Libia, l’Esercito di Haftar prosegue la caccia ai terroristi. Chiesta una collaborazione ad Egitto, Tunisia ed Algeria

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Il portavoce dell’Esercito nazionale, il Generale di Brigata Ahmed Al-Mismari, secondo quanto riportato dall’Osservatorio Libico, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa che “il Generale Khalifa Haftar ha chiesto ai Paesi limitrofi di Egitto, Tunisia ed Algeria di partecipare al coordinamento nella protezione del confine”. “Unificare gli sforzi – ha aggiunto – può proteggere i confini e contribuire alla formazione di una regione libera da bande”.

Mezzi del Battaglione 128 nell’Esercito

Al Mismari non ha nascosto che l’area controllata dalle pattuglie militari, si espande dalla zona di Kufra nel deserto in diverse direzioni. L’obbligo delle stesse pattuglie, è quello di avvisare i battaglioni, sulla presenza di qualsiasi mezzo non conosciuto o non autorizzato.

“Vi è un gran numero di comandanti delle operazioni militari – ha spiegato il Generale Al-Mismari – impegnati in prima linea. Vi è anche la presenza di un gran numero di brigate che seguono il comando generale e che sono dislocate in tutta la Libia”.

Ma le parole del Generale non sono piaciute a molti. Ma Al-Mismari, a spada tratta, ha respinto la possibilità che le Forze Armate possano sottostare alle regole dell’accordo di Skhirat (un accordo firmato il 17 dicembre 2015 nella città marocchina di Skhirat, sotto l’egida delle Nazioni Unite e che prevedeva di porre fine alla seconda guerra civile libica del 2014) avvertendo, che dietro tale richiesta esisterebbero dei tentativi di dividere la Libia.

Al-Mismari ha poi annunciato l’inizio del processo contro gli assassini di Salwa Bugaighis (attivista libica per i diritti umani ed attivista politica, assassinata a Bengasi il 25 giugno 2014), di Abdul Salam al-Masmari (assassinato a Bengasi il 26 luglio 2013, avvocato, attivista politico e per i diritti umani) e dell’ambasciatore americano John Christopher Stevens (assassinato a Bengasi l’11 settembre 2012). Il tribunale militare ha sentenziato una condanna a morte per un terrorista, 2 ergastoli e l’assoluzione di 65 imputati.

Il Generale ha dichiarato: “La guerra non è tra i libici, non combattiamo solo contro gli estremisti, ma anche contro i grandi Paesi che impiegano questi terroristi, come Turchia e Qatar che hanno partecipato alla conferenza di Palermo per curare i propri interessi, o come il Belgio che ha contribuito alla consegna delle armi nell’Ovest libico. La leadership militare metterà nelle mani del mondo un forte Esercito nazionale in grado di contrastare il terrorismo e i suoi sostenitori”.

In questa frase il portavoce dell’Esercito guidato da Haftar ha sottolineato senza mezzi termini che “gli attori esterni alla Libia ed i Paesi che intendono investire sulla regione, se vogliono assicurare i propri interessi ed investimenti, devono sostenere questa Forza Armata”.

Sempre, secondo quanto riportato dai media libici, Al-Mismari ha espresso rispetto per la leadership dell’Esercito e per gli sforzi compiuti dall’Egitto per unificare l’establishment militare, chiedendo loro di continuare su questa linea e di portare avanti e congiuntamente questo processo evolutivo.

“L’Esercito – ha evidenziato – si sta preparando aa addestrare ed istituire brigate e squadre in tutte le discipline militari”. I cambiamenti pare siano già in atto e sono iniziati con l’inclusione di 4 mila futuri militari, scartati dal servizio di leva nella regione occidentale.

Non lascia dubbi l’intervento del Generale, che con piglio ha sottolineato come “nuovi tirocinanti e volontari” si siano uniti all’Esercito.

 

Nuovi militari si arruolano nell’Esercito di Haftar

Saranno accolti tutti coloro che hanno i requisiti per iscriversi all’università militare. Saranno invece scartati tutti quelli che hanno fatto parte o fanno parte delle milizie.

Durante l’incontro con la stampa, Al-Mismari ha rassicurato i libici, sottolineando come il duro lavoro contro i terroristi e le milizie ribelli, stia portando i suoi frutti. Non è poi mancato un accenno alla città di Derna. Il portavoce militare ha rimarcato come le cose stiano andando per il meglio sia dal punto di vista economico che sociale e cosa più importante di tutto da quello della sicurezza.

“Tutto questo, è stato possibile, solo grazie alle lotte portate avanti dal battaglione dell’Esercito Omar Mukhtar e dalle forze di supporto”, ha concluso il Generale facendo un’analisi della situazione a Derna e su ciò che è accaduto dopo la battaglia nel distretto di Al-Maghar (nel centro della città).

Al Mismari ha, infine, sottolineato come ad oggi gli scontri siano finalmente confinati e concentrati in un’unica zona che interessa la città vecchia di Derna.

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