Libia, Haftar tra Sirte e Tripoli. Manovre politiche e militari per prendere il potere del Paese

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. I continui e rapidi sviluppi in Libia, rendono sempre più difficile prevedere le mosse del Feldmaresciallo Khalifa Haftar. I piani dell’uomo forte della Cirenaica sembrano sempre più imperscrutabili.

Il movimento di truppe di Haftar

Dopo l’ultimo incontro avvenuto ad Abu Dhabi tra il capo del Governo di riconciliazione Fayez Al-Sarraj ed Haftar dove i due avrebbero trovato un punto di accordo sulla possibile risoluzione della crisi libica, l’ombra della sua ambizione, che lo vorrebbe solo all’Esecutivo resta, per molti, presente ed ingombrante.

Nonostante le recenti posizioni del Generale che lo vedono solidale con gli sforzi locali ed internazionali per stabilire la pace attraverso iniziative politiche risolutive e tramite la necessità di porre fine alla fase di transizione con le elezioni, concordata ad Abu Dhabi, con Sarraj, gli sforzi operati dal Feldmaresciallo, per i sostenitori di Al-Wefaq sembrerebbero stridere a causa dell’operazione antiterrorismo condotta nel Sud,

Ad aumentare i sospetti, sulle intenzioni del Generale, quei movimenti militari silenziosi intorno a Tripoli. Una fonte anonima ha dichiarato ai media libici che i militari dell’Esercito Nazionale intendono entrare nella capitale attraverso l’area di Maru Shuwairf, Bani Walid e Tarhona nell’area di Salah al-Din.

La fonte ha aggiunto che i grandi rinforzi militari del LNA (Esercito nazionale libico) arrivano sulla rotta del fiume “Campua Shuwirf” da Bengasi.

Le forze dell’Esercito nazionale hanno ricevuto 3000 veicoli militari dagli Emirati Arabi ed il trasferimento di un certo numero di questi nella regione occidentale, oltre al trasferimento di militari da Sabratha e Sorman al deserto di Shuwairf. A contrastare questi arrivi gli aerei dell’Air College di Misurata.

 

Haftar e le diverse componenti del suo Esercito

Sulla scia di tutti i dati raccolti dai numerosi analisti libici, viene sollevato il timore, che la risposta pubblica del Feldmaresciallo, ai tentativi di soluzione politica, non sia altro che una manovra in attesa del momento giusto per raggiungere i suoi obiettivi.

L’ultima mossa che ha preoccupato il Governo di Al-Wefaq, è stata quella di spostare le sue fazioni armate vicino al confine della città di Sirte, a Nord della Libia centrale, bypassando la linea di contatto con le forze della struttura fortificata dell’Esecutivo di Sarraj, posta ad Est della città, in un’area di 90 chilometri.

Questa mossa comporta lo stare faccia a faccia con gli uomini armati di Misurata. Sempre nella scorsa settimana, si sono aggiunti altri movimenti poco chiari in più di una località nell’ovest del Paese.

Le immagini video, pubblicate sulle pagine Facebook vicine alle Forze Armate di Haftar, hanno mostrato un pattugliamento nella zona della porta orientale di Sirte.

Il filmato ha anche mostrato una ricognizione segreta che aveva già raggiunto l’isola di Bouhadi vicino al cuore della città. Ma il portavoce delle Forze di sicurezza di Sirte, Salem al-Amil – responsabile di una delle forze istituite per la sicurezza di Sirte e vicine al Governo di riconciliazione – ha rassicurato sulla situazione, confermando che: “Il cancello ad est della città è sotto il controllo delle forze di sicurezza di Sirte e le pattuglie monitorano la zona, seguendo qualsiasi movimento. Abbiamo intensificato i controlli, dopo che alcuni di loro sono stati avvistati sabato scorso”.

Al-Amil ha dichiarato, nel corso di un’intervista al quotidiano Al Arab Al Jadyd, che: “I movimenti delle forze di Haftar, monitorati sabato scorso, li hanno visti nella zona a 90 chilometri a est della città. Abbiamo appurato che era solo una pattuglia in ricognizione. Non conosciamo i loro obiettivi”. Ma in risposta ad un’eventuale minaccia, il portavoce ha sottolineato: “Sirte è pronta a respingere qualsiasi attacco alla città”.

Ricordiamo che nel corso della scorsa settimana, la Forza di sicurezza di Sirte, ha annunciato lo stato di emergenza ed ha chiesto a tutte le sue unità di riserva di unirsi alle loro posizioni. Il tutto è stato generato dall’arrivo delle forze dell’Operazione “Karama”.

Nonostante le rassicurazioni del portavoce, permane il timore che Haftar, che aspira a raggiungere Tripoli, sia intenzionato ad effettuare una breccia nell’area di Sirte e nei suoi dintorni, per spianare la strada verso la capitale libica.

A confermare il timore, non solo il rinato spirito pro Haftar di molti libici, ma soprattutto le molte forze fedeli al Feldmaresciallo concentrate nell’Ovest. Alcune ad 80 chilometri ad Ovest di Tripoli, alcune a Sorman a 70 chilometri ad occidente della capitale ed altre vicino alla base di al-Watiya a 140 chilometri a Sud-Ovest di Tripoli.

Questa convinzione è stata rafforzata dopo l’annuncio della sala operativa di Sirte che avvisava del “ritorno delle unità militari, di stanza nei siti petroliferi della Crescent Oil, dopo la loro partecipazione alle operazioni militari nel sud”.

Sempre in un’intervista ad Al Arab Al Jadyd, l’esperto di sicurezza, Mohieddin Zekri, ha dichiarato: “Tutto quello che sta accadendo, fa parte di un piano globale per neutralizzare il potere di Misurata, fondamentale per la sicurezza di Sirte. Le forze di Misurata, hanno già fermato la minaccia di Haftar, lanciando diversi raid aerei sui campi interessati”.

Inoltre, a detta dell’esperto di sicurezza, “I leader di Misurata hanno affermato che Sirte non è importante per Haftar, se non in funzione della sua posizione strategica. Non è escluso un intervento armato e per questo c’è la necessità di concentrare la loro presenza nella città. Presenza utile a bloccare qualsiasi progresso”.

E’ fondamentale notare che Sirte ha un’importanza strategica non indifferente. Dalla città è concepibile creare un attacco a distanza sulla costa libica e grazie alla sua posizione, esiste la possibilità di supervisionare una rete stradale desertica che si collega bene con le aree a sud di Tripoli.

Parliamo delle aree in cui si trovano le basi militari più importanti, come Al -Fafra (420 chilometri a Sud-Ovest di Tripoli) passando per il nord-ovest fino alla base di Al-Watiya (140 chilometri a Sud-Ovest della capitale) collegandosi alla base di Qaradaba a Sirte.

 

Una mappa della Libia

Queste basi, se occupate, potrebbero fornire un cordone aereo minaccioso per Tripoli. Ma stando a quanto dichiarato da alcuni specialisti libici del settore, la distanza tra Sirte e Tripoli, a più di 500 chilometri che comprende parecchie aree desertiche, alcune delle quali densamente popolate, sembrerebbe essere un ostacolo a qualsiasi tentativo di conquista via terra.

L’analisi viene fornita sulla certezza che la maggior parte dei militanti in queste aree, condivide una posizione comune con i ribelli di Misurata che respingono la presenza dei militari di Haftar.

Da ricordare, che Sirte, nel recente passato, è stata roccaforte di DAESH e che entrambe le città sono strettamente legate alla Fratellanza. A confermare la presenza di questi militanti, pronti a bloccare l’avanzata del LNA, la recente dichiarazione del Consiglio degli Anziani di Misurata, i quali hanno affermato: “Lo slogan del terrorismo sollevato da Haftar è solo una scusa per entrare e distruggere città, rubare e bruciare case e spostare i loro abitanti, oltre alla liquidazione del campo. E’ un codardo, un criminale di guerra. Nasce ad oggi la necessità di prepararsi a respingere qualsiasi progresso verso Sirte e di respingere i movimenti provocatori che lo circondano”.

Ma i successi riportati nel Sud dal Feldmaresciallo, sembrano essere più complicati da ottenere nella zona Ovest della Libia, determinata a bloccare qualsiasi avanza.

Alla dichiarazione dei leader di Misurata si unisce quella di un incontro dei leader militari e civili di diverse città nell’Ovest del Paese. Durante l’incontro che si è tenuto nella città di Zwara, ad occidente della capitale, la scorsa settimana, è venuto fuori il completo rifiuto della presenza militare di Haftar nell’ovest libico: “Le forze nell’Ovest libico sono più organizzate e più vicine all’esercito di riconciliazione. Le nostre forze possono sostenere la sicurezza e combattere il terrorismo come è successo a Sirte durante la guerra. Non abbiamo bisogno di alcun aiuto. Un chiaro avvertimento ad Haftar e ai suoi sostenitori. L’avanzata militare delle forze del LNA verso Ovest, trascinerà il Paese in una cascata di sangue e verso una guerra civile a lungo termine che fagociterà il verde e la terra”.

Questa dichiarazione a sostegno dei leader di Misurata è arrivata in risposta ad altre mosse nella zona occidentale di Tripoli che vedono la presenza di forze fedeli ad Haftar nella zona di Ajilat e Sorman, guidate da un ufficiale fedele al Generale.

Nella base di al-Watiya, nella scorsa settimana, è stato ospitato il comandante della sala “Al Karama”, il Maggiore Generale Abdel Salam al-Hassi, che ha discusso con gli ufficiali della regione occidentale gli sviluppi della fase successiva nella regione.

L’ambiguità dei movimenti militari di Haftar è contrassegnata da altrettanta ambiguità politica e di sicurezza trasmesse dai palazzi del potere di Tripoli. Il governo di Al-Serraj non ha annunciato alcuna posizione sulle mosse dichiarate di Haftar, tranne il rifiuto della militarizzazione dello Stato.

Haftar sembra essere consapevole della difficoltà del progresso militare, delle sue forze, verso Tripoli. Il Generale conosce il numero dei suoi avversari, così come riconosce che le sue forze, sono ancora lontane.

Anche se LNA è appoggiato militarmente su più fronti nell’Ovest, il numero non è così grande da poter affrontare gli oppositori. Pertanto, raggiungere Tripoli via terra, risulta essere più difficile.

Haftar e Sarraj ad Abu Dhabi

A buttare benzina sul fuoco, l’ex consigliere politico del consiglio presidenziale di Al-Wefaq, Ashraf al-Shih, che ha rivelato i dettagli dell’accordo in un tweet sul suo account: “E’ stato concluso, durante l’incontro tra Haftar e Al-Serraj ad Abu Dhabi, che vi sarà una divisione del potere tra i due uomini. Questo accordo mirerà a rimodellare l’attuale consiglio presidenziale con la sopravvivenza di Al-Serraj, il quale si unirà ad Haftar e ai suoi membri”.

Sempre secondo il tweet di Al-Shih: “Haftar assumerà la presidenza di un consiglio di sicurezza nazionale, composto da eminenti figure militari, per lo più fedeli a lui”.

Secondo l’ex consigliere, l’accordo verrà ufficializzato il 26 marzo sotto il patrocinio delle Nazioni Unite a Ghadames, al fine di rendere noto l’accordo di Abu Dhabi ai partecipanti al Forum. “Ma l’accordo non diventerà effettivo con il forum, prima della sua ufficializzazione, la proposta dovrà passare dal vertice arabo che si terrà in Tunisia, dove dovrebbe ottenere la benedizione del vertice…”.

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