Libia, gli occhi di Parigi sul Paese. L’attivismo dell’ambasciatrice Beatrice Duhellen con il Governo di Al Sarraj. In agenda un viaggio di Macron per stringere rapporti con Tripoli

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Venerdì scorso, una delegazione ufficiale francese si è recata al Cairo per definire gli ultimi preparativi per l’arrivo del Presidente Emmanuel Macron.

Il Presidente francese, Emmanuel Macron

Il capo dello Stato transalpino, questa settimana nella capitale egiziana, dovrebbe incontrare il suo omologo Abdel Fattah al-Sisi. Al centro dei colloqui, secondo quanto anticipato dalla stampa, la crisi libica. Successivamente Macron, dovrebbe visitare proprio la Libia.

Stando ai media locali, la Francia sta lavorando duramente per raggiungere un riavvicinamento tangibile con i libici, nel tentativo di attirare maggiori consensi e sostenitori verso la loro visione di soluzione alla crisi del Paese.

A dare conferma della prossima visita, l’incontro presso la sede del Ministero degli Interni, a Tripoli, ieri tra l’ambasciatrice francese Beatrice Duhellen ed il ministro degli Interni del Governo di accordo nazionale, Fathi Pasha.

L’ambasciatrice francese Beatrice Duhellen ed il ministro degli Interni del Governo di accordo nazionale, Fathi Pasha

Nel corso della riunione, la Francia ha confermato la propria disponibilità a continuare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi, in particolare nei settori della sicurezza. L’ambasciatrice francese, ha espresso il desiderio del suo Paese di firmare accordi con il Governo di Al Sarraj sulla formazione necessaria ai servizi di sicurezza del Ministero.

Secondo l’Ufficio informazioni del Ministero degli Interni, la disponibilità della Francia, si baserebbe sul desiderio di fornire supporto logistico al Dicastero, attraverso la firma di accordi e protocolli di intesa sulla formazione e la qualificazione del personale di sicurezza e della Polizia.

Ma quanto riportato dai media, non coincide con una dichiarazione rilasciata da una fonte diplomatica libica a Libia News. La fonte, che ha preferito rimanere anonima, ha dichiarato che il ritorno dell’attività e dell’interesse sulla Libia, da parte di Parigi è arrivato dopo un apparente fallimento seguito alla conferenza di Palermo, dichiarando: “L’attuale presenza francese, al di là degli attuali organi politici, è presente per rafforzare le sue relazioni con tutte le parti influenti sul terreno, parliamo di Misurata e Zintan. Non penso che Parigi abbia ignorato ciò che è successo in Libia, da Palermo ad oggi. Semplicemente non vi ha preso parte”.

La stessa fonte ha ribadito che “Haftar ha perso la sua copertura politica dopo le sue divergenze con la Camera dei Rappresentanti. La Francia, conseguentemente a ciò, ha preso le distanze e si è allontanata sia dalla Camera dei Rappresentanti e che dal Governo di Riconciliazione”.

Parigi, insomma, “sta puntando sulle parti forti nella regione, e sta predisponendo le condizioni per il prossimo futuro”.

Ha poi sottolineato, come le relazioni francesi si siano strette con i rappresentanti militari di Misurata e Zintan, viste come opzioni ad Haftar. La stessa fonte ha poi concluso che “Parigi potrebbe essere alla ricerca di opzioni diverse da Haftar, le cui posizioni, attualmente, sembrano confuse. A preoccupare la Francia, è anche il suo rinnovato rapporto con l’Italia”.

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