libica, rischierebbero di essere vanificati.

L’inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salameh

Il Comando generale delle Forze armate della Libia ha dichiarato che la sicurezza delle elezioni rientra nella responsabilità nazionale, nelle leggi e nei regolamenti costituzionali che disciplinano il lavoro dei militari. L’obiettivo sarebbe quello di proteggere il processo democratico e il pacifico trasferimento di potere.

A conferma di quanto detto, fonti vicine ad Haftar hanno dichiarato al giornale Asharq Al-Awsat, che di recente sono stati formati 10 nuovi Battaglioni di sicurezza, inclusi sei per la regione occidentale, attualmente equipaggiati a Bengasi nell’Est del Paese. Questi Battaglioni hanno un livello di addestramento superiore. Le fonti hanno altresì rivelato, che pochi giorni fa, si è tenuto un incontro di alto livello tra ufficiali dell’esercito a circa 140 chilometri a Sud-Ovest di Tripoli.

Secondo un ufficiale libico: “Le unità del Comando Generale dell’Esercito Nazionale sono presenti e pronte ad eseguire qualsiasi ordine, ma non ci sono al momento istruzioni per iniziare l’intervento. Fino ad oggi tutto il focus è stato concentrato sulla regione orientale.”.

Lo stesso ufficiale, che ha chiesto l’anonimato, ha sottolineato che Haftar in precedenza, ha deciso di stabilire l’introduzione della leadership dell’Esercito nella regione occidentale. E’ stata prevista una rimodulazione gerarchica sull’organizzazione, l’amministrazione, la logistica, l’intelligence, la gestione della formazione e l’ufficio del comandante generale.

“Ciò significa che l’organizzazione logistica è quasi completata – ha proseguito il militare – specialmente con l’avanzata della leadership dell’Esercito nella regione occidentale. Si resta in attesa di un comando per iniziare il lavoro.”

Lo stesso Haftar, a settembre scorso, dopo i violenti scontri tra milizie che hanno visto Tripoli sotto attacco, ha annunciato: “La liberazione della capitale è una scelta inevitabile, niente di tutto ciò, può essere tollerato.”

Sorgono però delle domande. Sulla base di queste dichiarazioni, come potrebbe esserci una firma congiunta tra i due uomini dal Paese nord africano, per l’unificazione dell’Esercito che da sempre sono su posizioni opposte e contraddittorie? Anche se l’Egitto, ha una grande influenza sulla “sorella Libia” come potrà sopperire a tanta distanza? I tempi di intervento, per liberare Tripoli dai terroristi, non sono stati definiti, ma il count down pare essere iniziato.

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