Libia, Fayez Al Sarraj nomina il nuovo capo dell’Intelligence. E’ il Generale Abdullah Masoud Al Dursi

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Il presidente del Governo di Riconciliazione, Fayez Al Sarraj, ha assegnato, nei giorni scorsi, al Generale Abdullah Masoud Al Dursi la nuova direzione dei Servizi segreti libici.

Il documento ufficiale della nomina

Secondo quanto dichiarato al quotidiano al Marsad, il neo investito capo dell’Intelligence libica, nella sua prima apparizione ai media, ha sottolineato come “i Servizi di Intelligence, devono riorganizzare un nuovo piano strategico. Il sistema dovrà trovare un assetto in un’unica istituzione. Non può esistere un’Intelligence come se ci fossero due istituzioni o due Stati.”

Al-Dursi, sembra un fiume in piena. Dimostra la sua fermezza continuando: “Il servizio di Intelligence libico deve essere unificato perché la sua unificazione va di pari passo con quella delle istituzioni militari e di sicurezza, così come il Ministero degli Interni”.

Il Generale Abdullah Masoud Al Dursi, nuovo capo dell’Intelligence libica

Sull’accettazione del suo mandato, Al Dursi ha detto: “Tutti sono d’accordo, tutti sono a favore della Patria. L’obiettivo è l’unificazione dell’establishment militare e di quello della sicurezza. Non abbiamo niente a che fare con gli organi politici. Lo Stato è violato da tutte le parti e proviamo a riformarlo”.

Durante l’intervista, il nuovo capo dell’Intelligence, ha specificato, come in questo particolare momento, non esista più la Libia orientale ed occidentale e ha concluso dicendo: “La questione è puramente politica, i conflitti politici non hanno nulla a che fare con noi e le nostre ideologie, siamo tecnocrati che cercano di ottenere la sicurezza dello Stato in modo chiaro ed esplicito”.

La nomina di Al Dursi è un segno di riavvicinamento tra Al Sarraj e la Camera dei Rappresentanti che aveva già proposto il nuovo direttore dell’intelligence come capo del Corpo nel 2015 dopo l’annuncio del licenziamento di Salim al-Hassi, il quale era affiliato con il flusso politico dell’Islam, in particolare con il gruppo combattente libico.

Ma chi è il nuovo dirigente capo dell’Intelligence e cosa appartiene al suo passato?

Abdullah Al-Dursi è succeduto ad Abd al-Qader al-Tuhami. La scelta di Al Sarraj su questa figura, fa ben sperare per la risoluzione della crisi libica e soprattutto della crisi politica interna,che dura dal 2011.

Il direttore dell’Intelligence, discende dalle regioni orientali della Libia ed è conosciuto per essere allineato con l’autorità della Camera dei Deputati. In passato è stato anche nominato sottosegretario del Ministero degli Interni, nel Governo provvisorio guidato da Ali Zidane.

Ha partecipato all’attività politica all’interno del Consiglio nazionale di transizione durante la rivoluzione che ha rovesciato il Governo del defunto Colonnello Muammar Gheddafi nel 2011. Nella sua militanza politica, risulta anche che si sia opposto fermamente alla decisione del Consiglio di transizione di concedere agli ebrei libici il diritto al ritorno ed al risarcimento dei danni subiti alla fine degli anni ’60, dove le loro proprietà furono confiscate in seguito alla loro espulsione dalla Libia.

In sintesi, questa è la del Generale Abdullah al-Dursi:

Residente a Bengasi, discende dal sobborgo orientale di Bata.

– Ha ricevuto un dottorato in Scienze politiche.

– Laureato all’Accademia militare in Egitto.

– Ha lavorato come professore presso l’Università di “Garyounis”

– E’ stato responsabile di gran parte del lavoro rivoluzionario esterno

– Consigliere del Consiglio di Sicurezza nazionale libico.

– Ha lavorato nell’apparato di Sicurezza esterno, prima della rivoluzione del 17 febbraio.

– Ha assunto la carica di Sottosegretario del Ministero dell’Interno nel Governo provvisorio guidato da Ali Zidane

– È stato esonerato dal Ministero del Reddito libico nel maggio 2013 e ha prestato servizio come funzionario nella Sicurezza interna.

– E’ stato nominato dalla Camera dei Rappresentanti nel 2014 a capo del sServizio di Intelligence libico, sostituendo Salim al-Hassi. Ma non è durato a lungo.

 

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