Libia, l’Esercito libico nazionale prosegue nella lotta al terrorismo. Saif Al-Islam Gheddafi esce allo scoperto: pronto a candidarsi

  1. Di Giusy Criscuolo

Tripoli. La scorsa settimana, in Libia, ci sono stati degli accadimenti che davanti ai rinnovati scontri a Tripoli, potrebbero sembrare rivelatori.

Quelli che sui media locali risultano essere i più altisonanti, corrispondono alle decisioni del Feldmaresciallo Khalifa Haftar, di lanciare una nuova operazione nel Sud, per debellare definitivamente il terrorismo ed a quelle della Procura Generale di Tripoli che ha emesso il mandato di arresto nei confronti di 37 persone, tra cui molti terroristi e miliziani. Alcuni dei quali appartenenti alle file della Fratellanza musulmana libica, come l’Emiro ed ex leader di Al-Qaeda, Abdel Hakim Belhadj e Ibrahim Jadran suo braccio destro.

Il movimento di truppe di Haftar

Quanto accaduto ha scosso in positivo ed in negativo una società civile fin troppo provata, la quale si divide nettamente tra coloro che propendono per una risoluzione in Libia e coloro che sguazzano nel caos di questo Paese. Questi successi, lanciati dall’Esercito Nazionale Libico (LNA) e dalla Procura Generale di Al-Wefaq (GNA), ante litteram, avevano già messo in conto un’involuzione della situazione, causata dal malcontento di chi la risoluzione della crisi non la vuole.

Gli scontri, secondo alcuni analisti locali, pare siano stati concepiti nei giorni in cui l’Esercito libico nazionale ha iniziato lo spostamento di massa delle proprie forze, nel Sud e successivamente, gli stessi sembra siano stati partoriti subito dopo il mandato di arresto del leader del Partito Nazionale libico, Abdel Hakim Belhadj, un’organizzazione politica sostenuta dalla Fratellanza musulmana e dai componenti del LIFG (Libyan Islamic Fighting Group), i quali subito dopo il mandato di arresto, hanno manifestato per far sentire il loro dissenso.

Ricordiamo,che come sottolineato dall’analista politico libico Kamel Abdulla: “La Fratellanza in Libia è fortemente contraria all’organizzazione di elezioni, alla conduzione di dialoghi politici o alla riconciliazione nazionale. Queste forze non vogliono stabilità e sicurezza. Esse prosperano nell’insicurezza e nel caos politico”.

Per l’attivista libica Yacoub al- Misrati: “La Fratellanza musulmana sta cercando di distruggere tutti i tentativi di riavvicinamento tra le parti. Finché la Conferenza libica nazionale cerca di riunire le parti intorno a un tavolo per trovare una soluzione, questa sarà nell’occhio del ciclone, assediata e ‘bombardata’  da parte dei Fratelli Musulmani”.

La “mano nascosta” di chi cerca di allontanare la data della Conferenza nazionale e delle elezioni sembra stia iniziando a muovere le pedine affinché ciò si realizzi. A chi giova colpire Tripoli facendo allontanare il LNA distogliendolo dal nuovo progetto nel Sud del Paese ed a chi conviene creare il caos per allontanare la data della Conferenza nazionale e delle consultazioni elettorali? Il quesito se lo pongono molti analisti libici.

Ma qual è la posizione attuale del comandante dell’Esercito libico nazionale e cosa ne pensa il futuro candidato alle prossime elezioni Al Islam Gheddafi?

Il portavoce del LNA, il Generale di Brigata, Ahmed Al-Mismari, ha confermato che la Forza Armata continuerà le sue operazioni per assediare i terroristi ad Ovest della città di Sabha come parte dell’operazione militare lanciata nel Sud, diversi giorni fa.

Il Generale di Brigata, Ahmed Al-Mismari

“Gli scontri armati nella capitale Tripoli sono molto seri, preoccupanti e influenzano la vita dei civili e dei servizi che raggiungono le persone”, ha dichiarato al-Mismari al sito di notizie Al-Ain -. La leadership dell’Esercito respinge completamente l’attuale escalation che colpisce la sicurezza dei civili e minaccia le missioni straniere. Le forze militari faranno affidamento solo sulle proprie capacità durante il prossimo periodo di protezione di tutto il territorio libico, comprese le città del Sud dove l’Esercito ha, da poco, lanciato un’operazione militare per risolvere la crisi terroristica”.

Al-Mismari ha espresso il chiaro e netto rifiuto dell’LNA sull’attuale escalation che si è scatenata a Tripoli, dichiarando: “I primi passi dell’Esercito sono stati quelli di tagliare le linee di trasporto e di rifornimento nella Libia sud occidentale per impedire qualsiasi sostegno ai terroristi di stanza vicino alla città di Sabha”. E ha aggiunto: “L’Esercito controlla le basi aeree e gli aeroporti più importanti, per monitorare l’eventuale arrivo di terroristi dalla Turchia e dal Qatar”.

“La nuova operazione dell’Esercito – ha proseguito il Generale – mira ad imporre il rispetto della legge, combattere l’immigrazione clandestina ed assicurare i giacimenti petroliferi con lo scopo primario di continuare a perseguire i gruppi terroristici nel Sud-Ovest del Paese”.

Alle dichiarazioni di Al-Mismari, si aggiunge l’accorata richiesta di Saif Al-Islam Gheddafi, di intervenire per sedare la situazione nel Paese. Il figlio dell’ex leader libico Muhammar Gheddafi e papabile candidato alle prossime elezioni, per la prima volta, dopo molto tempo, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Al- Mashhad Libya.

Ha condannato i rinnovati scontri armati che si svolgono nelle zone a Sud della capitale ed ha espresso la richiesta di accelerare lo svolgimento delle elezioni parlamentari e presidenziali e per porre fine al caos nel Paese.

“Urge accelerare la data delle elezioni parlamentari e presidenziali ed aprire la strada affinché il popolo libico scelga un governo e una leadership capaci di unificare le istituzioni, porre fine al caos e fermare la violenza”, ha detto Mohamed al -Qilouchi, braccio destro di Saif al-Islam e componente della sua squadra politica.

“I libici si stanno trovano davanti a due opzioni. O un processo politico o una nuova guerra militare” – ha poi continuato al-Qilouchi -. Il recente annuncio dell’inviato delle Nazioni Unite di rinviare la data delle elezioni metterebbe la Libia nella seconda opzione dopo i rinnovati scontri armati a Sud di Tripoli”.

Secondo Al-Mashhad Libya, Saif al-Islam da quando è stato liberato dalla prigione di Zintan nel giugno 2017, pare stia vivendo nell’attesa che sia stabilita la data ufficiale delle elezioni, per poter organizzare la sua uscita in pubblico.

Saif al-Islam Gheddafi in carcere

Organizzazione sulla quale, sta ampiamente lavorando il suo team politico.

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