Libia, Haftar conquista diverse aree di Tripoli. La diplomazia egiziana cerca di spiegare l’obiettivo dei movimenti militari del Generale

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Khalifa al-Obeidi, direttore dell’Ufficio informazioni del comando generale delle forze armate libiche, ha dichiarato che le forze dell’esercito nazionale, con la partecipazione di aviazione, marina e fanteria, hanno preso il controllo di diverse aree nell’area di Tripoli.

Movimenti di truppe

Nella nota si legge: “Le nostre valorose forze armate stanno prendendo il controllo delle aree di Qasr Ben Ghashir, Wadi Al Rabea e Souk al-Khamis, il mercato del giovedì che si trova nella capitale. Il tutto fa parte dell’operazione Al-Fateh Al-Mubin”.

La Divisione Informazioni dell’Esercito del Comando Generale ha spiegato attraverso il suo account Facebook, che questa operazione arriva nel processo di apertura della porta 27 (avamposto militare creato lo scorso anno e guidato dal Generale Al Juwaily e che sarebbe servito proprio in caso Haftar avesse deciso di avanzare su Tripoli) per liberare Tripoli dalla morsa delle milizie e dai gruppi armati, lanciata giovedì dal comandante in capo, Marshal Khalifa Haftar.

Nella nota, si legge anche: “Un ringraziamento a tutti i popoli delle due regioni e al popolo di Tripoli per il loro sostegno all’esercito, per la guerra al terrorismo e per il ripristino della patria”.

A conferma della nuova “conquista” sul terreno tripolino, una fonte militare della nona Brigata, appartenente al Comando generale delle forze armate della Jamahiriya araba che ha dichiarato: “L’esercito libico è riuscito a controllare le due aree a sud della capitale. Il tutto è avvenuto solo dopo la fine di alcuni scontri violenti tra le forze del LNA e l’esercito della riconciliazione”.

Le zone controllate dai militari del Feldmaresciallo, non si fermano a quelle già citate, ma coprono un raggio maggiore, che arriva dal vecchio aeroporto internazionale di Tripoli fino alle zone di Janzur e al-Suwani tutte concentrate nel sud-ovest della capitale.

Arrivo del Segretario generale delle Nazioni Unite e di Gassan Salameh al Comando Generale di Bengasi

A rendere le acque ancor più agitate, la risposta del comandante Generale delle Forze Armate, Khalifa Belqasim Haftar, al Segretario generale dell’ONU che è stato ricevuto nella giornata di ieri presso la sede del Comando Generale.

Il comandante in capo libico ha discusso con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, degli ultimi sviluppi sulle arene nazionali e internazionali, in particolare sul file del Paese nord-africano. Guterres ha sottolineato che: “Le Nazioni Unite si sono impegnate a sostenere il popolo libico, sottolineando che merita pace, sicurezza, prosperità e rispetto dei diritti umani”. Da qui al fallimento dell’incontro con Haftar il passo è breve.

Senza mezzi termini il Comandante, ipotizza il termine delle operazioni: “L’obiettivo è quello di liberare Tripoli e il popolo dalla morsa delle milizie armate e di porre fine al caos della sicurezza nella città. Le operazioni non saranno terminate fino a quando tutta Tripoli non sarà liberata dalle milizie e dai terroristi”.

Il Generale Haftar accoglie il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres

A dare vigore alle parole rilasciate da Haftar, ci persa il portavoce del LNA, il generale di brigata Ahmad al-Mismari che ha detto: “Le operazioni militari stanno continuando e si fermeranno solo quando Tripoli sarà liberata. Le truppe stanno avanzando direttamente nella capitale dopo aver preso il pieno controllo dell’aeroporto” – ha poi continuato – “l’Esercito ha monitorato i movimenti delle milizie armate in direzione dei distretti di Shuwairf e Jafra, annunciamo la caduta di una ventina di martiri nelle file delle forze armate durante la battaglia per liberare la città. Abbiamo apprezzato gli sforzi del popolo di Tripoli nel sostenere le forze armate libiche nell’area liberata”.

“Le nostre forze stanno avanzando verso la capitale, anche se hanno percorso lunghe distanze stimate più di 1.000 chilometri. La battaglia delle truppe avverrà ai confini della città”. A seguire, il portavoce, ha ricordato alle proprie unità di rispettare i diritti umani e di proteggere i civili e ha in fine aggiunto: “Nel pomeriggio di ieri un aereo è decollato dall’aeroporto di Misurata e ha bombardato le forze del LNA”.

“Al momento, le strade della città sono vuote, sembra che quasi tutti i residenti abbiano scelto di lasciarla. Ci sono molte aree da noi controllate, come Janzur e al-Suwani, nel sud-ovest di Tripoli. Fortunatamente non ci sono scontri, solo alcuni attacchi di bande sulla via che porta a Tripoli”, ha dichiarato una fonte del Libyan National Army al Quotidiano libico il Mediterraneo.

Il Generale di Brigata Ahmaed Al Mismari, in un frame tratto dal suo intervento a SkyNews24 Arabya

Dal popolo non arrivano smentite e secondo testimoni oculari, è confermato l’arrivo delle forze dell’esercito nazionale nella zona a sud di Tripoli. Questo è stato preceduto dallo scoppio di forti scontri armati tra le forze dell’esercito nazionale e le forze che seguono il consiglio presidenziale del governo di Al-Wefaq nella zona di Amshel, il mercato a sud-est, nella mattinata di venerdì intorno a mezzogiorno ora locale.

Sempre secondo testimoni oculari, il Libyan National Army ha fornito corridoi sicuri per i civili nell’area di Al-Siyya, permettendo loro di tornare alla città di Tarhuna, o aiutandoli a recarsi nell’area di Qasr Bin Ghashir per la loro sicurezza, zona che è attualmente in mano al LNA. Confermati, sempre secondo testimoni, lo scoppio di scontri armati nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale di Tripoli. In previsione di ogni emergenza, la Libyan Red Crescent Society di Tripoli ha annunciato la formazione di un pronto soccorso e ha invitato i cittadini a contattare il numero in caso di emergenza: 0928853028.

Difficile comprendere le sempre più mutevoli trame della situazione libica, ma a spiegare le motivazioni che hanno spinto il Generale Haftar ad azzardare questa mossa, ci provano alcune fonti diplomatiche egiziane, che hanno familiarità con il dossier libico. Le fonti hanno minimizzato le mosse militari del Generale rivolte alla capitale Tripoli. I diplomatici hanno affermando che “questi movimenti possono essere descritti come politici piuttosto che militari”, sottolineando che “queste mosse non hanno come obiettivo conquistare la capitale, ma cercano di destabilizzare il governo sostenuto dalle Nazioni Unite”.

Le fonti hanno anche aggiunto, che questa mossa ha lo scopo di aumentare, sul sistema politico della riconciliazione, la pressione già esercitata dalla crisi in essere, con lo scopo di mettere un freno alle aspirazioni e ai movimenti del governo di riconciliazione diretto Fayez Al Sarraj. Pressione che andrebbe ad incidere su qualsiasi negoziato o accordo politico.

Dalle dichiarazioni rilasciate, si evince che il Cairo, vede in questo passo un ulteriore aumento del caos. L’analisi è che il Libyan National Army, non sarà in grado di risolvere militarmente il conflitto sul terreno, questo perché sul campo si scontrerà contro la forza dei battaglioni e delle milizie che sostengono il governo della riconciliazione in Occidente. Tra questi troveranno Misurata in prima linea.

LNA sulla strada per Tripoli

Tutti i sondaggi seguiti dagli enti egiziani, che sono interessati al dossier libico, evidenziano una palese difficoltà affrontata e vissuta dagli organi militari libici. Qualsiasi scontro militare avrà conseguenze disastrose e porterà a un ulteriore caos, che comporterà la proliferazione di nuove armi in mani sbagliate. La conseguenza, sarà un facile passaggio nelle mani delle organizzazioni estremiste e terroristiche, che renderanno la Libia un ambiente molto fertile per gli elementi in fuga dalla Siria e dall’Iraq dopo l’eliminazione dell’organizzazione di Daesh. L’analisi effettuata dagli studiosi diplomatici, ha evidenziato che le dimensioni delle forze militari nell’ovest libico e in particolare quelle di Misurata, sono in termini di numero e equipaggiamento non equiparabili a quelle delle forze dell’esercito nazionale. Quindi l’avanzata lanciata dai miliziani di Misurata, verso Derna e Bengasi, non sarà una passeggiata.

Le fonti hanno dichiarato: “Quello che l’esercito nazionale libico sta facendo in questo momento è muoversi tra una percezione egiziana moderata, che adotta una soluzione politica e una visione più pratica come quella degli Emirati Arabi, che preferiscono adottare la velocità militare e lo scontro”, spiegando che “a sud di Tripoli, dove vi sono numerosi gruppi armati, Haftar ha conquistato la fiducia e una grande lealtà da parte dei combattenti e del popolo”.

Le fonti hanno sottolineato che questi leader non hanno il desiderio di uno scontro militare, siano esse le forze di Tripoli o le forze del LNA. Secondo gli egiziani, molti di loro preferirebbero rimanere neutrali, ma solo dopo aver ottenuto ingenti somme di denaro. Nel mentre, l’Esercito Nazionale usa i media per mettere pressione sul governo di riconciliazione, cercando di acquisire ulteriori consensi.

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