Libia, dopo l’attacco a Tragan il Generale Al-Mismari rassicura sulla linea intrapresa per difendere i giacimenti petroliferi

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Ieri nel corso di una conferenza stampa, il portavoce delle Forze Armate, il Generale di Brigata Ahmed al-Mismari, ha parlato dell’attacco al Quartier generale della X Brigata di Fanteria a Tragan: “L’attacco è una risposta alla vittoria ottenuta dalle Forze Armate, contro il terrorismo, nell’ultimo periodo. I terroristi sono entrati da Nord”.

Il Generale di Brigata Ahmed al-Mismari

“Il gruppo terroristico – ha aggiunto il Generale al-Mismari – ha attaccato il campo della X Brigata, approfittando della vasta zona adiacente, subito dopo la base aerea più vicina alle Forze Armate. Nell’attacco è morto un capitano e sono stati feriti altri 12 militari”.

Come spiegato da Al-Mismari, queste perdite sono calcolate, anche perché le Forze Armate libiche si trovano in uno stato di continua emergenza ed i recenti e continui movimenti militari sono finalizzati all’eliminazione del terrorismo e per ristabilire la sicurezza.

Le attuali operazioni non sono concentrate in una città o in una porzione di regione specifica, questo perché i militari affrontano il terrorismo ovunque esso si trovi.

Inoltre, il Generale ha sottolineato nel corso del suo intervento che “le Forze Armate si occupano di terroristi e ultimamente ci si basa sulla loro affiliazione intellettuale e ideologica e non sulla base dei beni posseduti, sulle città o sulle tribù di provenienza. Questa spedizione non è stata la prima e non sarà l’ultima”.

“La Turchia – ha proseguito il Generale – è diventata una minaccia per la sicurezza internazionale e per la stabilità della Libia. Il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan sta cercando di arrivare al Sultanato a spese dei libici”.

Erdogan guarda alla Libia per creare un Sultanato?

La frecciata arriva diretta ed è chiaramente indirizzata al sequestro di armi e munizioni provenienti dalla Turchia, avvenuto circa sei giorni fa alla dogana del porto di Bengasi. Per Al-Mismari “Kufra è un punto caldo per le operazioni di contrabbando e la gente della zona dovrebbe aiutare le Forze Armate a prevenire il contrabbando”.

Durante la conferenza, il Generale  ha spiegato che i militari, hanno iniziato a proteggere i giacimenti petroliferi nel deserto e ha chiesto alla National Oil Corporation di sostenere il loro lavoro.

Quanto riferito da Al-Mismari arriva subito dopo l’appello lanciato da un membro del Comitato di gestione della compagnia petrolifera di Brega, Khairallah Saleh, il quale ha dichiarato che alcune spedizioni di carburante sono state raggiunte dai contrabbandieri, rendendo difficile la consegna del combustibile. La mancanza di strade sicure, rende più difficoltoso, anche l’approvvigionamento dei beni di prima necessità.

Pozzi petroliferi in Libia

A soffrirne maggiormente, la città di Sabha, dovei prezzi raggiungono cifre inavvicinabili per la popolazione. Lo stesso dirigente, spiega che la Libia meridionale è rifornita dai magazzini Brega con sede a Tripoli e Misurata. Secondo il funzionario, l’aumento dei prezzi del carburante e del gas sono dovuti ad un addebitamento illecito sul trasporto che i mercenari addossano ai cittadini, violandone i diritti

Intanto, in queste ore sono stati rapiti due camionisti che trasportavano carburante nel Fezzan. La gente è scesa in piazza per protesta.

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