Libia, gli Stati Uniti avrebbero ostacolato il rientro di una nave libica riparata a Malta. AFRICOM smentisce costruzione di una base segreta nell’Est del Paese

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Gli Stati Uniti hanno bloccato una richiesta della Commissione delle Nazioni Unite per consentire il rientro in patria ad una nave della Marina libica. L’imbarcazione doveva tornare nel Paese nord africano, a quanto si è appreso, per essere impiegata nel traffico di esseri umani.Lo scrive il Quotidiano Libico il Mediterraneo.

La Fregata libica riparata a Malta

La Fregata “Al Hani 212” era stata inviata a Malta nel 2013 per essere sottoposta a lavori di manutenzione e riparazione a seguito di un guasto nello scafo che imbarcava acqua. Grazie al contratto stipulato con la società Cassar Ship Repair Marsa, la nave militare era rimasta nel porto maltese ed era stata riparata. Le armi e le munizioni che si trovavano a bordo erano state immagazzinate durante le riparazioni.

Il quotidiano ha sottolineato che Malta ha informato il Comitato per le sanzioni internazionali della richiesta effettuata dal Governo di riconciliazione libico per riavere la nave con tutto il suo armamento. Il Governo di Tripoli era stato autorizzato ad importare armi ed equipaggiamento militare con l’approvazione del Comitato internazionale per le sanzioni. Il quale sovrintende all’attuazione dell’embargo sulle armi imposto alla Libia nel 2011.

Malta aveva chiesto, nello scorso mese, che il Comitato approvasse la richiesta di rimpatrio della “Hani”, perché la nave era in grado di navigare e perché era in condizioni di svolgere al meglio la missione di pattugliamento navale nelle acque libiche, per contrastare il traffico dei migranti.

Sempre secondo il quotidiano che ha riportato le informazioni dell’Agenzia di stampa France Presse, gli Stati Uniti si erano opposti alla richiesta ufficializzata il 28 agosto “in attesa di ulteriori studi”.

La missione degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite ha rifiutato di commentare la sua decisione nell’aver negato l’approvazione della richiesta. La risposta di un funzionario degli Stati uniti è stata secca: “Non possiamo condividere i dettagli di negoziati chiusi”. Dal lato opposto, la Svezia, a capo del Comitato per le sanzioni della Libia, ha dichiarato che la domanda è ancora in fase di studio.

Intanto, si registra un caso di fake news. AFRICOM – il Comando africano degli Stati Uniti, istituito nel 2008 sotto la direzione dell’Unified Combatant Command – ha smentito le notizie pubblicate su canali social dell’ala politica dei Fratelli Mussulmani in Libia (Al-Nabaa).

Il piano di distribuzione di AFRICOM

Si era, infatti, parlato della creazione di una base segreta nell’Est del Paese e della concessione di aerei da combattimento, degli Emirati Arabi Uniti al comandante in capo dell’Esercito Nazionale Khalifa Haftar.

Secondo il comandante di AFRICOM, Il Generale Thomas Waldhauser, le fonti sono state date da un falso account su Twitter che porta il suo nome. Il Generale ha commentato: “Tutto ciò è completamente vergognoso”.

Il Generale Thomas Waldhauser, comandante di AFRICOM

Afrikom ha spiegato che le dichiarazioni erano false, aggiungendo che l’account fraudolento del Generale Thomas Waldhauser, messo in rete, è stato cancellato.

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