Libia, il Governo di Al Sarraj confida negli uomini del Maggiore Imad Trabelsi per riportare l’ordine a Tripoli

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Sono ancora in corso gli scontri, a Tripoli, tra le forze della Settima Brigata di Fanteria e le Forze del Governo nazionale per la riconciliazione di Fayez Al Sarraj.

Gli scontri molto violenti sono scoppiati questa mattina. I punti principali dove sono in corso i conflitti a fuoco sono l’asse di Khallet al-Furjan a Salahaddin e l’altopiano di Tripoli.

Scontri a Kallet al Firjan

Intanto, le Forze operative del Servizio di Sicurezza generale e dei Centri di Sicurezza guidati dal Maggiore Imad Trabelsi sono entrate ufficialmente nel “Campo 7 aprile”, il quartier generale del Da’wa islamico nella parte occidentale di Tripoli, senza incontrare alcuna resistenza.

Mentre gli uomini del Maggiore Trabelsi sono arrivati nella zona turistica della città, in un villaggio noto come Rikta a Nord-Ovest di Tripoli, i soldati della Settima Brigata si sono scontrati con le Forze anti terrorismo provenienti da Misurata.

Il Maggiore Trabelsi ed i suoi uomini

Nella giornata di ieri, il ministro degli Interni del Governo tripolino, il Generale di Brigata Abdulsalam Ashour, ha scritto una lettera con la quale ha ordinato al Maggiore di proteggere la zona di Ghout Al-Shaal e la zona turistica.

Prima dell’annuncio del Servizio di sicurezza generale e dei Centri di sicurezza (ex Special Operations Force) e dell’ingresso degli uomini di Trabelsi, in alcune aree e quartieri della capitale, come Al-Andalus, Al-Islami e Al-Dribi, ci sono state rapine a mano armata da parte di bande che hanno approfittato del vuoto di sicurezza in città.

Sull’onda di questa evidente e cruenta violenza che si è scatenata, Meshaal bin Fahm al-Salami, presidente del Parlamento arabo, ha chiesto un cessate il fuoco nella capitale libica per proteggere la vita dei civili e portare i responsabili davanti alla Corte Suprema, dove dovranno essere processati per crimini di guerra.

Meshaal bin Fahm al-Salami, presidente del Parlamento arabo

“Seguiamo da vicino e con grande preoccupazione gli sviluppi nella città di Tripoli – ha detto Meshaal bin Fahm al-Salami -. E’ necessario un cessate il fuoco immediato per proteggere la vita dei civili. Bisogna creare gruppi armati per rispettare la sovranità dello Stato e smettere di colpire civili ed installazioni governative.”.

La capitale è stata testimone , in otto giorni, di troppi scontri violenti tra gruppi armati e milizie, tra cui il Battaglione dei rivoluzionari di Tripoli e la milizia di Gnawa, le Forze di supporto centrali ad Abu Salim, la Settima Brigata della città di Tarhona ed un certo numero di Forze di supporto.

Intanto la missione delle Nazioni Unite in Libia, l’UNSMIL (https://unsmil.unmissions.org) , in una nota ha invitato invitando inoltre “le varie parti interessate dal conflitto a un incontro allargato per martedì a mezzogiorno in un luogo che verrà annunciato in seguito”, dopo i sanguinosi scontri arnati degli ultimi giorni. L’Unsmil scrive che “sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare tra le varie parti libiche” si invita a “tenere un dialogo urgente sull’attuale situazione della sicurezza a Tripoli”.

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