Libia: Khaled Al-Mashri, capo del Consiglio di Stato di Al-Wefaq si allontana dai Fratelli Musulmani. Ma sui social la gente non si fida. Le truppe di Haftar proseguono nell’operazione antiterrorismo nel Sud

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. In questi ultimi giorni in Libia, sono avvenuti dei cambiamenti significativi, che hanno dimostrato quanto la decisione presa dal Feldmaresciallo Khalifa Haftar, di lanciare nel Sud del Paese l’operazione antiterrorismo, sia stata oculata e ben studiata.

Il Generale Khalifa Haftar

I numerosi risultati e l’appoggio del popolo all’Esercito Nazionale Libico, hanno smosso le fondamenta del Governo di Riconciliazione, che dopo aver attaccato l’Esercito ed i suoi leader additandoli come illegali, ha finalmente ammesso la necessità di portare avanti questa lotta di pulizia nella parte meridionale del Paese.

Una palese e lampante dimostrazione viene dalle più alte sfere dello GNA. Khaled Al-Mashri, il capo del Consiglio di Stato di Al-Wefaq, nella giornata di ieri, ha invitato i membri del Consiglio presidenziale, il ministro della Difesa e della concordia, il capo dello staff del Presidente e i capi delle zone militari, a mantenere l’accordo politico per proteggere il Sud.

Nel suo discorso, al-Mashri ha invitato i suddetti partiti a rispettare la lettera e lo spirito dell’accordo politico per la protezione della sovranità, dei cittadini, delle frontiere e delle installazioni vitali in conformità alla propria giurisdizione.

Ma ciò che ha sottolineato, un giorno fa, non è qualcosa di nuovo. Ciò di cui Al-Mashri ha parlato, più e più volte è stato denunciato, studiato e combattuto come fenomeno distruttivo per il Sud della Libia.

Nella dichiarazione ha detto: “Le frequenti notizie attraverso le relazioni dei Servizi di sicurezza e le relazioni del gruppo di esperti del Consiglio di sicurezza sulla Libia indicano, che l’esistenza di forze dell’opposizione ciadiana e di quella sudanese incidono sulla sovranità, creando danni nazionali. Questi elementi incidono sulle relazioni con i Paesi vicini a causa dell’esistenza di gruppi estremisti come DAESH, Al-Qaeda e altri nel Sud-Est e nell’Ovest del Paese. Vi è inoltre una grande diffusione di bande che trafficano esseri umani e bande che rapiscono e operano intimidazioni nei confronti dei cittadini”.

In questo nuovo accordo politico, i princìpi generali del primo paragrafo, parlano di obbligo a proteggere l’unità nazionale della Libia, l’integrità territoriale, la sovranità, l’indipendenza, il pieno controllo delle sue frontiere e il rifiuto di qualsiasi intervento straniero negli affari interni libici.

Ma è interessante notare, come questo cambiamento di Al-Mashri, sia arrivato dopo l’estensione delle Forze militari del Comando Generale nella città di Sabha ed in molte regioni meridionali, dopo i numerosi risultati portati dall’Operazione “Karama” ai cittadini del Sud – che iniziano a sostenere sempre più assiduamente l’Esercito Nazionale Libico – e dopo l’assalto ai mercenari dell’opposizione ciadiana e ai gruppi terroristici.

Il movimento di truppe di Haftar

 

Ma ciò che colpisce ancora di più, l’opinione del popolo libico, sul cambiamento di rotta del capo del Consiglio di Stato, è che questo immediato mutamento è avvenuto a soli due giorni dalle sue dimissioni e dal suo ritiro dalle file della Fratellanza Musulmana.

Nel video pubblicato dallo stesso Al-Mashri sulla sua pagina ufficiale di Facebook, senza rivelare se il distacco dal gruppo è stato effettivamente annullato, ha dichiarato: “Annuncio le mie dimissioni ed il mio ritiro dai Fratelli Musulmani, sulla base di esigenze nazionali ed intellettuali, che implicano la spaccatura che si è creata con i cittadini libici. Pur continuando il lavoro politico, conservo tutta la cordialità e il rispetto per tutti i membri del gruppo.”.

Molti media, e sui social risulta ancor più che evidente, non credono a queste dimissioni od a questa conversione. Il dubbio viene dettato dal fatto che il sistema di affiliazione alla Fratellanza Musulmana, che sembra voglia far cadere l’establishment militare nel Paese per prolungare la crisi, sia basato sulla fedeltà, sull’ascolto e sull’obbedienza. A quanto si legge, non è così semplice uscire dal gruppo, facendo affidamento ad un solo video.

A seguito, quindi, delle dichiarazioni che si attueranno con un supporto militare all’Operazione “Karama,” vi è il riconoscimento di collaborazione tra l’LNA e i militari dello GNA. Il portavoce delle Forze Armate, il Generale di Brigata Ahmed al-Mismari, ha detto oggi che l’Esercito ha sgomberato tutti i siti nella città meridionale di Sabha.

il Generale di Brigata Ahmed al-Mismari

Il Generale ha spiegato al giornale Al-Ain Al-Akhbar: che “gli edifici governativi della città sono stati consegnati ai Ministeri interessati del Governo provvisorio, compreso quello della Direzione della Sicurezza.”.

Questa consegna volontaria al Governo di Al-Wefaq, dimostra la predisposizione del LNA a voler cooperare per eliminare in modo definitivo il terrorismo nel settore meridionale del Paese.

Al-Mismari ha anche dichiarato: “L’’Esercito si sta preparando ad entrare e liberare i posti controllati dai gruppi terroristici”. Rivelando così che “le truppe si sposteranno verso il confine meridionale ed a Sud-Ovest di Sabha, per liberare dai terroristi, anche le città di Obari e Gatt”.

Sulle voci sulla formazione delle forze militari sostenute da Khaled al-Mashri, Il Generale Al-Mismari ha commentato: “Ciò avviene in un contesto delicato. Vi sono tentativi di creare confusione sull’operato dell’Esercito e sulle sue vittorie. La Forza Armata gode della legittimazione popolare e parlamentare.  L’Aviazione ha sostenuto l’operazione dell’Esercito nelle città meridionali del Paese per liberarle dai terroristi. Le Forze dell’Aviazione avranno come prossimo obiettivo le grotte ed siti delle bande del Ciad”.

“L’uccisione del leader terrorista di Al Qaeda, Adel Al-Abdali – ha concluso il portavoce delle Forze Armate libiche – è avvenuta con un gesto suicida. Il terrorista si è fatto saltare con una cintura esplosiva durante l’assedio delle truppe nella sua abitazione. Esplosione che ha portato alla morte di sua madre e della sua piccola figlia, lasciando gravemente ferita sua moglie. Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore